Certo 🙂
Sia TikZ che pgfplots sono dotati di una libreria chiamata [tt]external[/tt]; questa libreria, ogni volta che in fase di compilazione si incontra una figura/grafico interrompe la compilazione per generare in via separata la figura (in genere in pdf, ma anche in ps volendo) e includerla nel documento più o meno come si fa con [tt]\includegraphics[/tt]. Questa è in breve la spiegazione ad alto livello, almeno per come l’ho capita io :D. Il fatto di creare separatamente le figure implica da un lato che si debba compilare il file con [tt]pdflatex -shell-escape[/tt] e che si risolva il problema della memoria (di cui TikZ, e per estensione ovviamente pgfplots, abusa).
La libreria pare sia stata scritta proprio dall’autore di pgfplots e puoi richiamarla aggiungendo queste chiamate nel tuo preambolo:
`\usepackage{pgfplots}
\usepgfplotslibrary{external}
\tikzexternalize`
In realtà funziona anche:
`\usepackage{pgfplots}
\usetikzlibrary{external}
\tikzexternalize`
La differenza, come spiegato nella documentazione di pgfplots, è che la prima versione dovrebbe essere più robusta, ovvero se si ha una versione di pgf vecchia (e quindi la chiamata [tt] \usetikzlibrary{external} [/tt] non sarebbe valida) verrebbe caricata una copia locale di pgfplots.
Ciao
Claudio