Re: Esiste una documentazione parziale in italiano

#58163
OldClaudio
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    PS. Per quel che riguarda tutto l’abc dei motori di composizione, bhè, quello è scurissimo

    Be’, certo, questo è un argomento che non si può esaurire in quattro parole; del resto ho scritto diverse pagine su questo argomento sulla GuidaGuIT, dove forse non sono stato più chiaro che nel messaggio precedente.
    Ma la questione, che oggi potrebbe apparire di lana caprina date le dimensioni della memoria degli elaboratori e della loro velocità di elaborazione, è che il file latex.ltx con tutte le macro inizialmente scritte da Leslie Lamport è un file di poco più di 8000 righe; contiene alcune migliaia di definizioni di macro, alcune costituite da pochi comandi, altre da alcune righe di programma, altre ancora di molte decine di righe. Se ogni volta che si lancia pdflatex il programma dovesse interpretare ogni macro ogni volta che la deve usare, il tempo di esecuzione per compilare un documento sarebbe decisamente lungo. Se invece il file latex.ltx viene letto da un motore di composizione (quelli che ho indicato con l’estensione.exe) e ogni macro è non solo convertita in un linguaggio facile da eseguire da parte del programma, e facile da reperire in una struttura di record facile da esaminare per trovare le istruzioni da eseguire per ciascuna macro, il tempo di esecuzione cala moltissimo; questa traduzione in linguaggio macchina viene salvata una volta per tutte nel file di formato xxxlatex.fmt, dove xxx è un prefisso che dipende dal motore usato.. è per questo che né da terminale, né attraverso gli editor dedicati vengono mai dati i comandi primitivi “motore & formato” (cioè per esempio “pdftex & latex,fmt”), ma viene dato un comando “pdflatex” che solleva l’utente dal ricordarsi come si fa ad usare ogni comando primitivo e tutto sommato nasconde la vera natura del problema all’utente finale. Se l’utente conosce queste cose è anche in grado di capirne altre. se non le conosce può guidare la macchina lo stesso, ma al primo bubù, non sa che cosa fare e dove andare a cercare la causa del bubù.
    In fondo tutti abbiamo la patente a guidiamo un veicolo, ma pochissimi di noi patenetati conoscono la differenza fra il ciclo termodinamico di tipo Otto o di tipo Diesel. Per guidare non serve, e se la macchina si ferma, è inutile andare a cercare le candele in un motore funzionante con il ciclo diesel, o andare a pulire gli iniettori in un motore a ciclo Otto; peggio ancora: constatando che il cadometro del serbatoio segna “zero” e non conoscendo la suddetta differenza, sarebbe un errore caricade di benzina senza piombo il serbatoio di un motore a ciclo Diesel, o di gasolio il serbatoio a ciclo Otto.
    Non so se questa metafora non culinaria come quella di Luigi renda l’idea a proposito dei motori e dei formati.

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