Re: Bibliografia: autori multipli con nome cognome invertiti

#80922
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ameba” post=80135Oh… che figura! pensavo fosse giusto il contrario!

L’ordine corretto è “nome cognome”. L’inversione si fa per questioni di ordinamento
e in quel caso è consigliata (secondo me obbligatoria) la virgola (per la Crusca è invece facoltativa.)
Quando ci sono più di un autore l’inversione ha senso solo per il primo, perché
è il primo autore che determina la posizione nella bibliografia.

ameba” post=80135
Ormai le tesi è stata consegnata ma la richiesta di invertire nomi cognomi da parte del relatore c’era stata!

Meglio. La richiesta del tuo relatore è dettata da un diffuso e oscuro “principio di uniformità”,
che prescinde da una vera presa di consapevolezza sul senso di una bibliografia:
tutti gli autori sono uguali (come persone), quindi se si inverte il primo si devono invertire
tutti. La fallacia sta nel fatto che gli “autori” di una bibliografia non sono persone ma, appunto,
nomi di una bibliografia. E il primo autore non è uguale ai successivi, visto che questi non
partecipano all’ordinamento, ma lo subiscono 😀
Si tratta di una fallacia ontologica che si risolve mostrando che i nomi della bibliografia
e le persone che stanno sotto questi nomi sono tipi logici diversi.
Ma i letterati non sarebbero disposti a imparare da Russell. Troppo chiaro 🙂

ameba” post=80135È possibile effettuare questa modifica?

Sì, ma non ne vale la pena. Sul forum trovi la soluzione.

ameba” post=80135quand’è che si decideranno, all’interno dell’ambito letterario e filosofico, a stilare delle regole delle convenzioni ben documentate su come sviluppare correttamente un’opera letteraria

una sorta di norma UNI/ISO

Quando la produzione “scientifica” in ambito letterario-storico-filosofico
adotterà un approccio veramente scientifico, che solo può permettere di ben distinguere mezzi e fini. Cioè mai 😉
Il fatto è che un’opera letteraria ha caratteristiche diverse da altri tipi di opera.
Per esempio ha finalità estetiche, che un saggio di matematica, per esempio, non ha.
Fin qui niente di male. Il problema è che i letterati estendono le loro legittime finalità
estetiche anche a parti del testo che sono solo strumentali, come la bibliografia e le citazioni.
Ognuno è convinto che il suo modo di citare è il migliore e ne da delle giustificazioni
che paiono razionali, ma sono puramente estetiche e dettate dall’abitudine.
È triste ma vero.

Ciao
Ivan

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