rospa” post=80430non capisco… dove devo andare??
comunque il pdf-a me lo genera serenamente, e il tutto funziona con i capitoli senza “*” per intenderci …
Creare un file PDF/A è un processo difficile; non pasta caricare il pacchetto pdfx con l’opzione a-1b, o con qualunque altra opzione.
Bisogna creare il file dei metadata e bisogna specificare il profilo di colore. Nelle indicazioni che ho scritto per creare il file pdf/a con il pacchetto toptesi (documentate con i file toptesi.pdf in inglese e toptesi-doc-xetex.pdf in italiano.
Qui sopra nella documentazione sotto l’etichetta ArsTeXnica ci sono alcuni articoli in italiano e in inglese scritti da diverse persone che trattano il problema. Io ne ho scritti due che scendono nei dettagli sia per compilare il pdf-a con pdflatex, sia per trasformate un file pdf in pdf/a usando il programma ghostscript; questa seconda via è la sola praticabile quando si usa xelatex.
Ma in entrambi in casi bisogna predisporre un file che contenga i metadata essenziali e il profilo di colore. Senza di questo non c’è verso di ottenere un pdf/a compatibile con la norma specifica.
In ogni caso è noto che hyperref non esegue i collegamenti ipertestuali con i comandi di sezionamento \chapter, \section asteriscati; questo comportamento non dipende dai metadata o dal profilo di colore, ma dalla natura stessa dei riferimenti ipertestuali che richiedono la numerazione di qualunque oggetto, eventualmente una numerazione fantasma,; questa si ottiene con \phantomsection e bisogna leggere le varie guide, a cominciare dall’Arte, per sapere come e quando usare \phantomsection. Tra l’altro, se usi come compilatore pdflatex e usi il pacchetto pdfx, NON devi caricare hyperref, perché lo fa già pdfx. L’unica cosa che puoi fare è usare il comando \hypersetup per specificare le opzioni di hyperref. Attenta/o ad un’altra trappola: se pari un file presento pdf/a con Adobe Reader, questo te lo dà come file conforme a pdf/a, anche se non lo è. Per sapere se un file è davvero conforme alla norma ISO specifica devi usare Adobe Acrobat Pro versione *1 o successiva; anche questo programma, sebbene a mia conoscenza sia il più attendibile, talvolta sbaglia e dà per conforme un file che non lo è. Ma a mia conoscenza sul mercato non c’è niente di più affidabile di Adobe Acrobat Pro, il più recente possibile. Peccato che costi una bella mazzetta di euro.
Quini per favore spiegati meglio se vuoi ottenere aiuto, altrimenti non possiamo aiutarti; leggiti quanto suggerito da me e dagli altri prima di me. Visto che ottenere un file conforme alla norma ISO 19005:1-1b (comunemente chiamata formato PDF/A-1b) è difficile, non puoi esimerti dal fare le cose come prescritto: per parafrasare un vecchio proverbio, non puoi fare le nozze (la cosa seria) con i fichi secchi (un pranzo di nozze ridicolo).