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Se, però, l’obiettivo di Latex è quello di consentire una maggiore concentrazione e attenzione al testo, tale obiettivo rischia di non essere raggiunto da una scrittura che non si presenta scorrevole, ma zeppa di inciampi o priva di quelle disposizioni, che permettono di leggere e rileggere quello che si è scritto e di modificarlo o confermarlo
Già, mi dimenticavo di dirlo; per controllare quello che via via si scrive, le bozze come giustamente le chiama Roberto, il lavoro deve essere fatto sul PDF, ma bisogna usare un visualizzatore sincronizzabile con il sorgente. Ne dispongono TeXShop, TeXworks, TeXstudio e TeXmaker; emacs e Aquamacs possono venire sincronizzati con visualizzatori diversi, su Mac con Skim, su Windows con SumatraPDF, su Linux non saprei ma mi meraviglierei se non ne esistesse uno; mi parlano di Eclipse, ma mi pare che questo sia un editor con visualizzatore sincronizzato o qualcos’altro; siccome uso pochissimo Linux, mi accontento di TeXstudio che è multipiattaforma e funziona benissimo anche su Linux.
Non si può apprezzare abbastanza la sincronizzabilità di sorgente e visualizzatore, che davvero permette di rileggere il testo senza il “disturbo” dei comandi di mark up; basta un click per passare da una finestra all’altra e questa funzionalità è preziosa. È necessario, o comunque fortemente desiderabile, uno schermo 16:9 perché così le due finestre possono stare una accanto all’altro senza sovrapporsi.
Sul Mac ci sono altri programmi gratuiti (TeXnicle) o shareware (TeXpad) che sfruttano a meraviglia ll’intero schermo, specialmente di un iMac, schermo da22 pollici o di più a seconda dei modelli; e le due schermate sono meravigliose e ben sincronizzate; dal punto di vista della qualità e delle possibilità di editing, non li trovo avanzati come TeXworks, TeXstudio e TeXmaker, ma forse è una questione di abitudine.