Mettere la fonte come “appendice” alla didascalia è una soluzione; ma ha senso crare anche una lista delle fonti separata.
Il punto principale è che di ogni immagine deve essrere riconosciuta al proprietà, gli eventuali diritti di copyright e/o la licenza d’uso o il consenso a farne uso.
Quindi si può scrivere sotto una foto del monteBianco:`\caption[Il Monte Bianco visto da Entrèves]{Il Monte Bianco visto da Entrèves. Foto originale di Mario Rossi, \copyright~1927, \url{www./…/…}; Licenza: Creative Commons.}\label{fig:montebianco}`
Omettendo il secondo periodo della didascalia, ma non omettendo il label, si può compilare una lista dentro un ambiente descriptin preceduto da un titolo del tipo “Lista delle illustrazioni” contente entries del tipo:`
\item[Foto \ref{fig:montebianco}] Foto di Mario Rossi,…[code]
Più semplice da fare ma dipende dai gusti, sarebbe prendere due piccioni con una fava, mettendo le informazioni di autore, copyright, licenza, strumento usato, eccetera nella Lista delle figure usando al contrario i contenuti dell'argomento facoltativo e di quello obbligatorio nella didascalia[code]\caption[Il Monte Bianco visto da Entrèves. Foto originale di Mario Rossi, \copyright~1927, \url{www./…/…}; Licenza: Creative Commons.]{Il Monte Bianco visto da Entrèves}\label{fig:montebianco}`
Che poi il comando \listoffigures sia dato dopo \tableofcontents o dopo \printbibliography, è una questione di gusti; l’importante è che la parte iniziale, la front matter sia etichettata come tale mediante il comando \frontmatter e che la parte finale sia etichettata come tale mediante \backmatter (la parte centrale sarà etichettata con \mainmatter) Questi tre comandi di sezionamento di una documento complesso, sono disponibili solo con certe classi, non con report o con article; book, memoir, mi pare anche la classe scrbook della collezione KomaScript, certamante la classe suftesi, la classe toptesi, benché basata su report, definisce essa stessa i tre comandi suddetti; a te la scelta.