Marco87″ post=83121Ciao,
un aspetto (fra i molteplici) che apprezzo molto dei disegni fatti con [tt]TikZ[/tt] è che, se li realizzo parametrici, posso modificarli (come mi capita non raramente) semplicemente modificando uno o alcuni parametri. Questo è un vantaggio che ovviamente fa perdere un po’ in termini di semplicità e immediatezza della comprensione del codice impiegato. Tuttavia riscontro che con l’uso anche questo scoglio viene notevolmente ridotto, e poi mi premuro sempre di seguire sempre lo stesso metodo nei disegni che faccio e di commentare il codice in modo che anche se dovessi riprendere in mano un disegno dopo parecchio tempo, saprei orientarmi senza grandi difficoltà. Tutto dipende dalle proprie priorità; anche se apprezzo i vantaggi dei diversi approcci, nei miei disegni preferisco avere un grado di “automatizzazione” maggiore (anche se, come sempre, il mio punto di vista è del tutto opinabile).
Complimenti per i risultati che via via stai ottenendo, 🙂
Grazie mille, sono appena agli inizi! 🙂
Vero, l’uso delle coordinate permette una maggiore modificabilità del disegno, pagando un piccolo prezzo in termini di immediatezza del codice. Ecco la versione più “astratta” del disegno.
`\begin{tikzpicture}
\draw [help lines] (-2,-1) grid (2,2);
\coordinate (o) at (0, 0);
\coordinate (c1) at ({-sqrt(3)},-1);
\coordinate (c2) at ({sqrt(3)},-1);
\coordinate (c3) at (0, 2);
\draw [fill=cyan!20] (o) circle (1);
\draw (c1) node [below left] {$c_1$}
— (c2) node [below right] {$c_2$}
— (c3) node [above] {$c_3$}
— cycle;
\end{tikzpicture}
`