Re: TRANSIZIONI CON BEAMER

#84139
OldClaudio
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    Io la metterei in questi termini, per altro condividendo quello che Till Tantau ha scritto nel manuale di Beamer.

    Una presentazione di una tesi deve comunicare qualcosa alla commissione, non intrattenerla con giochetti grafici, che magari divertono i membri della Commissione, ma li distraggono da quanto stai esponendo.

    Scoprire un quadro un poco alla volta, va bene, e infatti non è un’animazione, ma in “incremental display”.

    Avrei dei dubbi sul fatto di usare transizioni da un quadro al successivo; forse ne userei una o due come stacco fra un argomento e un altro; servirebbe agli ascoltatori a capire che un certo ragionamento è finito e ne comincia un altro, ma la transizione deve essere molto sobria; se non c’è fa lo stesso.

    Ricordati hai circa un minuto per ogni quadro! Se disponi di 20 minuti per la tua esposizione, tenuto conto dei tempi morti e del tempo che devi lasciare per eventuali domande e risposte, puoi contare su 15 quadri; se non contengono molto, poi anche salire a 17, ma non andrei oltre. Vedi quindi che invece di perdere tempo con le acrobazie grafiche ti conviene studiare con attenzione forma e contenuto dei pochi quadri che puoi proiettare in modo da ottimizzare la tua presentazione.

    Le animazioni a cui fai riferimento sono cose da PowerPoint; come tutta la suite di MS Office, si tratta di programmi adatti per lo più all’uso commerciale amministrativo. Le animazioni di PowerPoint in generale sono piuttosto belle, ma proprio perché sono belle attraggono l’attenzione e distraggono da messaggio. Per essere cattivissimo, le vedo più adatte per un impiegato che vuol fare bella figura con il capoufficio, senza comunicargli niente o qualcosa che il capo non conosca ancora. Sono fumo negli occhi.

    Ho fatto parte di moltissime commissioni di laurea (sono in pensione dopo una cinquantina d’anni di università, ti puoi immaginare l’esperienza che mi sono fatto alle lauree…); ho constatato che in un certo senso erano più serie, anche se realizzate con mezzi modesti, le presentazioni eseguite con i famosi “lucidi” di metacrilato messi sul piano della vecchia lavagna luminosa, che non le presentazioni fatte con PowerPoint che, ripeto, fa benissimo il suo mestiere, ma fuori da un’aula dove si discutono tesi di laurea serie. E la fatica del laureando è proprio quella di concentrare in due o tre manciate di minuti quello che gli/le ha richiesto il lavoro di mesi per svolgere al sua ricerca, scriverla e presentala.

    Poi c’è la bambina… dedica il poco tempo che ti rimane a lei, piuttosto che alle dissolvenze e le transizioni o, peggio ancora, alle animazioni. Da nonno di 6 nipoti ti garantisco che non c’è confronto sull’efficacia del tempo dedicato alla bimba confrontato con quello dedicato ai giochetti grafici.

    Un bacione alla piccola

    Claudio

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