Re: Da otf a afm e pfb

#84112
OldClaudio
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    ::

    Un’altra cosa: l’Adobe Garamond Premier Pro
    ha un suo greco; ma limitandomi a inserire il comando
    `
    \newcommand{\GR}[1]{%
    \begin{otherlanguage*}{greek}#1\end{otherlanguage*}}
    `

    in greco non scrive. Come posso richiamare i caratteri greci
    “autoctoni” del font?

    Hai chiamato babel con l’opzione greek o polutonikogreek?
    Hai usato il pacchetto LGRx o qualche altra cosa che ti permetta di trasformare la traslitterazione latina per il greco nei font Garamondd? Oppure l’input in greco con utf8 ma dove ogni carattere utf8 punti al corrispondente carattere nel font Garamond trasformato in Type1?

    E, più importante di tutto, hai estratto le pagine greche del font otf Garamaond nella pagina a 256 caratteri che pdflatex può gestire? ne hai chiesto l’estrazione con la codifica LGR? Se non hai fatto questa operazione, devi poi creare dei file virtuali per riallocare i glifi greci, oppure ti tocca definire un encoding che ti permetta di mappare i caratteri in input nei caratteri del font.

    Tutto ciò è veramente complesso, non so se autoinst, adeguatamente istruito, lo faccia. Farlo a mano, oltre a produrre una sequela infinita di errori, porta via settimane, per non dire mesi.

    Una domanda: se volessi installare i font con autoinst
    non nell’albero personale, ma in quello locale, ossia
    in/usr/local/texmf-local? Perché se mi limito a lanciare
    autoinst da root ho l’impressione che il programma
    installerebbe i font nella home di root, che è l’unica
    soluzione del tutto insensata… Basta l’opzione –target
    lanciando in questo caso il programma da root?
    Lo chiedo per essere sicuro prima di fare danni…

    Non lo so. Suppongo che tu stia lavorando su una piattaforma Linux, perché non mi ritrovo con nessuno dei percorsi che citi; la documentazione di TeXLive, quella distribuita con il TeXLive scaricato da CTAN,, a parte l’albero personale, innesta un unico albero sulle piattaforme *NIX in /usr/loca/texlive//. Su questo tronco innesta i vari texmf, texmf-dist, texmf-var, eccetera, tranne il ramo locale che sempre su questo tronco è attaccato in ../texmf-local. La presenza dei due puntini fa si che di fatto questo ramo sia parallelo al ramo 2012/ e non subalterno. Con questa logica, all’aggiornamento del 2013, un ramo 2013/ viene innestato su texlive/ e il ramo locale non viene toccato.

    Con i percorsi che tu scrivi non mi ci ritrovo, perché queste caratteristiche descritte nel manuale leggibile con texdoc texlive sono specifiche di TeX Live, quello vero scaricato da CTAN; probabilmente non lo sono più per quello Debian, installato con le piattaforme Linux conformi alle direttive del consorzio Debian; su queste non saprei dire molto, anzi niente, visto che le evito accuratamente sulla mai macchina virtuale Ubuntu, ma ad ogni aggiornamento del SO re-installo la TeXLive di CTAN secondo quanto descritto nel documento di Enrico texlive-ubuntu.pdf.

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