Ciao a tutti,
vi ringrazio della vostre risposte.
robitexSiccome l’argomento riguarda gli editor per LaTeX, ed ognuno ha le sue preferenze che variano pure nel tempo, direi che la risposta alla tua domanda puoi darla solo tu.
Il tempo per provare Emacs+AucTeX potrebbe essere abbondantemente ricambiato se questa soluzione è migliore di quella che adotti adesso.
Roberto, il problema è che prima di investire diverso tempo per poi scoprire che non ho grossi vantaggi desidero valutare la cosa.
elrondEmacs è praticamente un interprete Lisp che incidentalmente funge anche da editor di testi, quindi è programmabile e personalizzabile in ogni suoi microscopico aspetto.
[…]
Sicuramente aiuta l’avere alle spalle 40 anni di esperienza, gli altri programmi sono giovanotti al suo confronto
Il fatto che Emacs (e AUCTeX) faccia uso di un linguaggio di programmazione “tutto suo” non mi piace molto. Non gradisco molto nemmeno quelle lunghissime sequenze di tasti che vengono definite “scorciatoie” da tastiera. Poi magari sono modificabili in vere e proprie “scorciatoie” e allora la faccenda cambia.
Il fatto dei “40 anni di esperienza” penso che porti sicuramente a dei vantaggi. Comunque devo ammettere che la grafica di Emacs non sembra tanto aggiornata. Questo è un fattore puramente psicologico che, però, potrebbe spingere chi è ignorante in materia come me a puntare su altro. Per esempio, so che un mio docente di informatica usa Eclipse quale potente strumento di editing e programmazione. Per questo motivo ho provato a installare e usare Eclipse (proprio oggi, per confrontarlo un po’), e per quello che ho intuito sembra avere non tante potenzialità in meno di Emacs. Però Eclipse ha una grafica ben più “moderna”. Ovviamente queste sono pensieri di uno che in questo specifico campo è veramente ignorante. Comunque credo che se un giorno dovesse uscire una guida in italiano su come configurare Eclipse (usando TeXlipse) in maniera soddisfacente, mi ci metterei. Per il momento, invece, sono molto dubbioso riguardo a Emacs.
Grazie mille e ciao,
Marco.