I corpi ottici sono una manna del cielo; a parte i tuoi Jensen, i Latin Modern sembrano essere gli unici OpenType a disporne (non ho esaminato tutti quelli che ho sul mio Mac, ma non credo di andare lontano dicendo che sono unici); e il risultato si vede quando componi la matematica, perché nella stessa formula puoi avere i tre corpi, normale, pedici di primo livello e pedicie di secondo livello; se il font normale è in copro 10, quello dei pedici 1º l. è in corpo 7 e quelli dei pedici 2º l. è in corpo 5 oppure 6; specialmente questi ultimi, se non fossero ottici, non riusciresti nemmeno a leggerli. Sono disegnati con un occhio mediano (l’x-height) praticamente in proporzione al corpo, non proprio ma quasi, mentre la larghezza dei glifi e lo spessore delle aste non è in proporzione al corpo, al punto che se tu ingrandisci un font da 5pt di un fattore 2 e lo metti a confronto con il font normale in corpo 10pt, sembrano grandi uguali, ma il primo sembra un demi bold rispetto al secondo; se lo fai con font privi dei copri ottici, ciò non succede. Attento: puoi fare questo esperimento in modo testo, non in modo matematico perché per la matematica c’è un unico OpenType, Latin Modern Math, di un solo corpo; ma l’esperimento matematico lo puoi fare con pdfLaTeX e i font Latin Modern e vedere il risultato confrontandolo, per esempio con la stessa formula composta con i Times (per esempio con i font che si caricano col pacchetto newtxmath).
I font OpenType commerciali non sono così ricchi di corpi ottici come i Latin Modern; di solito hanno 4 corpi ottici pensati per il testo, display, titoli, testo, didascalie, tanto per fare un esempio. Ciò nonostante io non avrei dubbi sull’installare i Jensen ottici anche se avesse solo 4 copri.
Nella Guida GuIT c’è un paragrafo nel capitolo dedicato ai caratteri dove si spiegano i corpi ottici. Nell’ultima versione della Guida è molto significativa la tabella 18.2 per il confronto di quel che succede con i font dotati di corpi ottici e quelli che non ne sono dotati. Il §18.3.1 spiega il tutto “in prosa”.