OldClaudio” post=84209
Talvolta sei disarmante nella tua innocenza nel non conoscere la macchina su cui lavori!
Ehi! Ma LaTeX non era quel bellissimo programma che permette all’autore di concentrarsi sul contenuto disinteressandosi di tutto il resto? 👿
Ora scopro che per generare uno straccio di bibliografia non basta configurare l’editor (fini qui, passi), ma devo anche cancellare la cartella
`/var/folders/sM/sMELRZDsGGecxL9DiR4K+k+++TI/-Tmp-/par-4c6f72656e7a6f/cache-ef42c8d5d44e40bdd24828b0ae70de275e379c88/inc/lib/Biber/LaTeX/recode_data.xml`
ben nascosta nei meandri del mio hard disk, usando la funzione “Vai” del Finder (funzione che ho usato oggi per la prima volta in dieci anni che uso Mac). Che cos’è questa roba? Una caccia al tesoro?
Ragazzi, trovo tutto ciò semplicemente terrificante, fuori dalla portata dell’utente comune. Un fulgido esempio di come non dovrebbe essere l’esperienza informatica di un utente “normale” (come mi considero). Conosco poco la mia macchina? Sicuramente. Del resto Mac è basato su Unix, e su Unix esistono intere biblioteche.
In realtà, il mio punto di vista di un utente “comune” che non vuole mettere le mani dentro le interiora della propria macchina ha dei vantaggi: scrivendo una guida, punto alla massima semplicità possibile. Una guida a LaTeX scritta da un super-esperto di Unix, TeX e codice binario (che magari “si considera un vero uomo perché si scrive da solo i driver per le periferiche”, per citare il padre di Linux) avrebbe tutt’altro sapore: sarebbe più completa, certo, ma non necessariamente migliore dell’Arte.
Ah, se con Word capitasse una cosa analoga (per una funzione elementare dover cancellare una cartella dal nome criptico ben nascosta nei meandri del proprio hard disk), molti griderebbero allo scandalo.
Problema risolto, comunque. Grazie a tutti.
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Resta il problema di quel dannato punto di troppo nella numerazione di tabelle e figure.
Tabella 1.: Un esempio di tabella mobile.
al posto di
Tabella 1: Un esempio di tabella mobile.
Ricordo che tempo fa il problema era stato posto e risolto sul forum, ma ritrovare il topic mi è difficile (parole chiave come “didascalia” o “punto” sono troppo comuni). 🙁
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Pensierino. Immaginate di aver scritto un libro destinato a una pubblicazione di lusso, da stampare su carta patinata. Immaginate che a un certo punto nella numerazione di tabelle e figure spunti dal nulla un bel punto fermo. Voi non c’entrate: dipende da un lungimirante autore delle classi e dei pacchetti che usate. Immaginate di non accorgervene (in fondo, avevate controllato tutto per bene) e di passare all’editore il PDF bacato. L’editore stampa tutto e voi avete una pila di libri, tutti bacati. Bello, eh?
E visto che oggi sono in vena di complimenti verso il mio programma preferito: sul disco del mio iMac ci sono molte decine di programmi scritti con LaTeX negli ultimi 8 anni. Una buona metà di questi sorgenti oggi non si compila più, perché alcuni autori di pacchetti e stili, nella loro infinita saggezza, rendono il loro sotfware incompatibile con le versioni precedenti a ogni aggiornamento. Certo, saprei metterci le mani per rimediare. Ma un utente normale? Uno che vuole “solo” scrivere?
E poi mi tocca dire: che bello LaTeX! 😡