robitex” post=85870Riprendendo questa discussione, dico un paio di cose:
Credo sia impossibile installare MacTeX in tre minuti e mezzo a meno di non avere una connessione internet di velocità pari o superiore a 2GiB/(60*3.5) = circa 10MiB/sSeconda cosa:
TeX Live si installa facilmente da rete se si ha una connessione stabile, altrimenti conviene scaricare l’immagine ISO da Torrent.
Già oggi basta un click per installare una full. Certo, alcuni dettagli vanno curati a seconda del sistema operativo, e per la mia esperienza installare TeX Live da CTAN su Win è più facile che non in Linux per un paio di motivi: politica di sicurezza più stringente per i sistemi Linux e variabilità delle distribuzioni del pinguino.
Se ci sono problemi con Win 8 è probabile che la TL 2013 li risolva.Concludo dicendo che tutti i programmi sono migliorabili. L’installer di TL potrebbe migliorare come ha fatto in questi anni.
Quindi sollevare allarmati problemi di installazione non mi sembra il caso.
R.
[Quanto di seguito non è rivolto a informatici e smanettoni in generale, per i quali l’uso del computer è un piacere.
Faccio riferimento esclusivamente agli umanisti e a tutti quegli utenti che considerano il computer e i software dei semplici mezzi.] 😀
TeX Live è difficile da installare per il semplice motivo che un programma è facile da installare quando basta scaricare un file (in tempi ragionevoli!) e farci doppio click sopra. Le soluzioni che ridurrebbero i problemi sono diverse:
1) Al posto dell’immagine ISO mettere un file .zip. Sarebbe già un miracolo. Comunque rimane assurdo dover scaricare 2GB di dati la maggior parte dei quali totalmente inutili. Immaginate se LibreOffice venisse distribuito in un unico pacchetto contenente tutte le estensioni? Quanti problemi di download ci sarebbero?
2) Avere un file .exe al posto di un .bat. Mettiamoci in testa che ciò che sembra semplice per un matematico, un ingegnere o un chimico non è semplice per un umanista. L’umanista, quando vuole installare un programma, si aspetta il file .exe. Il file .bat non sa che sia e nemmeno lo vede se nella cartella le estensioni non sono visibili. Solo nelle descrizioni dei file c’è scrittto ”File Batch” ma non sa che il file .bat è un file Batch! E non ha alcuna intenzione né voglia di colmare questa ignoranza. E per fortuna
3) TeX Live minimal veramente minimal, sullo stile di MiKTeX Basic: si installano i pacchetti quando servono. Questa soluzione potrebbe andare di pari passo con le prime due, ma potrebbe sussistere anche da sola. Riducendo le dimensioni si riducono le probabilità che qualcosa vada storto.
Ti assicuro che non si tratta di allarmismo. Quando in un’aula con 100 studenti alla domanda ”quanti di voi hanno avuto problemi di installazione” alzano la mano in 40, evidentemente qualche problema c’è. E il guaio più grosso è che di questi 40, la metà non ci ha nemmeno provato, perché il sito di TeXLive fornisce questo messaggio non scritto: «Sei appena entrato in un sito di nerd. Se non capisci come fare sei un incapace e indegno di usare questo programma».
Se provi a spiegare a un prof. ordinario come si installa LaTeX, ti lascerà parlare (per qualche minuto) e poi ti guarderà come se fossi un alieno; ma non proverà alcuna pietà per te. Se vai da un associato ti lascerà finire il discorso, ti dirà che installerà il programma ma, appena uscito dalla porta penserà che sei un alieno e proverà un po’ di pietà per te. Se vai da un ricercatore ti dirà che non ha tempo, perché, lui, ricerca. Ma in realtà è perché il prof. ordinario lo ha già avvisato che c’è un pazzo che gira per il Dipartimento a proporre un programma che solo per installarlo bisogna chiedere aiuto a Padre Pio (e, da quel poco che ha capito, i problemi non finiscono lì). Allora che fai? Vai dagli studenti che, volenti o nolenti, raccontandogli la ”balla” che LaTeX è facile riusciranno in qualche modo a installarlo. Il buon studente, tutto contento per il risultato raggiunto andrà dal suo relatore e dirà che sta lavorando con ”il latex”. Il prof. lo guarderà strano e lo studente capirà immediatamente di aver fatto un passo falso. Non sa che il prof. che ha davanti ha ricevuto qualche tempo prima la visita di un folle e che il prof. ha capito immediatamente che quello studente non è altro che un suo improbabile adepto. Come va a finire la faccenda? Lo studente, ormai dipendente, andrà a vanti ma, memore del precetto «non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te» si guarderà bene dal consigliare il programma a qualche amico. Anche solo per evitargli la brutta sensazione che ha provato quando il suo prof. gli ha detto con gli occhi: «ma chi te la fatto fare?».
Ciao
Ivan