Liverpool” post=85930
In windows MikTeX arranca un po’ dietro a TeX Live e molti utenti su windows hanno ancora bisogno di un TeX Live idem come sopra.
Continuo a non capire queste osservazioni su un fantomatico “arrancamento”. Sarà vero che su MiKTeX i pacchetti sono generalmente disponibili un po’ in ritardo rispetto a TeXLive, ma conosco diverse persone che hanno installato TeXLive e che hanno una distribuzione meno aggiornata della mia MiKTeX base. Motivo: ogni tanto devi pur ricordarti di aggiornare esplicitamente, altrimenti non te ne fai niente che su TeXLive i pacchetti sono disponibili il giorno stesso.
Propongo una verifica su un set di 10 aggiornamenti per vedere quanto è il ritardo medio tra le due distribuzioni.
Ciao
P.S.: a me quello che manca in TexLive è proprio la possibilità di installare i pacchetti mancanti al volo su Windows.
In effetti la differenza sostanziale fra MiKTeX e TeXLive è che il primo si basa sulla possibilità di caricare i pacchetti mancanti al volo; certo MiKTeX è spesso in ritardo rispetto a TeXLive, perché i fruitori di quest’ultimo non si preoccupano di aggiornare con sufficiente frequenza la loro distribuzione; ma anche con MiKTeX, che mi risulti, l’aggiornamento non è automatico.
Ora io ho usato MiKTEX da quando era in versione 1.x fino alla versione 2.7; poi sono passato al Mac, e non ho usato più MiKTeX per l’ovvio motivo che MiKTeX funziona solo su Windows. Sul Mac non ho avuto problemi iniziando con gwTeX, che contrariamente a quanto è successo a Lorenzo a me non ha posto nessuna difficoltà. Poi allla TUG Conference di Marrakesh del 2006 Gerber Wirda ha annunciato che dismetteva il suo gwTeX e invitava a rivolgersi a TeX Live/MacTeX; così ho fatto e mi sono sempre trovato bene.
Trovo però che l’abilità di MiKTeX di caricare ala volo i pacchetti mancanti rappresenta un retaggio di quando Christina Schenk lo aveva messo insieme per sfruttare le nuove capacità di Win95 (erano nuove rispetto alla prima metà degli anni ’90) che però giravano ancora su macchine i cui dischi avevano capacità di alcune centinaia di MiB, ridicole rispetto allae capacità di oggi, dove un modesto Netbook già dispone di dischi con capacità assai più grandi. Negli anni ’90 era importante poter caricare al volo i pacchetti mancanti; oggi secondo il mio parere non lo è più. Lo svantaggio di quell’approccio era che se eri in giro con un portatile, non era certo di poter trovare una connessione di rete, e il WiFi pubblico e gratuito era ancora sostanzialmente inesistente. Allora io mi caricavo tutti i file compressi in formato .cab sul disco e poi scaricavo al volo dal mio stesso disco; in sostanza il mio stesso disco sostituiva il repository di rete. Non era la stessa cosa di “instalalre” tutto quanto, ma ci andava molto vicino.
Oggi sia con TeXLive sia con MiKTeX è possibile installare tutto quanto; la trovo la soluzione migliore con l’una e l’altra distribuzione e non è un caso che qui sul forum consigliamo sempre di installare la distribuzione completa.
Ora è evidente che scaricare e installare circa 5 GiB di roba richiede tempo; è altrettanto evidente che consigliare di scaricare un’immagine ISO e di installare da quell’immagine richiede un minimo di esperienza da parte dell’utente, che invece, commercialmente, viene blandito con applicazioni touch screen che gli fanno sembrare il calcolatore quasi fosse un potente giocattolo; sarebbe l’approcio del mio nipotino di 2,5 anni, che gioca sul tablet di papà con maggiore disinvoltura di quanto possa fare io. Nascondere la complessità di un software dietro a pochi clic di mouse va bene, ma va anche male; Come diceva l’amico di Tommaso, “LaTeX non è Word”. E chiunque frequenti questo forum e abbia fatto cosine un po’ più compleese della scrittura di una paginetta di puro testo, sa benissimo.
Quando avevo più energie ed ero più efficiente nei miei lavori al calcolatore, io disponevo dei font in codifica T1 e in veste vettoriale prima che fossero disponibili in rete da parte del TUG, prima che esistesse MiKTeX, per intenderci. Me li ero creati giocando con i font virtuali, di cui oggi pochissimi conoscono l’esistenza. Giocavo con metafont e metapost, che oggi sono per lo più caduti nel dimenticatorio, anche se ConTeXt e LuaTeX cercano di servirsene. Pdftex non esisteva ancora mai i file pdf li facevo lo stesso. Avevo la curiosità di vedere che cosa c’era dentro la scatola, e apprezzavo moltissimo questo software, non solo per giocarci, ma per produrre documenti di qualità tale che allora erano impensabili.
Mi rendo perfettamente conto della necessità di un “entry point”; Ivan che ha tenuto corsi di composizione tipografica assistita dal calcolatore ha giustamente scelto LaTeX, ma si è scontrato con la nuova generazione di utenti del calcolatore che lo concepiscono solo come un grande e bel giocattolo e non sono capaci di capire delle istruzioni scritte a parole per fare delle cose che 20 anni prima qualunque persona usasse un PC doveva saper fare perché il DOS non permetteva altro. Mi rendo perfettamente conto delle difficoltà che ha incontrato Ivan, ma che dipendano dalla difficoltà oggettiva di installare TeX Live o MiKTeX, oppure dall’incapacità di alcuni potenziali utenti ho dei dubbi.
Ciò non toglie che se esistono dei paletti posti dal sistema operativo in uso, questi vengano rimossi; e sembra che anche il ragazzi del Team di TeX Live stiano superando il vecchio concetto di fare tutto a mano.