robitex” post=86043
Perché? Come ha detto Elrond, l’installer è preferibile sia configurabile e questo è perfettamente coerente con TeX Live che nasce in ambito unix ed in particolare in ambito Linux dove all’utente è lasciata libertà di scelta. In fondo è l’unico a sapere come i programmi debbano essere configurati per trarne il maggior beneficio.
Anche la moderna versione di Mac OS nasce in ambito Unix. Eppure, Mac è facile da Usare: Unix è sotto il cofano, ben nascosto all’utente finale. L’utente avanzato, volendo, apre il Terminale e usa tutto lo Unix che vuole. Per tutti gli altri, c’è l’interfaccia grafica.
robitex” post=86043
Ah, un utente normale non dovrebbe neppure sapere che cos’è l’albero personale.
A me sembra una cosa utile da sapere. Mi ritengo un utente normale…
Diciamo che la maggior parte degli utenti (nove su dieci? otto su dieci? sei su dieci?) può usare LaTeX con profitto senza sapere che cos’è l’albero personale.
robitex” post=86043
Sembra che i tizi che sviluppano TeXLive siano rimasti agli anni Ottanta del secolo scorso: l’informatica ne ha fatti di passi avanti, nella direzione della facilità d’uso.
Questa è un’affermazione un po’ forte: Karl Berry e Norbert Preining non sono certo ‘tizi’. Sono persone che contribuiscono al mondo TeX in settori importanti del sistema la cui opera è conosciuta ed apprezzata internazionalmente.
Niente di personale. Ma la mia critica resta. Tutta la vicenda mi ricorda il passaggio del Mac da Classic a Unix: all’inizio molti utenti della Mela erano inviperiti, il Mac aveva perso la sua facilità d’uso. Adesso le cose sono migliorate, anche se qualche asprezza di troppo c’è ancora. Non per niente, Mac viene costantemente aggiornato e migliorato. Se fosse perfetto, non accadrebbe. Anche per LaTeX è così, no?
robitex” post=86043Direi che occorre tener presente che il sistema TeX — per fortuna — si muove su un terreno multiculturale: dall’utente Mac fino all’utente di workstation e server targati BSD. Per questo conviene allenarsi a tenere in conto l’opinione di tutti, anche dei marziani degli “altri mondi”.
Giusto. Ma i due mondi dovrebbero essere tenuti ben distinti e distanti. Prendi l’installazione. Dovrebbero esserci due opzioni: una standard “per tutti”, e una speciale per gli utenti avanzati. I programmi che si rispettano fanno così. È ora che lo faccia anche LaTeX.
Ciao,
L.