Sono stupefatto anch’io.
Non conosco nessun software gratuito che sia in grado di fare altrettanto bene dei programmi del sistema TeX e l’output di questi programmi spesso è superiore a quello di programmi commerciali, almeno di quelli che non hanno incorporato le idee del sistema TeX; mi pare, per esempio, che l’algoritmo di “line breaking” che considera l’intero capoverso invece delle singole righe sia stato adottato da alcuni altri programmi di tipocomposizione.
Non voglio entrare in questi dettagli; e non voglio commentare sull’uscita del fisico che ne sa (evidentemente non abbastanza o che, come dice Enrico, è rimasto agli output delle stampanti ad aghi che al massimo potevano stampare a 300 dpi, ma sempre con puntini piuttosto grossi, quindi sempre con un aspetto di glifi dai contorni non nitidi).
Vorrei portare però a conoscenza dei frequentatori del forum una analisi dettagliata dei pregi e dei difetti dei compositori del sistema TeX scritta da Frank Mittelbach in E-TeX: Guidelines for Future TeX Extensions — revisited suTUGboat, vol. 34, (2013), N. 1, pagine 47–63.
Vi è esposta una analisi approfondita del leader del LaTeX3 Team dove, oltre ai pregi, si elencano e descrivono tutti o quasi tutti i difetti dei sistemi di composizione attuali; ne emerge una situazione in cui LuaTeX appare la via più disponibile oggi e vincente per domani per superare i difetti, ma molti di questi sono comuni a tutti i motori di ricerca. Un difetto a cui un certo pacchetto dovrebbe aver posto rimedio, ma non garantisce niente, è quello di comporre a griglia, in mdo che le linee di testo giacciano tutte su una griglia regolare (invisibile) in modo che indipendentemente dal numero delle colonne, dagli oggetti che vi compiono oltre al testo (figure, tabelle, equazioni, eccetera) le righe di testo restino sempre collocate su questa griglia invisibile. Con il solo testo i nostri motori di composizione fanno un buon lavoro, ma se la pagna contiene altro, è difficilissimo mantenere le righe suall griglia, per non dire impossibile. Se il nostro fisico che ne sa si riferisce a questo difetto, ha ragione. Non è giustificato, invece, ad estendere questo giudizio al modo di comporre in generale che caratterizza i nostri programmi preferiti.
Ora, visto che siamo “tifosi” di LaTeX nelle sue varie incarnazioni (latex, pdflatex, xelatex, lualatex,…) è evidente e giusto che continuiamo a sostenere il nostro beniamino, senza però esibire comportamenti intolleranti come spesso succede fra i tifosi di altre cose; non per neiente si usa la parola tifoso, cioè una persona che da in escandescenze come un ammalato di tifo.
Dobbiamo essere abbastanza umili per sapere che il nostro beniamino non è perfetto; la lettura di quell’articolo ci conforta per tutti i pregi che vi vengono elencati, ma ci mantiene con i piedi per terra per i difetti che purtroppo sono ancora presenti, e alcuni sembrano di rimozione difficilissima, se non impossibile, con la attuale architettura del sistema TeX.