Re: LaTeX-Scrivener. Come sostituire ‘Capitolo’ con ‘articolo’ i

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Innanzitutto ti ringrazio moltissimo per il tempo che mi dedichi.

Ma no, sicuramente sono io che essendo ancora inesperto non ti metto nelle giuste condizioni per affrontare il problema.

Scrivener non è un programma per compilare LaTeX. Nacque per fare altro e lo fa molto bene.
In più, senza troppi sforzi consente di sfruttare un po’ della potenza che deriva da LaTeX. Senza troppi sforzi vuol dire che, accontentandosi delle impostazioni di default, necessariamente lasciate ad un livello di base (anche perché sono implementabili), anche chi come me non è ancora pratico di LaTeX riesce ad utilizzarlo con buoni risultati (ma non certo al tuo livello).
E credo che questo sia grazie a LaTeX e non a scrivener.

Quindi se tu non hai necessità –come invece ho io– di utilizzare scrivener per ‘gestire’ un progetto sono il primo a dire che sia inutile.
Poi ognuno ha un suo modo per gestire i propri flussi di lavoro.
Se devi *solo* preparare la stampa e ti arriva un testo già scritto non ne hai necessità. Come dicevo se devo scrivere una lettera o fare un frontespizio o una tabella (per il momento semplice) mi sto abituando a texshop.

Se scrivi tu il testo (magari complesso e molto articolato), o fai ricerca, se devi impostare lo schema del progetto, archiviare dati, url e documenti relazionati al lavoro, recuperarli, rimaneggiarli, farti mille appunti collegati a specifiche parti del documento, tenere sotto controllo a che punto sei del lavoro per ogni pezzettino di testo in fretta e in modo chiaro, farti una visuale del progetto come su una tavola di sughero a muro (e vedere cosa è fatto, cosa no e cosa è a buon punto), oppure se pensi per outliner, ecc… allora forse potrebbe servirti. Ammesso che ti ci trovi anche come impostazione mentale.

Quindi assodato che è facile utilizzare la potenza di LaTeX (via scrivener) con le impostazioni di default, il problema è che vorrei ottenere di più!
Soprattutto perché capisco che si potrebbe fare.
Mi fermo sul come, per ora. Ma ci sto lavorando.

Ad es. io finora ho usato le opzioni di default per stampare. Lavorando sui pacchetti ho apportato le modifiche che mi serivano (lingua quoting etc..)

In realtà ci sono delle opzioni che consentono di impostarsi a piacimento: Header – Begin – e Footer.
Credo, a questo punto, che dovrei lavorare su queste per personalizzarmi l’output.
Ti allego una schermata per farti capire meglio.

Ci lavoro un po’ e se vi interessa potrei tenervi aggiornati.
Personalmente credo sia un altro modo –per certi più abbordabile o produttivo, perlomeno in partenza– per diffondere LaTeX.
Io sono partito da lì e mi sono messo a studiarlo.
Probabilmente in altro modo non ci sarei arrivato.
E non sono neanche più giovanissimo… Il che non aiuta! 🙂

Ho seguito il tuo consiglio e ho fatto una serie di prove… che in termini scientifici definirei come piuttosto alla ‘cieca’ 🙂
Il problema dell’articolo lo avrei risolto inserendo il testo che mi avete consigliato nell’header del pannello di configurazione *compile* di scrivener. Così:

——–
% Configure LaTeX to produce an article using the memoir class
%
\documentclass[10pt,oneside]{memoir}
\usepackage{layouts}[2001/04/29]
\usepackage{book}

% Use default packages for memoir setup
\input{mmd-memoir-packages}
\usepackage{glossaries}

% Configure default metadata to avoid errors
\input{mmd-default-metadata}

\addto\captionsitalian{\renewcommand{\chaptername}{Articolo}}

———–

Ma è nato un secondo problemino. Siccome il testo di default nella terza riga conteneva:
\usepackage{manuscript} il che rendeva il testo come stampato a macchina l’ho sostituito con
\usepackage{book}

Ciò però in stampa produce una prima pagina numerata con scritto *book* seguita poi dal titolo le pagg. non numerate indice ecc…
Sicché sempre lavorando di fine ingegno ed intuizione (come prima) ho fatto che cancellare \usepackage{book} e la stampa sembra a posto. Ma potrei avere fatto danni di cui non mi accorgo ora?

Dopodiché per risolvere il problema del TOC abuserei ancora un po’ del GUIT… salvo offrirvi un caffè con dolcetto al primo incontro… O, se mi dite il bar, vale anche il caffè pagato di partenopea memoria.
Mi consigliate di utilizzare il metodo ‘pragmatico’ fin qui adoprato o intravvedete un punto in cui mirare più preciso per la correzione?

Ancora grazie per il tempo e la pazienza.

F.

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