Re: Personalizzare la numerazione delle figure

#87826
OldClaudio
Partecipante
    Up
    0
    Down
    ::


    Visto che sei nuovo del forum, ti do il benvoenuto.

    Ti prego di scaircare urgentemente la guida L’Arte di scirvere con LaTeX dalla sezione documentazione di questo sito; troverai anche come invocare i pacchetti e come usarli, per cui troverai anche una indicazione (generica) che ti permetterà di usare il pacchetto float con competenza.

    Ma, essennzialmenrte impara a leggere la ducumentazione che hai a bordo del tuo PC: apri un terminale o finestra comandi o prompt dei comandi come si chiama con il tuo sistema operativo: scrivi dentro texdoc float e poi premi il tasto Invio o Enter o Return come viene etichettato sula tua tastiera. Ti si apre immediatamante un finestra con la documentazione del pacchetto float aperta alla prima pagina; poi di lì puoi andare a leggere il seguito. È evidente che se definisci un nuovo float che si chiama pippo, scriverai \begin{pippo} e non \begin{figure} per usare quell’ambiente.

    Detto questo il pacchetto float, che io sappia e legga nella documentazione, non serve per modificare lo stile delle didascalie; tra le altre cose definisce il comando \caption* che non numera la didascalia e non non inserisce nemmeno la parola Figura prima del numero che non c’è; consente inoltre di personalizzare le didascalie in mille modi mediante la definizione di diversi stili e l’uso di una moltitudine di opzioni. Leggi la documentazione con texdoc caption.

    Commento personale: le didascalie non numerate di solito non servono a niente; o meglio servono per un documento da leggere sequenzialmente e nel cui testo non si fa mai riferimento a figure o altri oggetti mobili che si trovino in altre pagine; se vi si vuol fare riferimento non si scrive “… come si vede nella seguente figure…”, perché la figura potrebbe non seguire immediatamente quella frase; gli oggetti mobili di LaTeX non sono oggetti fissi e durante la composizione differita LaTeX li mette dove c’è il posto per metterli, senza rendere brutte le pagine.
    Quindi, visto che le figure non si troveranno mai dove tu le definisci, è necessario che essere abbiano le didascalie numerate, e che nel testo vi si faccia riferimento mediante frasi del tipo “… come si vede nella figura 3.5…”.

    Per fare questo LaTeX ha un automatismo formato dall’uso congiunte dei comandi \label e \ref; il primo definisce una etichetta unica per l’oggetto a cui fare riferimento, e il secondo, mediante la stessa etichetta, permette di farvi riferimento in modo che nel testo appaia il numero effettivamente ricevuto durante la compilazione. Vedi l’Arte per approfondire questi concetti.

    Usa pure il pacchetto float per definire nuvi float, se te ne occorrono; usa pure il pacchetto caption per personalizzare l’aspetto delle didascalie, ma per favore astieniti dall’evitare la numerazione delle figure e dal pretendere che LaTeX te le metta dove vuoi tu e non dove lui sa che stanno meglio da un punto di vista tipografica. Ricorda “LaTeX non è Word”.

    Go to top