La pagina del titolo di un documento diverso da una tesi è una cosa troppo delicata da fare con un comando o un ambiente precostituito; Per una tesi è più semplice, bisogna mettere in un certo ordine il nome e/o il logo dell’ateneo, il titolo della tesi, un eventuale sottotitolo, la lista dei realtori e correlatori, la lista dei candidati/laureandi, la data della seduta di laurea o dell’anno accademico a cui si riferisce la seduta di laurea e il gioco è fatto; sono tante le informazioni da mettere, che si riempie quasi tutta la pagina.
Per un libro o un altro dicumento le informazioni da inseririre sono troppo diverse, o meglio, troppo varie. Quindi el posizionic he queste informazioni possono avere sulla pagina sono diverse, si possono aggiungere composizioni in bandiera allineate a sinsitra oppure a destra, si pososno inserire sfondi colorati o rettangolo colorati in maniere diversa e con informazini diverse, si può menttere o non mettere il logo della casa editrice. e via di questo passo.
Attenzione, non confondiamo il frontespizio con la pagina del titolo; il frontespizio va sulla prima di copertina se il libro è brossurato, altrimenti ci pensa il legatore a scirvere quello che seerve sulla prima faccia dell’incassatura (legatura cartonata). La pagina del titolo è spesso la pagina numero 3 del testo; conto le pagine senza tenere conto dei risguardi (pagine di carta più spessa che da una parte sono incollate al piatto anteriore, e dall’altro sono appena incollate con un strisciolina di colla alla prima pagina del libro vero e proprio; su questa prima pagina può apparire l’occhiello, che ripete in modo meno vistoso il solo titolo del libro, oppure il nome della collana di cui il libro fa parte. Il verso della pagina 1 è solitamente bianco, oppure può contenere un’immagine (che una volta veniva chiamata anche frontespizio, ma che oggi è piuttosto in disuso) il recto del secondo foglio contiene la pagina del titolo. che generalmente contiene il nome degli autori (con l’avvertenza che i nomi di ogni autore debbono precedere i rispettivi cognomi — ve l’immaginate la caduta di stile se nella pagina del titolo della Divina commedia ci fosse scritto Alighieri Dante?); eventualmente l’organizzazione a cui gli autori appartengono — ma dipende dal tipo di documento; il titolo, un eventuale sottotitolo, l’eventuale logo della casa editrice il nome della casa editrice. Di spazio ne resta molto sulla pagina.
Gli spazi devono essere gestiti con accortezza, ma non ce ne sono di mille tipi; i comandi di spaziatura verticale e orizzontale sono raccontati tutti nella guida tematica in italiano LatExX Reference Manual commentato. Non ne esistono tanti, quindi l’elenco si ridurrebbe a tre o quattro voci; non è di nessuna fatica andarli a cercare su quella guida tematica. ma per il resto ci vuole solo fantasia.
Ecco perché non si troverà mai una guida per comporre le pagine dei titoli; una galleria di pagine di titoli è meglio di un calcio nel sedere, essenzialmente per capire che cosa NON fare. Le idee nascono dall’esame dei titoli dei libri che più ci piacciono, che ci sembrano composti con cura; che non si impongono con caratteri fantasiosi e con ornamenti di solito di pessimo gusto (sia i caratteri si gli ornamenti).
Ecco perché anch’io ho scritto: la pagina del titolo può essere composta con l’ambiente titlepage, dove ci si scrive quello che si vuole, come si vuole e dove si vuole; e continuo a dirlo; l’unica cosa che posso raccomandare, ma è solo una raccomandazione, il contenuto completo di questa pagina del titolo dovrebbe stare dentro una gabbia della stessa forma della gabbia del testo e collocata nella stessa maniera; ricordiamoci che si tratta della pagina 3 anche se non è numerata, e quindi tutta la pagina si deve vedere bene come le altre pagine a “libro aperto”, non come nel frontespizio (prima di copertina) che deve leggersi a libro chiuso, solitamente appoggiato su una superficie orizzontale. Inoltre il rettangolo che racchiude il testo vero e proprio di questa pagina dovrebbe avere il suo baricentro collocato un po’ sopra il baricentro della gabbia; quanto? dipende dai contenuti; in realtà per il rettangolo interno non bisognerebbe considerare il baricentro come l’incrocio delle due diagonali, ma dovrebbe essere il baricentro delle parti inchiostrate, quindi un titolo molto scuro attrae verso di sé il baricentro ottico. Ecco questo baricentro ottico dovrebbe essere un o’ sopra il baricentro geometrico della gabbia esterna; rimane la domanda: quanto un po’ sopra? Rimane la risposta: dipende dal contenuto.
Ciao
Claudio