Re: (Xe)LaTeX e l’alfabeto fonetico IPA

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matteo.l” post=89069Se usi Emacs fra gli innumerevoli input-methods ce ne sono tre il cui nome inizia con ipa: ipa, ipa-kirshenbaum, ipa-x-sampa.
Non so quanto siano pratici o utili, né quali siano le differenze fra loro. La lettura della relativa documentazione è lasciata come esercizio al lettore.

ipa: [tt]hænd miː ðæt[/tt] si ottiene con [tt]haend mi: dhaet[/tt]. Non riesco invece a scrivere la [tt]ɛ[/tt] da usare nella trascrizione di “piacente”, anche se nella descrizione c’è scritto che si dovrebbe ottenere con [tt]/3[/tt].

ipa-kirshenbaum (mi sembra più completo di ipa e richiede un minor numero di tasti da premere, sfrutta molto le maiuscole): [tt]hænd miː ðæt[/tt] si ottiene con [tt]h&nd mi: D&t[/tt], [tt]pja’ʧɛnte[/tt] si ottiene con [tt]pja’tSEnte[/tt].

Con ipa-praat i simboli si inseriscono con una combinazione di un backslash seguito da due lettere, la prima è la lettera latina più semplice, la seconda è una lettera che ha un certo significato (The second letter can be t (turned), c (capital), s (script), r (reversed), – (barred or retracted), or / (slashed)). Sarà facile da ricordare mnemonicamente ma mi sembra poco pratico.

ipa-x-sampa: [tt]hænd miː ðæt[/tt] si inserisce con [tt]h{nd mi: D{t[/tt], [tt]pjaˈʧɛnte[/tt] con [tt]pja”tSEnte[/tt].

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