Be’ i contatori contengono numeri interi e le divisioni danno un quoziente intero. quindi se la differenza di giorni fra il 2013-12-01 e il 1920-01-01 è minore di 34303 il risultato della divisione datax/34303 vale 0, mentre se questa differenza è uguale o maggior dà epr risultato un numero inttero maggiore o uguale a 1. Dunqe non è così che si fanno i conti per avere un risultato fratto nell’intervallo 0–1.
I contatori possono contenere un valore intero il cui valore assoluto non può superare 2^{31}-1 (cioè una parola di 32 bit con 31 bit che valgono 1; si tratta di un numero molto grande, un paio di miliardi, quindi è difficile che la differenza di giorni fra quelle due date sia così grande.
Se però \pgfcalendardatetojulian ti restituisce un numero fratto (inteso cune la misura di una lunghezza in punti, il suo valore assoluto massimo può arrivare a 16383,99999; perciò questo spiegherebbe perché hai una dimensione troppo grande. Quello che segue, la divisione per 34303 porta poi agli inconvenienti che ti ho detto. Ma il giorno giulianp è dato da un numero intero, generalmente molto grande, quindi questa ipotesi che sto facendo, è priva di fondamento. Ti mostra solo il modo di ragionare.
Leggi bene la documentazione di pgfcalendar; non la leggo io per te. Ti dico solo che è tutto spiegato nel §57 alla pagina 509 del manuale di PGF che puoi leggere, come al solito, dando in un terminale il comando texdoc pgfcalendar.
Se usi il pacchetto calc, forse riesci ad ottenere il valore fratto; se vuoi fare i conti con una versione moderna di pdflatex (che possa lavorare in modalità estesa, come puoi verificare all’inizio di un qualunque file .log che è stato generato dalla compilazione di qualunque documento), lo puoi fare; leggi con il comando texdoc etex la documentazione della modialità estesa, e in particolare leggi il paragrafo intitolato Expressions.