Re: Problemi coi font gfs

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OldClaudio
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    Quando Antonis Tsolomitis ha messo in rete quei font gfs probabilmente la cosa funzionava, ma, lo faceva “solo” con la sua installazione e i suoi font txfontsb. Ora leggendo il file complutum.sty, le cose funzionano diversamente, evidentemente, salvo il fatto che Tsolomitis prevedeva di usare l’ambiente complutum che tu, nei tuoi comandi non usavi.

    Probabilmente, se tu non definissi i tuoi comandi e usassi scrupolosamente solo quelli definiti da Tsolomitis, le cose andrebbero bene, ma il problema sono i tuoi comandi, che per usare una famiglia diversa da quelle deifinite con lgrcmr.fd oppure lgrlmr..fd, hanno bisogno dell’impostazione esplicita della famiglia complutum. Dico “probabilmente”, perché non ho provato e leggendo il codice ho i miei sospetti.

    La cosa sarà macchinosa, e forse avrei potuto pensarla meglio quando ho creato i font della collezione CBfonts, ma il passaggio dall’alfabeto latino all’alfabeto greco avviene SOLO mediante il cambiamento di codifica da T1, a LGR; le famiglie di font restano le stesse; quindi se scrivendo con l’alfabeto latino si usano i font Latin Modern, famiglia lmr, per esempio, allora per i font greci si usa la famiglia lmr. Se per l’alfabeto latino si usano i TXfonts, famiglia txr, per i font greci si usa la famiglia txr; questa non esiste, quindi mediante teubner si crea il file lgrtxr.fd che sostituisce la famiglia mancante con un font di sostituzione, tratto dalla mia solita collezione, così che apparentemente viene creata la famiglia greca txr, ma è solo un alias della famiglia lmr..

    Per usare font greci diversi dai miei, bisong avere, per esempio, il file lgrcomplutum.fd, che in effetti esiste, ma bisogna anche esplicitamente cambiare famiglia quando si passa al greco, perché non esiste nessuna famiglia latina che si chiami complutum, e non esiste il file t1complutum.fd, che sostituisca il font latino, per esempio LatinModern, con un font di sostituzione “Complutum Modern”, cioè che esegua la sostituzione delle serie e delle forme necessarie con quelle dei Latin Modern.

    Capisco che è complicato, ma leggendo come funziona il metodo chiamato New Font Selection Scheme (NFSS) per cambiare i font una caratteristica alla volta, (codifica, famiglia, serie, forma, corpo), ci si rende conto che tutto sommato non è poi così complicato. La cosa dovrebbe essere descritta nella guida tematica sui font (che ovviamente Tsolomitis non può avere letto, ma la cui sostanza credo gli fosse perfettamente nota). Questo meccanismo che ti ho descritto, mutatis paucis mutandis, funziona anche per il cirillico.

    Per fare diversamente da come ti ho spiegato, bisognerebbe definire dei nomi di famiglie per i font greci diversamente da quelle per i font latini e cirillici, in modo che cambiando lingua si cambiano tutte e cinque le caratteristiche., o almeno quelle più specifiche della collezione di font usate. Tsolomitis nel file complutum.sty ridefinisce \rmdefault in modo che punti alla famiglia complutum, ma quello che mi lascia perplesso è come questo cambio di famiglia possa gestire il latino (ho infatti il sospetto che apparentemente non succede nulla di strano, perché è vero che non esiste un font \T1/complutum/m/n/10, per esempio, ma esiste un “error substitution font” che corrisponde a \T1/cmr/m/n/10, e quindi paparentemente quando si scrive in latino medio diritto, non ci si accorge che si sta usando un font diverso da quello definito, salvo accorgersi che qualcosa non va se si chiede il latino nero, o corisivo…; non ho provato, ma penso che il mio sospetto non sia lontano dal vero; ci sono cascato anch’io quando creavo il pacchetto teubner).

    Il problema si complica ulteriormente se si volessero usare diversi font latini e diversi font greci contemporaneamente nello stesso documento; la soluzione di avere comandi dove il cambiamento è esplicito per la codifica e la famiglia (un po’ come nei comandi che ti ho definito nell’esempio, ma andrebbe fatto meglio), permette di avere questa flessibilità. Supponi infatti di voler mostrare nello stesso documento l’Artemisia a confronto con il Complutum. Come faresti, se non cambiando esplicitamente la famiglia?

    Spero di essermi spiegato; se ritieni che la cosa andrebbe spiegata meglio nella guida tematica sui font, fammelo sapere, che vedo di modificare quella guida. Quello che non posso fare è quello di modificare la documentazione che accompagna i vari pacchetti di font greci passati, presenti e futuri, perché sono fuori dalla mia sfera di azione.:smile:

    Ciao
    Claudio

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