dianoia” post=90815Ciao oldclaudio, scusa sono stato un pò frettoloso nel porre la domanda.
Uso pdflatex, generalmente con il font concrete math (concmath). Non so se sia una scelta adatta, tenuto conto del fatto che non scrivo matematica ma il font mi piace molto. Non l’ho specificato perché lo stesso errore mi viene restiuito anche con il font di default (latin modern?). Nella documentazione di concmath ho già visto che, se non vado errato, è soltanto previsto il comando \oldstylenums, ma non mi sembra sia possibile definire una volta per tutte il font dei numeri. Secondo te posso risolvere mantenendo questo font?
Non ho mai usato ci concrete e in particolare i concrete math; Ho letto il libro di Knuth Concrete Mathematics dove Knuth usa sia i concrete fonts per il testo e i concrete math per la molta matematica che c’è in quel testo.
Ma quello che ti dicevo nel mail precedente era di usare dei font che permettono di scegliere gli oldstyle, le cifre minuscole, globalmente tranne che nelle tabelle, dove ci vogliono le cifre maiuscole, possibilmente equispaziate (i font opentinpe distinguno le cifre miuscole “lining” dalle cifre maiuscooel”tabular”). Ti avevo detto di leggere la documentazione di cfr-lm (texdoc cfr-lm) giusto per avere un esempio; ma ci sono, credo i fourier e i kpfonts che consentono di farlo; al solito bisogna leggere la documentazione.
I concrete non sono molto sviluppati da questo punto di vista, secondo me sono belli ma di impostazione un po’ vecchiotta, insomma un po’ come i font CM in codifica OT1, anche se oggi forse esistono in codifica T1; ma questo ti dà un’idea di quello che intendo per vecchiotti; font adatti a Knuth che compone (benissimo) i suoi test in inglese usando Plain TeX con un suo file di “stile” come ha fatto per il TeXbook e per il METAFONT book.
Come fanno i font cfr-lm (Latin Modern) a comportarsi diversamente dai Latin Modern ottenuti con il pacchetto lmodern? I font sono gli stessi, assolutamente gli stessi, eppure in u modo puoi avere cifre maiuscole e minuscole, con gli altri le puoi avere solo usando \oldstylenums; il trucco sta nell’uso dei font virtuali; il discoso sarebbe molto lungo e in parte è accennato nella guida tematica sui font, ma è appena una descrizione molto superficiale; vale la pena leggere il paragrafo sui font virtuali per rendrsi conto quanto c’è dietro il sistema TeX. I font virtuali non vengono usati solo per le varianti dei cfr-lm, ma anche per ottenere gli spezzono a 256 caratteri dei font OpenType (che possono contenere migliaia di caratteri in un solo font) al fine di usarli con pdflatex che può usare solo font a 256 caratteri. Lo stesso vale per i font TrueType. A suo tempo, prima che esistessero i veri font EC (con la versione preliminare DC) in codifica T1, esistevano i font AE ottenuti dai Cm attraverso in font virtuali. Appena osno stati disponibili i font Type 1 con dvips e poi con pdftex, i veri font Times, e compagni, sono stati resi accessibili al sistema TeX mediante una transcodifica eseguita con i font virtuali. Ma Quando Knuth i ha inventati li ha definiti un nuovo gioco per aspiranti TeX guru. Il nuovo gioco è molto difficile, quindi oggi i font virtuali esistono ma gli script per generarli sono creati da veri guru.
I font fourier e i font kpfont si basano anche loro su font virtuali.
Le guide tematiche sono composte con una particolare classe che usa i Latin Moden, versione cfr-lm, dove le cifre minuscole sono usate regolarmente nel testo.