Albval, ritengo che le tue conoscenze di LaTeX siano vermente scarse; non ti offendere; LaTeX non è intuitivo e richiede di essere studiato’ Ti rinnovo l’invito a leggerti L’Arte di scrivere con LaTeX perché le tue carenze sono grosse.
1) il comando \url{con l’argomento airplane.eps (e similmente negli altri due esempi) è purtroppo un esempio scelto male in quel testo; In quell’esempio serve per comporre la stringa airplane.eps con lo stile di un indirizzo internet, che come si sai si chiama URL (alcuni dicono che sarebbe più corretto chiamarlo URI, ma lasciamo perdere questi dettagli) se come argomento di \url gli autori del documento avessero messo, che so, http://www.polito.it/Dipartimenti/Aerospaziale/Airplanes/airplane.eps, (indirizzo inventato, non cliccarlo nemmeno se lo vedi disegnato in blu) allora l’esecuzione del programma creerebbe nel documento finito una scritta adeguata, cliccabile, cliccando la quale si apre il browser internet che cera di connettersi a quel sito (ci riesce, quando l’indirizzo è vero ed esistente).
2) l’indirizzo locale del file grafico airplane.eps riferito alla cartella che contiene il main file del tuo documento costituisce l’argomento di includegraphics. In particolare se il tuo main file si torva nella cartella IlMioPrimoDocumento/ (uso le barre diritte, anche su Windows, perché per LaTeX le barre rovesce hanno un altro significato) e questa carteala ne contiene un’altra che si chiama eps/ e questa a sua volta contiene il file airplane.eps, allora l’indirizzo locale del file che vuoi includere è appunto come viene scritto nell’esempio della pagina 19.
3) \label (che in italiano si chiams etichetta) serve per etichettare la figura con un nme simbolico, possibilmente mnemonico, generalmente formato da un prefisso del tipo fig:, tab:, sec:, eccetera epr dire che l’etichetta si riferisce a una figura o a una tabella o a una sezione, eccetera; non è obbligatorio questo prefisso, ma è molto utile, seguito da una paorla o una stringa senza spazi, senza virgole, senza altri caratteri speciali (anche se in teoria potrebbero esserci). Nell’esempio della pagina 19 la figura che contiene l’aeroplano ha l’etichetta fig:airplane. Questa stessa etichetta può essere usata come argomento del comando \ref e del comando \pageref per disporre del numero vero della figura e il numero vero della pagina dove si trova composta la figura; ricorda infatti che l’ambiente figure crea un oggetto mobile (o flottante, o galleggiante, o…) che viene collocato da LaTeX non dove lo specifichi tu, ma dove c’è posto per metterlo senza violare la correttezza della composizione tipografica; raramente quindi la figura vien inserita nel documento finito nel punto preciso corrispondente alla sua posizione nel file sorgente. Scrivendo perciò non si scriverà mai “…come si vede nella seguente figura…”, perché la figura non sta certamente nella riga successiva, come invece sembrava che fosse nel file sorgente. Si dovrà scrivere invece “…come si vede nella figura~\ref{fig:airplane} nella pagina~\pageref{fig:airplane}…” e nel documento compilato (dopo almeno due compilazioni) il nomero e la paigna della figura saranno corrette.
4) la didascalia è costituita dall’argomento fra parentesi quadre del comando \subfigure.
Non so se sono stato adeguatamente chiaro, ma in un messaggio da forum non è possibile scrivere tutto quello che si può scrivere in una guida.
In merito al documento che hai citato, posso aggiungere che se della figura airplane hai solo la versione eps, e non anche le versioni pdf, o png, o jpg, o mps, non hai bisogno di specificare l’estensione .eps; \includegraphics è capace di trovare il file grafico giusto anche se non metti l’estensione; ovviamente inserisce la prima figura che trova che abbia una delle estensioni che sa maneggiare, estensioni che esamina sequenzialmente: se trovasse prima in questa nalisi sequenziale l’immagine airplane.pdf, anche se fosse presente il file airplane.eps, non avendo specificato l’estensione includerebbe la versione pdf. se specifichi l’estensione .eps include la figura con l’estensione .eps. L’estensione .eps è l’ultima della fial perché pdflatex preferisce gli altri formati.
La lettura dell’Arte ti permette anche di capire la differenza fra le immagini vettoriali e le immagini raster; le prime (con estensioni pdf, mps, eps) possono essere ingrandite e rimpicciolite a piacere (sempre con ragionevolezza) le seconde (con estensioni png e jpg) non sopportano forti ingrandimenti e si sgranano. Nel convertire le immagini da un formato all’altro bisogna sempre stare attenti a non perdere la vettorialità (quindi non convertirai una immagine eps in una immagine jpg); inoltre per le immagini raster preferirai il formato png (che è senza perdita di informazione, anche se il rapporto di compressione potrebbe essere inferiore a quello delle immagini jpg) rispetto al formato jpg, più efficace in generale per quel che riguarda il rapporto di compressione, ma il suo algoritmo è lossy, cioè perde un po’ di informazione e nella rappresentazione effettiva nel documento potrebbero apparire degli artefatti, ciò figure fantasma sovrapposte alla figura vera.
Mi raccomando: approfondisci leggendo l’Arte