Re: uso pst-blur

#91422
OldClaudio
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    Eppure la documentazione dice che pst-blur è una estensione delle funzionalità già presenti in pstricks; PSTricks non è solo un modo per disegnare, ma è una collezione di pacchetti; quindi per disegnare, per esempio i profili dei caratteri bisogna aver caricato pstricks insiema ead altri suoi pacchetti per faleo; poi la parola chave shadow dice di ombreggiarli e la parola chave blur dice di sfumare l’ombreggiatura.
    La prima figura della documentazione è in realtà un coniglio tirato dal cappello, perché sembra una magia, in quanto non è mostrato il codice sorgente.

    Cosa fare un questi casi? Ricordiamoci che sul nostro disco, quando abbiamo caricato una distribuzione completa, abbiamo tutto, anche i file sorgente della documentazione: andiamo dunque a cercare nell’albero del sistema TeX il file sorgente che in generale ha l’estensione .dtx, non l’estensione .tex, specialmente sa la documentazione contien anche il codice commentato. In texmf-distr/source/generic/pst-blur/ troviamo appunto il file pst-blur-.dtx. Lo apriamo con lo stesso editor che ci serve per i nostri file .tex e vediamo che la parte che comincia con \documntclass contiene le righe seguenti relative a pstricks:`\usepackage{pst-node}
    \usepackage{pst-text}
    \usepackage{pst-blur}`
    Volendo potemmo andare a leggere la documentazione degli altri due pacchetti pst-node e pst-text, ma ci vuole poca immaginazione per capire che il primo serve per gestire i nodi di un disegno e il secondo per gestire il testo; leggere la documentazione non fa male a nessuno, perché si possono imparare molte cose anche solo dalla parte descrittiva.

    Poi più avanti, come codice facente parte del commento, caratteristica dei file dtx, troviamo il codice della prima figura:`%\section{Introduction}
    % The ability to paint shadows on arbitrary shapes is a standard
    % feature of PSTricks. However, these shadows are always `hard':\\
    %{\psset{unit=0.6cm,linewidth=0.5pt}
    % \begin{pspicture}(-5,0)(10,4)
    % \psset{shadow=true,shadowcolor=gray,shadowsize=0.15cm}
    % \psframe(1,1)(3,3)
    % \pscircle(6,2){1}
    % \rput(9,2){\pscharpath{\fontfamily{ptm}\fontsize{40}{40}\selectfont A}}
    % \end{pspicture}
    %}\\`

    Vediamo ounque che la prima riga del codice fuori dell’ambiente pstpicture serve per impostare due parametri validi per ogni disegno di lì in avanti dentro al gruppo dove si trova il tutto; poi c’è l’ambiente pstpicture che contiene le impostazioni delle ombre [tt]\psset{shadow=true,shadowcolor=gray,shadowsize=0.15cm}[/tt].
    Successivamente il nodo frame viene ombreggiato, il nodo curve viene ombreggiato e la lettera A viene ombreggiata; in quest’ultimo caso \rput fa il suo mestiere di collocare qualcosa ad una certa coordinata relativa; \pscharpath serve per determinare il contorno del carattere scelto con i comandi che compaiono nel suo argomento [tt]\fontfamily{ptm}\fontsize{40}{40}\selectfont A[/tt]

    La seconda figura con le ombre sfumate contiene le stesse cose dentro pstpicture, `{\psset{unit=0.6cm,linewidth=0.5pt}
    % \begin{pspicture}(-5,0)(10,4)
    % \psset{shadow=true,shadowcolor=gray,shadowsize=0.15cm}
    % \psframe(1,1)(3,3)
    % \pscircle(6,2){1}
    % \rput(9,2){\pscharpath{\fontfamily{ptm}\fontsize{40}{40}\selectfont A}}
    % \end{pspicture}
    %}\\`ma prima viene impostata una serie di cose con il comando [tt]\psset{unit=0.6cm,linewidth=0.5pt,blur=true,blurradius=0.07cm}[/tt]; i primi due termini di questa impostazione sono gli stessi fatti nella figura precedente, mentre gli ultimi due riguardano la sfumatura e il “raggio” della sfumatura.

    Quindi il pacchetto pst-blur aggiunge appunto queste ulteriori parole chiave e parametri geometrici della sfumatura a quello che PSTricks riesce già a fare per conto suo, come è spiegato nelle prime righe della documentazione di pst-blur.

    OK, ammetto che avrebbe potuto essere più esplicito l’autore di questo pacchetto, ma è anche altrettanto evidente che pst-blur aggiunge qualcosa che deve essere già conosciuto, non è un pacchetto standalone, da usare da solo. Quindi bisogna conoscere il resto prima di usare questo pacchetto.

    Ragazzi, non sto qui a pontificare su come si usa PSTricks; l’ultima volta che io l’ho usato deve essere stato 20 anni fa; riconosco che è un pacchetto contenete un mucchio di funzionalità e permette di fare disegni bellissimi, ma lo trovo difficile e non lo uso mai; Ora vi potete immaginare che cosa oggi io abbia ricordato di quel che aveve visto 20 anni fa…; semplicemente sono andato a rivedermelo, per potervi commentare quanto ho scritto sopra. Quello che ho imparato in quasi trent’anni di uso di LaTeX è sapere dove si trovano le cose negli alberi del sistema TeX e andare a vedere che cosa c’è scritto dentro. Così dovreste fare anche voi; sotto il cofano del vostro motore di composizione preferito c’è praticamente tutto; aprite il cofano e guardateci dentro. Mi direte: ma non abbiamo tempo per fare queste esplorazioni sotto il cofano; io invece vi assicuro che non è tempo perso, anzi ve ne fa guadagnare moltissimo. Ricordate che quando noi vecchi abbiamo cominciato non esisteva la documentazione (se non il TeXbook e il Manuale di LaTeX, che però non erano in commercio in Italia, quindi bisognava ordinarli in libreria per poi riceverli dopo mesi e a un prezzo doppio del loro prezzo di copertina) e non esistevano i forum; abbiamo imparato ad usare Plain TeX e LaTeX andandoci a leggere i codici e cercando di capire quello che facevano. Ne eravamo gratificati dalla qualità dei risultati. 🙂

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