@benedetti, le tue domando trovano le risposte nell’Arte di scrivere con LaTeX, scaricabile dalla sezione Documentazione di questo sito.
Comunque le risposte alle tue domando sono le seguenti:
1) babel non fissa la grammatica né l’ortografia del testo che scrivi con l’editor (*), ma dice al programma di composizione quale parole fisse usare, come scrivere la data e, più importante di tutto, come dividere in sillabe le parole in fin di riga.; dunque babel non ha nulla a che fare con quel che scrivi nell’editor, ma ha a che fare con quel che il motore di composizione, presumibilmente pdfLaTeX, farà quando sarà successivamente chiamato ad agire sul contenuto del file sorgente.
2) Fai benissimo a dividere il tuo lungo documento in tanti file parziali; che tu li includa nel testo da comporre con \input o con \includeonly+\include è una tua scelta; io preferisco sempre \includeonly+\include, ma ci sono altri autorevoli utenti di LaTeX che partecipano alle discussioni di questo forum che propendono per \input; i due metodi non sono equivalenti, quindi bisogna sapere quello che si sta facendo quando si usa l’uno o l’altro.
3) babel va specificato solo nel preambolo, cioè nel mai file; NON va specificato dentro in file inclusi; al motore di composizione interessa sapere che regole usare per la sillabazione, per le parole fisse, e per la data una volta sola, quando comincia a comporre il documento; i file inclusi vengono quindi trattati con le impostazioni eseguite una volta per tutte nel main file.
4) C’è però una cosa a cui devi fare attenzione: il main file e i file inclusi devono essere salvati sul disco tutti con la stessa codifica e questa deve coincidere con l’opzione che dai una volta per tutte al main file mediante il pacchetto inputenc. Di nuovo non ha importanza quello che fai con l’editor, ma ha importanza che quello che hai fatto prima con l’editor, purché dopo non sia incoerente per il motore di composizione.
(*) Nota bene: quando con MS Word o OOWriter o LibreWriter specifichi che lingua usare, essi sono in grado di fare l’analisi dell’ortografia, ma avrebbero anche la pretesa di fare l’analisi sintattico-grammaticale dando suggerimenti (dl solito assurdi) su come modificare il testo per migliorarne lo stile. Uno dei motivi per i quali uso quei programmi solo per scrivere lettere commerciali o burocratiche è che detesto questa pretesa di insegnare a scrivere in italiano da parte di un programma (la cui localizzazione in italiano è solitamente creata in India…). LaTeX è diverso con la sua composizione asincrona: non solo agisce in modo corretto per quanto riguarda l’aspetto tipografico, ma non ha queste pretese assurde. L’editor che uso mi basta che analizzi solo l’ortografia; ma non mi fido ciecamente nemmeno di questo perché il correttore ortografico di qualunque programma considera esatti sia fischi sia fiaschi; quindi è possibile scrivere cretinate anche se si usa un correttore ortografico. Lavorando su un Mac, ho la fortuna di usare come editor TeXShop, che capisce da solo a quale lingua appartengono le parole e le segnala giuste o sbagliate consultando il dizionario ortografico giusto; non ho quindi bisogno di dire all’editor quale lingua sto usando, mentre con TeXworsk, TeXstudio e altri editor sono costretto a specificare la lingua principale che sto usando e accontentarmi che mi segnalino come errate le parole scritte in un’altra lingua.