Re: Questione di fedeltà

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Ciao Marco,

le tue considerazioni sono interessanti. 🙂 Cerco di rispondere a quanto hai detto. Lo spirito non è affatto quello di chi vuole contraddire, ma quello di chi vuole ragionare e, se possibile, aiutare. Ovviamente, essendo un utilizzatore di LaTeX tenderò a difenderlo, ma mi pare che le motivazioni sia anche oggettive. 🙂

marchettoPer scrivere un due righe in latex devi aver già letto una dispensa di 10^10 pagine. Finalmente inizi il codice e, quando pensi che tutto sia al posto giusto, compili e ottieni 10^20 errori.

Lo sforzo iniziale per LaTeX è sicuramente maggiore di quello degli altri word processor. Però, secondo me, bisogna fare delle considerazioni. Un utente che avesse letto tutta l’Arte sarebbe in grado di scrivere ben più di due righe in maniera più che discreta. Certo, sono 252 pagine, ma la lettura è veloce; e se un libro di quelle dimensioni lo leggi in 2/3 giorni, direi che in 10 giorni si può leggere l’Arte senza grossi problemi (non voglio tener conto del fatto che in realtà non sia necessario leggerla tutta); anche perché, a mio avviso, una delle cose fondamentali della sua lettura è sapere che si possono trovare determinati argomenti, in maniera tale da sapere dove cercare quando serve.

marchettoPassano lustri prima che inizi a capire come si fa a mettere in evidenzia una formula.

Se apri il PDF dell’Arte e cerchi “formule” vedrai che c’è un capitolo sulla matematica. Se scorri l’indice vedi anche che il paragrafo 5.9 parla di come evidenziare le formule (se è questo che intendevi; altrimenti il paragrafo 5.1 ha il titolo “Formule in linea e in display”). Ho impiegato letteralmente un minuto di orologio o meno a trovare queste informazioni.

marchettoVorresti anche tirare due righe con tikz ma non sai se ti conviene neanche approcialro perché guardando il suo manuale di 1000 pagine pensi che potrebbero servirti ere geologiche per inserire un punto.

Fortunatamente ora è disponibile una guida in italiano che consente di iniziare a usare [tt]TikZ.[/tt] Tutti i disegni della mia tesi li ho fatti con [tt]TikZ;[/tt] per riuscirci non ho letto tutta la documentazione (non c’era ancora la guida in italiano), ma ho proceduto passo dopo passo: quando mi occorreva fare qualcosa cercavo sulla guida (attraverso l’indice o la ricerca nel PDF) e risolvevo quel particolare problema. Non sono nemmeno mancate alcune domande qui sul forum. Per usare [tt]TikZ[/tt] come si mostra in questo sito secondo me ci vuole molto tempo e studio, ma per ottenere disegni comunque eccellenti basta molto meno. Tieni conto che hai tutti i vantaggi del disegno programmato. Una volta imparato non impieghi così tanto, e le modifiche potrebbero essere anche molto più rapide rispetto al modificare un file CAD, stamparlo in PDF e includerlo nel documento.

marchettoTi metti davanti al pc armato di santa pazienza ma dopo un centinaio di pagine non ne puoi più. Non si potrebbe scrivere tutto più semplicemente? Devi scrivere un’equazione: prima \begin poi tutte le “\” per i simboli, poi tutti i \SI per le grandezze, poi tutti i \num per i numeri semplici poi vai nel testo, anche li servono infinite accortezze. Non parliamo poi di grafici e disegni!

Visto che ero in coppia con un compagno di studi che non usava LaTeX, una volta m’è capitato di scrivere una relazione di calcolo con Word (la versione non precedente al 2010). Mi sono accorto di quanto sia lento scrivere le formule seppur con un’interfaccia grafica. Io uso TeXstudio, e il fatto di scrivere i comandi non mi toglie molto tempo; basta che inizi a digitare, e quando ha preso il comando premo “Invio”. Se poi guardi questa discussione iniziata da me poco tempo fa sulle scorciatoie da tastiera per macro personalizzate di TeXstudio, scoprirai che con una combinazione di tasti rapida potrai scrivere, ad esempio, [tt]\dfrac{}{}.[/tt] Se cerchi nel forum riguardo alle derivate parziali, scoprirai che Enrico in questa discussione ha scritto un comando [tt]\der{}{}[/tt] che scrive per te tutti quei [tt]\partial[/tt] con i relativi elevamenti a potenza; altro tempo risparmiato e codice più semplice.

marchettoÈ inevitabile pensare: accidenti, ma non potevo scriverlo con Word?! Altro che pensare al codice, ai caratteri, al corsivo, alle unità di misura. Avrei potuto fare una bella cosa ignorante proprio come i testi che scrivevo alle medie o alle superiori. Altro che tutte queste finezze. Avrei scritto tutto in una spatafiata in un colpo solo senza interrompermi con il codice e tutte le sue funzioni. Quanta fatica in meno!

A parità di risultati, quante interruzione avresti con un word processor? In più in un word processor quelle interruzioni forse significano usare il mouse. Credo che sia ben più rapida la scrittura da tastiera (soprattutto usando editor come TeXstudio).

Sicuramente usare preamboli altrui che non si capiscono bene e che magari sono anche sbagliati fa perdere molto tempo alla ricerca degli errori causati da chissà cosa. Quando si scrive un nuovo documento in LaTeX, probabilmente la cosa migliore è di partire da un preambolo “essenziale”, e aggiungere i pacchetti solo quando ti servono. In questo modo capisci molto più velocemente dove nasce un problema. Potresti salvarti un modello che contenga un preambolo “essenziale” da cui partire ogni volta che scrivi un nuovo documento.

Insomma, sicuramente LaTeX richiede il suo impegno ma, secondo me, ha anche dei vantaggi oggettivi. E questi vantaggi accrescono se acquisisci un buon metodo d’utilizzo di LaTeX stesso.

Ciao e buona giornata!
Marco.

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