In entrambi gli esempi, l’uso delle chiavi in sé non è la parte più complicata. Il vero nocciolo della questione era come “stampare” gli elementi tenendo conto dei vari spazi, ossia il livello “applicazione”. Parlando del mio esempio, ecco perché sono serviti quei controlli (suggeritimi da Enrico qui) per verificare la presenza di uno, due o tre argomenti. Il pseudo-codice é più o meno questo:`
SE primo non c'é
SE secondo non c'é
INSERISCI “#2”
ALTRIMENTI
INSERISCI “secondo – #2” % notate gli spazi
FINE
ALTRIMENTI
SE secondo non c'é
INSERISCI “primo – #2” % notate gli spazi
ALTRIMENTI
INSERISCI “primo – secondo – #2” % notate gli spazi
FINE
FINE
` Non mi sembra complicato! Ovviamente è tutto dipeso dall’applicazione “stampa gli argomenti che ci sono”; applicazioni diverse hanno complessità diverse.
Per Marco: La documentazione di LaTeX3 è ampia, ma bisogna andarci bene a fondo; è parecchio tempo che mi ci vorrei cimentare e tuttavia un po’ per pigrizia, un po’ perché con qualche acrobazia ci si aggiusta lo stesso, la mia unica esperienza rimane la lettura di “LaTeX3 Interfaces” (texdoc interface3) in aereoporto…
Ciao
Claudio