Re: Emulare un’edizione Valla

#92114
OldClaudio
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    Non c’è bisogno di codice: quando usi JabRef o BibDesk per creare il database bibliografico per comporre la bibliografia con bibtex o biber, quel programma di gestione dei file .bib contiene anche la casella Publisher (o nome simile a seconda del programma e della lingua di localizzazione); quindi basta riempire il campo con il nome di quello che noi chiamiamo abitualmente “casa editrice” oppure “editore” 🙂 Basta la volontà di farlo, non è che occorra del codice.

    Un riferimento come “Euclide,«Elementi»” non serve a niente, anche se identifica più o meno vagamente il testo a cui ci si riferisce. In realtà quel riferimento non serve a niente, perché certamente nessuno ha letto il papiro originale vergato da Euclide in persona, ma avrà letto qualche codice se va bene (riscrittura della riscrittura forse dell’originale, quando non è riscrittura delle riscrittura di una traduzione dall’arabo al latino, che a sua volta è la traduzione dal greco all’arabo, di una copia forse dell’originale…). Certamente è stato consultato un testo curato da qualcuno in tempi moderni; pubblicato da una casa editrice ancora esistente o che ha chiuso i battenti; di cui almeno un esemplare si trova bella Biblioteca Tale; con o senza il testo greco a fronte; con o senza apparati di note, e via di questo passo. Citare solo “Euclide, «Elementi»”, o magari “Euclide, »Elementi», III s. A.C.” non serve a granché; nel secondo caso serve per indicare che l’originale è stato scritto molto tempo fa, ma non è molto utile, visto che lo sanno tutti. Io mi aspetterei qualcosa come:

    Euclide, The Thirteen Books of Euclid’s Elements, trad. e cur. Thomas E. Heath, Cambridge University Press, Cambridge 1925, ristampa: Dover, New York, 1956.

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