Re: Piccoli problemi con suftesi

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doloriangray” post=92639Gentile Claudio, ringrazio anche te della disponibilità.

Per quanto riguarda la mia non eccessiva dimestichezza con la guida di Lorenzo e Tommaso, purtroppo come ho scritto è solo da qualche mese che mi ci sono addentrato, per giunta in contemporanea con il mio lavoro di tesi, quindi potrai ben immaginare che senza l’esperienza necessaria mi trovi ancora in uno stato d’uso alquanto elementare. Sfrutto le possibilità di chiarimento che questo forum mi offre: fino ad ora ho lavorato da solo, ma avvicinandosi inesorabilmente la data della mia discussione, vorrei velocizzare la risoluzione dei vari problemi che ho incontrato fino a ora.

Hai perfettamente ragione a lamentare la parzialità del codice, così lo riporto tutto.

`\documentclass [documentstructure=book, headerfont=smallcaps, version=final, greekfont=artemisia] {suftesi}
\usepackage[suftesi]{frontespizio}
\usepackage {lettrine}
\usepackage [utf8] {inputenc}
\usepackage [polutonikogreek, english, ngerman, italian] {babel}
\usepackage {quoting}
\usepackage {textcomp}
\usepackage {graphicx}
\usepackage {url}
\quotingsetup{font=small}
\bibliography{thebibliography}

\begin {document}

\begin{frontespizio}
\Logo{ML_sinistra_neg_202EC.jpg}
\Istituzione{Facoltà}
\Divisione{Università}
\Scuola{Laurea Magistrale}
\Titolo{Titolo}
\Sottotitolo{Sottotitolo}
\NCandidato{Candidato}
\Candidato[matricola]{Loris}
\NRelatore{Relatore}
\Relatore{}
\NCorrelatore{Correlatore}
\Correlatore{}
\Piede{Anno Accademico 2013/2014}
\end{frontespizio}

\colophon[Mac OS X]{}
{Il font con grazie è il Palatino di Hermann Zapf e quello lineare è l’Iwona di Janusz M. Nowacki. Per il greco si è usato il font CB Greek di Claudio Beccari.}

\newpage
\thispagestyle{empty}
\begin{flushright}
\textit{Concepisci queste immagini nell'aria…}.
\end{flushright}
\begin{flushright}
{Dylan Thomas}
\end{flushright}
\newpage

\tableofcontents`

Come si può vedere, ho effettuato le modiche suggeritemi da Ivan, risolvendo la questione del maiuscoletto nelle testatine ma non quella dell’Artemisia, cosa che comunque non rappresenta un gran problema (anche il CB Greek non mi dispiace).

Eppure è strano perché con il tuo codice, aggiungendo \foreignlanguage{greek}{lorem ipsum} ottengo il greco Artemisia.

doloriangray” post=92639
Ciò che in realtà mi preme risolvere è la questione che tutto mi comincia in pagina pari, sia l’indice, che i capitoli seguenti, e anche sfogliando la documentazione relativa al pacchetto non ho ben capito come fare a superare questa difficoltà, anche perché credo che di default in suftesi tutto questo non dovrebbe accadere. Ho verificato di essere anche io alla versione 1.9, solo che la mia risale al 2013.09.21. Che possa rappresentare un problema? Dovrei aggiornare il pacchetto in corso d’opera? Lascio a voi la risposta.

La versione attuale è la 2014/02/16 v1.9b. Ma temo che il problema non sia questo. Cerca di inviare un esempio completo che riproduca tutti i problemi di cui parli: testatine, greco… (Tralascia il frontespizio che mi pare non crei problemi.)

doloriangray” post=92639
Anche circa i versi di Thomas non sono molto preoccupato. Ci terrei molto a inserirli, ma se ciò dovesse rappresentare un problema li sacrificherò mio malgrado.

Puoi inserirli tranquillamente. A me, con il tuo codice, risultano correttamente allineati a destra.

doloriangray” post=92639
Inoltre, ne approfitterei per chiedere un’ultima cosa. Come si potrà notare dal codice di cui sopra, per la bibliografia ho scelto l’inserimento manuale tramite thebibliography. Mi domandavo se in tale ambiente avessi l’opportunità di scandire per anni, viste le grandi dimensioni dell’apparato bibliografico, la sequenza dei testi, magari mettendone quello di riferimento all’inizio di ogni “microsezione”, per una maggiore chiarezza e possibilità di consultazione.

Non ti so rispondere. Se avessi usato biblatex, la soluzione sarebbe semplice.

doloriangray” post=92639
Concludo con la medesima tua idea Claudio, suftesi mi offre tutte le possibilità, tecniche ed estetiche, di cui ho bisogno per il mio lavoro, e non ho intenzione di effettuare alcuna modifica sostanziale al riguardo. Anzi, tutto ciò che provo maldestramente a fare è proprio nelle possibilità che il pacchetto offre. Non mi azzarderei a fare altrimenti, viste le mie attuali scarse capacità. Dico ciò per rinnovare il piacere con cui, credetemi, mi accingo a entrare in questa comunità, una delle poche circostanze ancora capaci di suscitare in me un sentito orgoglio nazionale.

Caricando quoting di fatto modifichi una parte dello stile di suftesi, perché quel pacchetto crea le citazioni con un rientro maggiore del rientro della prima riga, quello usato da suftesi. Inoltre, suftesi mette a disposizione l’opzione quotesize=small per avere le citazioni in carattere \small. Per ripristinare correttamente il layout della classe hai due strade:
1) Cambiare tutti i \begin{quoting} \end{quoting} in \begin{quotation} \end{quotation}
2) Scrivere questo nel preambolo:
`\renewenvironment{quoting}{\begin{quotation}}{\end{quotation}}`
e aggiungere l’opzione di classe quotesize=small

Mi pare che la seconda soluzione sia la più veloce, anche se la prima è la più corretta: evita infatti di creare codici che, se diffusi, farebbero prolificare un’imprecisione.
Se hai la tesi in un solo file puoi semplicemente applicare la seconda soluzione. Se la tesi è divisa in molti file, e non vuoi fare un bel cerca e sostituisci su tutti, usa la seconda.

doloriangray” post=92639
p.s: ho invertito le voci \Istituzione e \Divisione del frontespizio, poiché volevo che il nome dell’università campeggiasse maggiormente sulla pagina con relativo logo.

Su questo non ci sono problemi.

Una considerazione in generale sulla questione licenze e modifiche delle classi. Nel mondo LaTeX sarebbe vano normare tutto. Le indicazioni che vengono date nella doc di suftesi sono indicazioni che vanne prese cum grano salis. Siccome la classe non parla di epigrafi, queste naturalmente si possono usare. Il problema è definire il concetto di tutto ciò che riguarda il layout. Ma a parte la difficoltà intrinseca di una tale definizione mi pare che il messaggio sia chiaro. Almeno spero 😉

Ciao
Ivan

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