@Elrond, non puoi confrontare biblatex con bibtex, tant’è che se usi biblatex puoi anche usare bibtex per creare la bibliografia in formato .bbl.
Bibtex è un programma esterno,compilato a prtire da un linguaggio che potrebbe essere Pascla come C++ o qualsiasi altra cosa; è un eesguibile, chiamato talvolta anche applicazione. biblatex è un insieme di macro scritto in linguaggio TeX/LaTeX, che serve a tante cose, ma essenzialmente serve per eliminare i file .bst che servono a bibtex per formare i file .bbl secondo vari stili.
In realtà creare nuovi stili er l’uso con bibtex, nuovi file .bst, non è una cosa tremendamente difficile, basta usare un sorgente tex si chiama makebst.tex (/usr/local/texlive/2013/texmf-dist/tex/latex/custom-bib/makebst.tex); è un file interattivo che ti fa un mucchio di domande a cui devi dare risposte scelte in una rosa di risposte possibili, e quando hai finito ti produce il file .bst conforme alle risposte che hai dato. La difficoltà consiste nel fatto che la domande sono un po’ criptiche e non sono indipendenti l’una dall’altra, per cui non puoi tornare indiero se dopo ti accorgi di avere dato al risposta sbagliata ad una domanda precedente. Mettere le mani direttamente su file .bst è difficilissimo, perché sono scritti in un linguaggio con notazione polacca non documentato da nessuna parte (io per lo meno non ho trovato nessuna documentazione); inoltre hanno funzionalità limitate.
biblatex in teoria dovrebbe essere più user friendly per che è abituato a scrivere macro in linguaggio TeX/LaTeX, certamente lo si può convincere a fare molto di più di quello che si può fare con in file .bst; di fatto lo constatiamo tutti; biblatex, come modulo di estensione di LaTeX ha compiuto in “quantum leap”, un salto in avanti incommensurabile rispetto ai vecchi file di stile bibliografico. Tuttavia a giudicare dalle domande che compaiono qui sul forum presente non pochi problemi; o è di uso difficile (ma come facevano gli umanisti prima che ci fosse biblatex) oppure le maggiori funzionalità hanno scatenato appetiti furiosi fra gli umanisti; essi hanno sicuramente delle esigenze particolari rispetto a quelle dei “viles mechanici” (vilis: (in senso figurato) disprezzato, spregevole, di scarso valore, non degno di stima o considerazione), ma talvolta ho il sospetto che esagerino un poco.
Questa non è una critica nei confronti di @samiel: i tomi esistono anche per quelli che si occupano di scienze dure: l’ultima edizione della fisica del Perucca è in due volumi di cui il secondo è diviso in due tomi; siccome ogni libro è di può di 500 pagine, è evidente che indirizzare il lettore di un riferimento al Perucca è molto più preciso citando il tomo, risptto che a non citarlo.
Ma un vile meccanico probabilmente risolverebbe il problema di @samiel citando i volumi in questo modo: volume 1, volume 2.1 volume 2.2; molto meno elegante rispetto a “volume II, tomo secondo”, ma molto efficace.