Elrond” post=92831
@sblindo, il tuo primo messagio è stato utile per far esercitare i freuentatori del forum su un prolema di programmazione insolito.
Ma il questo è bacato fin dall’inizio.
Mi spiego: la domanda sarebbe itile se i capitoi si chiamaassero capitolo1.tex, capitolo2.tex, …, capitolo99.tex.
Ma spero bene che tu no abbia fatto una scicchezza del genere: i nomi dei file devono essere moderatamente mnemnici affinche tu possa ritrovare facilmente il file su cui eventalmente mettere le mani; e il numero del capitolo non aiuta certo la memoria.Io vedrei file dai nomi simili a questi: frontespizio-e-preliminari.tex, presentazione.tex, stato-dell-arte.tex, scopo-della-ricerca.tex, ipotesi-preliminari.tex,…,materiale-finale.tex
Questo sì che sarebbe quello da fare per te, non per il programma che te li carica automaticamente. con nomi del tipo di quelli che ti ho indicato non c’è praticamente programma che tenga per caricarteli tutti, e se vuoi venire incontro al programma vai contro te stesso.
Non è una questione di pigrizia come scherzosamente è stato detto all’inizio, è una questione di praticità. In sostanza, anche se ti sono state fornite più soluzioni, di di cui una scritta in linguaggio L3, sono tutte soluzioni che non ti aiutano nemmeno un briciolino; all’inizio magari no te ne accorgi, ma quando devi apportare le necessarie modifiche ad alcuni file, ti rendi conto che non riesci più a trovarli; se se hai soli 5 o 6 capitoli non vale la pena nemmeno se li chiamassi con i loro numeri.
Sottoscrivo tutto e aggiungo che se mai volessi cambiare l’ordine dei capitoli (eventualità infrequente ma non impossibile) la numerazione mostrerà tutti i suoi difetti. È lo stesso motivo per cui si consiglia di usare etichette con nomi sensati e non numeriche.
Ciao, ciao.
Io uso una tecnica mista.
Intanto, quasi tutti i miei documenti sono suddivisi in un numero variabile di file anche a più livelli (ma questo è raro), con una struttura di directory ormai consolidata (ed anche questo è importante secondo me).
La “tecnica mista” consiste nel nominare i file delle sezioni con
In questo modo ho sia il riferimento mnemonico derivante dal titolo breve, sia il numero che permette al gestore di finestre di presentare i file in ordine.
Anche la posizione del file all’interno della finestra può essere un riferimento mentale utile per trovare il file velocemente e senza errori.
Ecco come appare il documento a cui sto lavorando adesso:
`\input{section/01_Dati}
\input{section/02_Illustra}
\input{section/03_Criteri}
\input{section/04_Materiali}
\input{section/05_Norme}
\input{section/06_Unita}
\input{section/07_Geotecnica}
\input{section/08_Azioni}
\input{section/13_VerifSecond}
\input{section/14_VerifLL}`
Anch’io penso che alla fine un comando per l’inserimento multiplo di file non serva, tant’è che non esiste nel nucleo di LaTeX e penso che il motivo sia proprio questo.
Nell’economia di gestione di un progetto, rinominare qualche file sorgente e gestire i comandi di inclusione è un’attività che non pesa, mentre la semplicità è importante.
Ognuno ha le sue abitudini e convenzioni e mi pare che al nostro @sblindo abbiamo dato il più ampio panoramo sulla questione.
Da tener in conto anche il fatto che la struttura dei progetti TeX influenza il modo in cui conviene nominare i sorgenti.
R.