Re: Modificare il primo \footnotesep

#79788
OldClaudio
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    Ecco, ogni paragone ha i sui limiti; certo il concetto di puntatore sembra più adatto di cursore, ma entrambi si spostano a piacere/volere dell’utente; invece TeX procede sempre in un’unica direzione, perché legge ed esegue delle sequenze di istruzioni nell’oridne in cui sono codificate.
    Quendao tu prepari un file .tex, prepari solo un testo con del mark-up, e l’interprete TeX non fa nulla, non lavora nemmeno, non l’hai nemmeno invocato. Quendo clicchi il pulsante dell’editor per eseguire la composizione, l’interprete TeX (in realtà si tratta sempre di pdftex, oppure xetex, oppure luatex, oppure uno degli altri programmi meno noti e meno usati) legge sequenzialmente il file .tex che gli hai dato in pasto, ed esegue da buon programma di calcolo esattamente quello che gli hai detto di fare tu stesso, oppure quello che i file di classe e i pacchetti di estensione gli dicono di fare. per quel che riguarda il famoso filetto di separazione tra il testo e la prima nota le cose vanno più o meno così:

    TeX ha composto i capoversi in una “galley proof” (bozza non impaginata); esamina le righe di questa galleu=y proof e vede se ci stanno nella paigna che sta mettendo insieme; quando ha riempito la gabbia del testo, ci aggiunge testaina e piedino e spedisce uori, nel file di uscita, questa pagina composta e toglie il materilate spedito fuori dalla galley proof.

    Se una riga contiene un richamo di nota, TeX va a vedere il registro dove ha salvato quella nota; il registro contiene la nota già composta in righe. Tex misura l’altezza della nota, vede se ci sta nella pagina e se ci sta la mette in fondo alla pagina in costruzione accorciando lo spazio disponibile per il testo e per il separatore. Se non ci sta o se non ci sta tutta, fa calcoli terribili e difficili da raccontare in due arole epr decidere dove mettere al nota e se eventualmente la deve spezzare, oppure se deve rimeire la gabbia del tsto di spazio estensibile per giustificare verticalmente la pagina; insomma fa cose difficili, che qui non interessano.

    Se si tratta della della prima nota, dopo aver scorciato lo spazio destinato al testo, lo scorcia ancora dello spazio di separazione poi esegue i comandi per il filetto, poi mette le righe della nota. Quindi evidentemente le operazioni che esegue sequenzialmente sono:
    1) avanza dello spazio di separazione fra testo e prima nota;
    2) decifra i comandi contenuti nella macro \footnoterule; nel tuo caso:
    a) torna indietro dello spazio che ha già messo;
    b) mette la decorazione scelta;
    c) avanza di quanto basta per tornare nella posizione che aveva alla fine del punto 1).
    3) mette le righe della prima nota.

    Va da sé che ho semplificato molto; si vede anche che il linguaggio che ho usato, “torna indietro”, “avanza” sembra far riferimento ad un puntatore; le cose non stanno proprio come ho detto (per esempio “torna indietro” non vuol dire di spostare nessun puntatore, ma di togliere un elemento dalla lista verticale che sta costruendo; ma queste sono cose che richiederebbero la lettura attenta dell circa 500 pagine del TeXbook…) ma credo che rendano l’idea, anche se fanno riferimento a un linguaggio adatto ai movimenti di un puntatore.

    Per chi è informatico merita leggere il TeXbook perché contiene cose incredibili di astuzia e di arte programmatoria. Tuttavia averne qualche concetto non guasta per nessuno, ma andare a fondo nei minimi dettagli può essere eccessivo.

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