I frontespizi si possono fare in tanti modi; uno è quello di usare il pacchetto frontespizio, che però è stato pensato per le monografie, le tesi di laurea e le dissertazioni di dottorato.
Per adattarlo a cose diverse, si può ma bisogna sfruttare tanti comandi che sono documentati bene nella guida di frontespizio, ma quando diventano troppi, cioè bisogna usarene troppi, vuol dire che si vuole cambiare tutto o quasi, quindi, secondo me è meglio cambiare strada.
Per esempio io userei il pacchetto topfront che fa parte fi TOPtesi, specificando come tipo di lavoro la “monografia”; non c’è relatore; il nome dell’autore è centrato, le varie indicazioni della università/scuola, eccetera si pososno personalizzare; io stesso ho usato quel modello per il frotespizio della documentazione di TOPtesi (leggibile con texdoc toptesi-doc)
Ma la soluzione delle soluzione è quella di aprire un ambiente titlepage, presente in quaasi tutte le classi, e scriverci dentro quello che si vuole: dai comandi di centratura, ai corpi delle varie cose scritte, agli spazi orizzontali e verticali, eccetera; magari ci vuole un po’ di tempo epr ottenere qualcosa che piaccia, ma…
Ti metto in guardia rispetto ad un pericolo sempre presente quando si personalizza qualcosa con LaTeX:tutti noi siamo dilettanti di tipografia quindi, specialmente alle prime esperienze, commettiamo degli errori di grafica tipografica che qualunque tipografo considererebbe degli errori madornali. Quando cerco di enumerare gli errori che ho comesso io, mi vergogno moltissimo. Non bisogna avere l’horror vacui, perché bisogna lasciare in un frontespizio abbastanza spazio vuoto affinché le varie informazioni abbiano la loro giusta proporzione e distanza, affinché ci sia un filo conduttore fra gli elementi che compongono la pagina.
Fra la documentazione presente nella distribuzione completa del sistema TeX c’è un file pdf di cui fortunatamente ho dimenticato il titolo, che presenta un certo numero di possibili frontespizi da realizzare con la classe memoir; secondo me sono uno più brutto dell’altro, eppure sono presentati da un autore degno di fiducia; probabilmente sono frontespizi che lui ha creato per replicare edizioni del passato, ma oggi sono cose che non riusciremmo ad accettare come cose di gusto; troppo ornati con decorazioni di vario genere, troppo neri per l’uso di caratteri di serie “nerissima”, con corpi sproporzionati. Insomma brutti.
Non farti lusingare da simili proposte; ricorda sempre che la semplicità è sempre la cosa più elegante e che compito della tipografia è quello di rendere facile e comoda la lettura senza distrarre il lettore con barocchismi di nessun tipo.
A te non piace quello spazio a sinistra del tuo nome rimasto bianco? lo posso cpaire, ma l’errore non sta nello spazio bianco, ma sta nella “manomissione” di un pacchetto creato per scopi diversi da quello che serve a te.