Benché io sia affezionato a Roberto Lesina, l’autore del “Nuovo manuale di stile”, che è stato mio allievo molti anni fa, ma è morto prematuramente poco dopo aver scritto al prima edizione del suo manuale di stile, devo dire che quel manuale è in pratica l’unica cosa disponibile sul mercato accessibile a chiunque, ma è datato, molto datato.
Purtroppo i manuali di tipografia adatti a chi scrive per/con il Desk Top Publishing, così come il bellissimo libro di Bringhurst, o quello di Tschichold, si riferiscono quasi sempre a letteratura puramente testuale, non a letteratura tecnica. Qualche umanista potrebbe riprendermi sostenendo che la letteratura tecnica NON è letteratura; ovviamente non sono d’accordo. visto che scrivo tecnico anch’io.
Ecco, prima ancora di studiare tipografia tecnica, che trovi anche descritte in alcune guide che trovi in questo forum {nel senso che pur essendo guide sull’uso di LaTeX, non mancano di consigli e suggerimenti in merito alla scrittura tecnica; inoltre qui nel sito si può trovare da scaricare il manualetto Saper comunicare — Cenni di scrittura tecnico-scientifica) devi dimenticare tutto quello che hai visto composto con i soliti word processor, Word, Writer, comunque si chiamino; essi non realizzano la buona tipografia; essi semplificano solo la composizione dei testi, ma la qualità è sostanzialmente affidato all’esperienza di chi scrive; questo è vero in parte anche per chi usa LaTeX, ma questo permette una composizione tipografica di solito priva degli errori tipografici pacchiani che si vedono nei testi scritti con i word processor.
In sostanza la manualistica scritta con i word processor non è da prendere ad esempio. Ricordane il contento se è valido, ma dimenticane l’aspetto. Dopo apprendi quanta più tipografia puoi, non solo leggendo, ma anche osservando quello che fanno gli esperti, i libri pubblicati dalle migliori case editrici di testi scientifici, affina il gusto e impara a valutare quello che leggi non solo per il contenuto ma anche per come esso è presentato. Scoprirai un mondo che si riferisce ad un’arte totalmente dimenticata dalla cultura “ufficiale”.