Il mio flusso di lavoro dipende dal tipo di documenti che devo scrivere.
Uso principalmente markpup, come multimarkdown e LaTeX, quindi scrivo quasi unicamente file di solotesto. Così non dovrei avere problemi di lettura per il futuro ‘remoto’.
Le applicazioni sono molteplici per il mmd: textedit, textmate, mmdcomposer, mou; capita di scrivere in txt anche da DEVONthink, visionando il file (sempre in mmd) da esso stesso o via ”mou” o ”marked2”.
Per LaTeX ormai mi trovo ad usare al 90% ”texpad”, che ha un omologo per ipad interessante anche se non compila proprio tutto. Non è opensource ma costa davvero poco rispetto al valore intrinseco. Più che altro è questione di abitudine all’interfaccia a due finestre.
Il restante lavoro lo fanno TeXshop o TeXwork
Per un documento strutturato lungo —una relazione progettuale, una perizia, un documento urbanistico (relazione, norme ecc.)— in genere imposto indice, idee ed appunti con Tinderbox ( la vers. six è interessantissima).
Poi scrivo in mmd e ri-organizzo la bozza con scrivener: trovo utili e senza confronti paragonabili le possibilità che ti danno la corkboard, le snapshot, la possibilità di fare note a un singolo documento (lo scrivening) oppure all’intero progetto, la visione di contemporanea di tre scrivening e l’etichettura (label e status) utile per avere il colpo d’occhio (in corkboard view) sulle parti da fare, su quelle in corso e quelle da fare o rileggere). Se mi serve esporto in ‘index card’ per ipad e proseguo. Mi piace scriver a schermo pieno.
Poi, per le prime prove generali di impostazione del documento, esporto con la funzione ‘mmd to pdf’ adoperando l’impostazione LaTeX predefinita memoir. Prima mi facevo direttamente in scrivener: preambolo, corpo e footer ma alla fine non conviene.
Una volta che la bozza è matura la esporto in LaTeX, elimino i riferimenti ai file che gestiscono latex (la fase più noiosa) , apro texpad e proseguo la rifinitura, che può essere anche lunga, con rivisitazioni corpose del testo. Ho diversi preamboli a cui fare riferimento a seconda delle necessità. Se il documento è lungo e\o devo lavorarci per un po’ di tempo, magari non continuativo (qualche settimana o mesi), spezzo i file e uso ”\include” così lavoro su file separati, compilo solo i pezzi che mi servono al momento. È utile se collaboro con altri che mi mandano i loro contributi in word: li importo, li edito, li compilo uno per uno e li restituisco, separatamente, ai rispettivi autori per le revisioni. Tabelle complesse (uso abbastanza longtable) e immagini ,in genere, le metto lavorando in latex, ma qualcuna anche con scrivener.
Personalmente scrivo anche le lettere in LaTeX, faccio prima che con un editor di testo.
Se serve una mano per le tre paginette su scrivener sono a disposizione
🙂
.F.
Mi pare che scrivener per windows manchi della parte LaTeX.
per linux non lo so ma ho visto anche io che il progetto è avviato.