Re: Predisporre un libro multiautore.

#95743
OldClaudio
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    Dork” post=95366

    Quello che mi sfugge è come vi volete muovere sotto l’aspetto grafico, di come viene fuori l’impaginazione, al di là degli aspetti della composizione con LaTeX.

    credo che qui sarà il nocciolo della (per lo meno mia) semplicità. L’argomento mi interessa molto e mi affascina, ma non ne so. Quindi a meno che il mio collega non sia un esperto io proporrò, con molta decisione, di basarci su una classe/grafica già rodata e magari anche ben compatibile o modellabile per eventuali progetti futuri (tipo le classi standard o in un intorno di quelle…) apportando modifiche man mano se necessarie/coerenti/utili agli autori (ma sinceramente se parliamo di disegnare la pagina credo che non ci sia troppo da modificare le già diverse e bellissime proporzioni che ci offrono le classi base o classe/pacchetti famosi e usati da molti, oltre che scritti da persone che magari ci ha studiato anni…)

    frix” post=95364
    Non mi pare di avere visto citato, tra i molti, il libro di Bringhurst; se ti occupi anche dell’aspetto grafico forse potrebbe esserti utile.

    Prima o poi quel libro sarà mio 🙂

    frix” post=95364
    Allo stesso modo mi sembra che non sia nominato Tufte. I suoi libri interessanti sono 4. Gli spunti non mancano.
    Ha scritto e messo a disposizione anche una classe (usata per i suoi libri); magari un’occhiatina potrebbe aiutarti.
    Non tanto per usarla tal quale quanto per affrontare anche qualche valutazione diversa da quelle meramente teXniche.

    Questo non lo conosco né l’ho sentito (come dicevo, da questo punto di vista sono raso terra) lo terrò senz’altro in considerazione, grazie.

    Ciao ciao e grazie mille 🙂

    Corrado.

    Il libro di Bringhurst è citato anche nella guida tematica che dovresti avere già letto relatic=va al disegno grafico della pagina. Vi è anche mostrato il layout del testo di Bringhurst.
    Comunque, parere personale, non credo che i layout di tufte, bellissimo, sia adatto ad un testo multidisciplinare che contiene le materie indicate da Corrado. Il layout di Bringhurst è realizzato già nella calsse suftesi che è già stata suggerita, ma, sempre secondo il mio parere personale, trovo che le testaine abolite e sostitire da “inscrizioni” nel margine non sia adatto ad un libro con i contenuti indicati da Corrado.

    Corrado, leggiti il libro di Bringhurst in inglese; oltre ad una quantità di informazioni tipografiche utilissime, molte descrizioni di font, poche, pochissime indicazioni utili sulla matematica e sulle scienze sperimentali, il suo inglese è talmente elegante che è un piacere leggerlo anche se quel che dice non ti servisse a niente (ma ti serve, non avere paura di perdere tempo).

    Il concetto principale è che il disegno della pagina, la scelta dei font, del corpo, dell’avanzamento di riga, della giustezza, delle informazioni di “navigazione” del testo, eccetera devono essere di supporto al lettore per leggere agevolmente, capire bene il messaggio scritto senza essere disturbato da decorazioni fini a se stesse. Quindi i layout più semplici sono tanto più graditi quanto maggiore è il testo (inclusa la matematica o i codici); I layout più elaborati (tufte, per esempio) sono adatti a libri in cui il contenuto grafico, il numero di illustrazioni sono numerose, molto numerose, mentre la quantità di testo è ridotta.

    Personalmente possego uno dei libri di tufte, bello da sfogliare, scomodo da leggere (sempre parere personale).

    Approvo pienamente il tuo orientamento verso le classi standard; tieni presente come quasi standard la classe memoir, e non leggerne la guida sequenzialmente ma, capitane le filosofia, cerca quello che ti interessa in modo puntuale, non sequenziale. Esamina suftesi; Ivan che l’ha scritto ha posto importanti vincoli al layout e agli stili che puoi usare, ma sono migliaia di combinazioni ed è difficle che non ne trovi una adatta. Ma, questo è importante, tu e il tuo collega ricordatevi di discutere in anticipo con chi pubblicherà il testo il formato fisico della pagina e come la tipografia vuole che sia presentato il file PDF con il testo composto. Suftesi permette di scegliere diversi formati di pagina preconfezionati con la pagina già di misura esatta. per alcune tipografie va bene. Altre tipografie preferiscono la pagine fisica composta su ua pagina virtuale di maggiori dimensioni con i crocini per le imposizioni e per la rifilatura delle segnature. Suftesi consente di farlo, ma devi pensarci in partenza.

    memoir permette di gestire il layout della pagina in modo del tutto arbitrario e se viene bene o se viene male dipende da chi ocnfigura la pagina; ma usando memoir ha tutti gli strumenti necessari per fare un buon lavoro.

    Suftesi permette di comporre il tio di documento “collection”; come ti ha detto Ivan è stato ancora usato poco e ci sono forse delle cose da mettere a punto. Una di queste è l’eventuale bibliografia separata per ogni capitolo tematico.

    Quelo che è importante segnalare a te e al tuo co-editor è di non preoccuparvi di usare hyperref per un libro a stama; sulla carta non si può cliccare per nevigare nel libro, quindi niente collegamenti ipertestuali, ma questo potrebbe richiedere un uso attento del pacchetto varioref per aiutare il lettore a trovare rapidamente gli ggetti flottanti che non si trovano nella stessa pagina del testo che vi fa riferimento; magari conviene ridefinire alcuni comandi che siano un poco più italiani anche grammaticalmente (preposizioni articolate, non preposizioni semplici), ma questa è una cosa che definirete voi; l’importante è segnalare agli autori che devono usare i comandi di varioref e questo va scritto nel manualetto.

    Ciao
    Claudio

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