Re: Predisporre un libro multiautore.

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OldClaudio” post=95371
Il libro di Bringhurst è citato anche nella guida tematica che dovresti avere già letto relatic=va al disegno grafico della pagina. Vi è anche mostrato il layout del testo di Bringhurst.

Si si, quello lo avevo già sentito!

OldClaudio” post=95371
Corrado, leggiti il libro di Bringhurst in inglese; oltre ad una quantità di informazioni tipografiche utilissime, molte descrizioni di font, poche, pochissime indicazioni utili sulla matematica e sulle scienze sperimentali, il suo inglese è talmente elegante che è un piacere leggerlo anche se quel che dice non ti servisse a niente (ma ti serve, non avere paura di perdere tempo).

Sarà fatto 🙂 (aggiunto al carrello, domani sono via, sabato non so se le poste sono aperte..in ogni modo ricarico e lo ordino :-))

OldClaudio” post=95371
Il concetto principale è che il disegno della pagina, la scelta dei font, del corpo, dell’avanzamento di riga, della giustezza, delle informazioni di “navigazione” del testo, eccetera devono essere di supporto al lettore per leggere agevolmente, capire bene il messaggio scritto senza essere disturbato da decorazioni fini a se stesse. Quindi i layout più semplici sono tanto più graditi quanto maggiore è il testo (inclusa la matematica o i codici); I layout più elaborati (tufte, per esempio) sono adatti a libri in cui il contenuto grafico, il numero di illustrazioni sono numerose, molto numerose, mentre la quantità di testo è ridotta.

Sono pienamente d’accordo.

OldClaudio” post=95371
Approvo pienamente il tuo orientamento verso le classi standard; tieni presente come quasi standard la classe memoir, e non leggerne la guida sequenzialmente ma, capitane le filosofia, cerca quello che ti interessa in modo puntuale, non sequenziale. Esamina suftesi; Ivan che l’ha scritto ha posto importanti vincoli al layout e agli stili che puoi usare, ma sono migliaia di combinazioni ed è difficle che non ne trovi una adatta. Ma, questo è importante, tu e il tuo collega ricordatevi di discutere in anticipo con chi pubblicherà il testo il formato fisico della pagina e come la tipografia vuole che sia presentato il file PDF con il testo composto. Suftesi permette di scegliere diversi formati di pagina preconfezionati con la pagina già di misura esatta. per alcune tipografie va bene. Altre tipografie preferiscono la pagine fisica composta su ua pagina virtuale di maggiori dimensioni con i crocini per le imposizioni e per la rifilatura delle segnature. Suftesi consente di farlo, ma devi pensarci in partenza.

memoir permette di gestire il layout della pagina in modo del tutto arbitrario e se viene bene o se viene male dipende da chi ocnfigura la pagina; ma usando memoir ha tutti gli strumenti necessari per fare un buon lavoro.

Suftesi permette di comporre il tio di documento “collection”; come ti ha detto Ivan è stato ancora usato poco e ci sono forse delle cose da mettere a punto. Una di queste è l’eventuale bibliografia separata per ogni capitolo tematico.

I commenti sulla documentazione di memoir erano ironici. Ho già scaricato la guida di suftesi e la documentazione di memoir (cioè..li ho aperti su due desktop vicini :-)) e gli ho dato un occhio al volo (non ancora sufficiente da farmi un idea però). L’idea di (proporre di) usare suftesi mi tranquilliza, quella di usare memoir mi stimola ma mi mette un po’ di ansia non avendolo mai usato prima. Sicuramente con quest’ultimo comincerò a lavorare ma non so ancora se lo farò già in questo contesto (poi, ammesso che sarò uno dei due…non ho comunque alba di chi possa essere né delle competenze dell’altro, quindi per il momento io parlo per me come se saremo due Corrado :-))

Al problema della bibliografia multipla ci avevo pensato. Credo che i singoli capitoli non saranno troppo corposi. Certo è che gli argomenti saranno diversissimi e scorrelati tra loro quindi una bibliografie locali potrebbero essere una buona cosa. Questo di sicuro sarà un passo importante ma non il primo, intanto è bene che ogni autore faccia il suo bel file biblio_autore.bib. Dove e come metterle credo (correggetemi se sbaglio) lo si possa decidere in un secondo momento (magari non terzo…)

OldClaudio” post=95371
Quelo che è importante segnalare a te e al tuo co-editor è di non preoccuparvi di usare hyperref per un libro a stama; sulla carta non si può cliccare per nevigare nel libro, quindi niente collegamenti ipertestuali, ma questo potrebbe richiedere un uso attento del pacchetto varioref per aiutare il lettore a trovare rapidamente gli ggetti flottanti che non si trovano nella stessa pagina del testo che vi fa riferimento; magari conviene ridefinire alcuni comandi che siano un poco più italiani anche grammaticalmente (preposizioni articolate, non preposizioni semplici), ma questa è una cosa che definirete voi; l’importante è segnalare agli autori che devono usare i comandi di varioref e questo va scritto nel manualetto.

Non sono certo che resti “solo” a stampa. In ogni modo io uso già varioref e lo spingerò molto (scusate se no dico lo “imporrò” ma non ce la faccio proprio a pensare di impormi…). Tra l’altro io uso una versione modificata da Enrico che ormai è diventata un miovarioref.sty e carico direttamente quella…quindi sul discorso “riferimenti fruibili alla lettura” sfondi una porta aperta, ma credo che hyperref farà comunque parte della classe (anche perché così lo faccio caricare direttamente alla fine in automatico e cerco così di evitare problemi).

Per ora vado avanti con la rilettura dell’Arte poi, come detto comincerò con la documentazione sull’impaginazione (nel frattempo magari mi è anche arrivato il libro di Bringhurst…) e infine rivedrò e approfondirò quella sulla scrittura di classi e pacchetti.

Per trovarci a disegnare il libro serve sia sapere come ci piacerebbe il risultato (per condividere e fare insieme qualcosa di bello) che avere un’idea “al volo”, mentre si parla, di cosa o come fare a ottenerlo (se ad esempio viene fuori il discorso delle bibliografie a ogni capitolo e, per esempio assurdo, suftesi non potesse proprio farle…vorrei conoscere la classe abbastanza da saperlo, appunto, al “volo”..così o cambio idea sulle bibliografie o so che devo eliminare tutto quello che pensavo di usare direttamente con suftesi e orientarmi, per esempio, su memoir…[è e resta un esempio…per rendere l’idea]).

Più o meno è lo stesso discorso (ma più a monte) che mi faceva Claudio (cfiandra) per il Tikz…se non so un minimo cosa e come poterlo fare non posso nemmeno suggerire soluzioni (oltre che non poterle realizzare). Desidero quindi arrivare meglio che posso, col tempo che ho ancora a disposizione, riguardo come impaginare (unitamente a tutte le altre scelte tipografiche), sulle potenzialità delle classi che considero ma ancora non conosco (suftesi e memoir) e su come poter realizzare quello che ho in mente (magari a tracce ma un’idea piuttosto chiara voglio averla “prima” di sicuro). Questi sono, nella mia testa, i miei primi tre passi per fare il quarto insieme con il mio collega con una ragionevole sicurezza di non inciampare da solo 🙂

(stasera nanna presto, sveglia presto e domani un bel sentiero di 13km per 1400m di dislivello totale con un caro amico :-), sperando di trovare meno neve possibile ;-))

Ciao ciao e buona serata,

Corrado.

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