Corrado, non sono intervenuto più di tanto in questa discussione, se non epr marcare una cosa che non ha nulla a che vedere con refcheck.
Ora intervengo per chiedere: ma serve davvero a qualcosa refcheck, oltre a inserire le incompatibilità che lamenti?
Infatti le etichette non risolte sono tutte elencate nel file .log, via via che durante la compilazione si trova in \tef, \pageref, \vref, che fa riferimento ad una etichetta ignota. Sarà un po’ meno automatico, ma certamente è privo di controindicazioni; non dipende da hyperref e va bene sempre.
Uno dei motivi per i quali non uso mai classicthesis è che per usarlo bisogna riscriverlo (come toccherà fare a te per togliere la chiamata a hyperref. Per fare quella cosa, devi cambiare nome alla classe, poi è possibile che devi cambiare altro perché quell’altro parte dal presupposto di essere chiamato da classicthesis, e la catena si allunga. Le poche volte che ho involontariamente usato classichthesis è stato epr aiutare qualcuno che doveva apportare delle modifiche e non sapeva dove mettere le mani. Più metti le mani nel software altrui, pù ti accorgi di quanto siano diversi gli stili di scrittura del codice, senza parlare di quando i comandi interni, non documentati, sono scritti in boemo…:???: e non è facile indovinare il loro significato se non conosci il boemo (è la lingua parlata nella repubblica Ceca, non lo chiamavamo cecoslovacco, ma la Cecoslovacchia non esiste più… 😯