emlago” post=96837Quindi, mi consigliate di abbandonare TesiClassica? Perchè nel topic che mi hai linkato qualche post fa credevo di aver capito avessero risolto..
In alternativa, abbondando il pacchetto, mi spiegate come utilizzarne almeno delle cose?
Mi interessano prevalentemente il font (sia del corpo/capitoli/paragrafi che quello matematico), lo stile dei titoli dei capitoli (con il numero grande in grigio e il nome, per intenderci) e la testatina (n°pagina in alto con richiamo del capitolo).
No, non ti consiglio di abbandonare a priori TesiClassica, con l’avvertenza di utilizzarlo così come sta. Lo stesso dicasi per ArsClassica, anche se nel tempo si è leggermente modificato. ArsClassica è nato come ‘vestito’ dell’Arte di scrivere con LaTeX. Strada facendo, per esempio, Lorenzo e io ci siamo trovati d’accordo sull’inopportunità delle note a margine. E le abbiamo levate.
Ancora, se non ricordo male, la gabbia del testo è stata leggermente allargata rispetto alla misura originale. Ma questo, credo, è stata una modifica valida solo per l’Arte: il modello TesiClassica ha la gabbia iniziale.
Mi viene da fare la solita raccomandazione. ArsClassica è uno stile del tipo ‘prendere o lasciare’ ed è pesantemente basato sullo stile ClassicThesis, del quale si limita a modificare pochissimi aspetti. A propria volta, ClassicThesis si ispira al famoso libro The Elements of Typographic Style del canadese Robert Bringhurst ed è basato sulle classi della suite KOMA-Script, scritte da un tedesco a tal punto geloso del proprio prodotto, che la documentazione completa del suo lavoro è disponibile solo in tedesco e in pratica non è stampabile. 😮
È bello o è brutto lo stile ClassicThesis? Qui conta il gusto personale. Di certo è molto austero, al punto di non passare inosservato. Ecco uno dei suoi problemi: potrebbe essere troppo bello, tanto da attirare gli occhi del lettore sul layout della pagina e non sul contenuto del documento, che rimane sempre e comunque la cosa più importante. Per questo motivo molti non lo usano. Poi c’è la questione della non retrocompatibilità con le versioni precedenti, ma questa è un’altra storia. Uno stile deve essere bello ma il lettore non deve accorgersene troppo. Questo è uno dei segreti della tipografia di qualità. Certo, noi comuni mortali non siamo tenuti a farne parte, ma possiamo affidarci a classi di documento che risolvono per noi questo problema. Ecco uno dei motivi per cui non è bene modificare le soluzioni proposte da una classe.
Tengo a precisare che queste sono solo mie opinioni.
Il modello di Lorenzo è compilabilissimo: oggi ci ho lavorato e l’ho sistemato. Ora funziona perfettamente. Certo, è servita qualche noiosa modifica 🙂
Ciao
Tommaso