No, /usr/texbin/ è un link simbolico a quel lungo percorso /usr/local/…/x86_64-linux/ che hai tu.
Ma le istruzioni della guida texlice-…-ubuntu, che valgono anche per altre incarnazioni di Linux, dicono che:
Diamo i comandi misteriosi
$ echo ‘export PATH=/opt/texbin:${PATH}’ > texlive.sh
$ sudo cp texlive.sh /etc/profile.d/
$ sudo mkdir -p /opt
Questo crea un file texlive.sh contenente il testo che abbiamo scritto fra apici sin- goli e lo copia in una delle directory di sistema. Ora il passo decisivo, che richiede una scelta dipendente dall’architettura hardware della propria macchina; si dovrà dare uno (e uno solo) dei comandi qui riportati
$ sudo ln -s /usr/local/texlive/2012/bin/i386-linux /opt/texbin
$ sudo ln -s /usr/local/texlive/2012/bin/x86_64-linux /opt/texbin
$ sudo ln -s /usr/local/texlive/2012/bin/powerpc-linux /opt/texbin
Non è possibile per l’autore delle note sapere quale dei tre: solo voi potete stabilire se la vostra macchina è basata su un processore Intel (o AMD) a 32 bit, su un Intel a 64 bit o su un PowerPC. Potete però scoprirlo con il comando
$ ls /usr/local/texlive/2012/bin
che darà come risposta una delle tre possibilità.
L’utente smaliziato si potrebbe chiedere perché non inserire direttamente in texlive.sh il nome della directory con gli eseguibili, per esempio
export PATH=/usr/local/texlive/2012/bin/i386-linux:$PATH
L’idea è che quando uscirà la 2013sarà sufficiente dare il comando
$ sudo rm /opt/texbin
$ sudo ln -s /usr/local/texlive/2013/bin/i386-linux /opt/texbin
dopo l’installazione, senza toccare nient’altro e senza nemmeno un logout.
Da me, forse, che sono su una macchina UNIX, un Mac, forse il path è diverso, perché c’è /usr invece di /opt, ma credo che sia un dettaglio.
Se però compilando a mano la compilazione va a buon fine e l’immagine eps viene convertita in immagine pdf, non è un problema dell’installazione, ma è un problema di Texmaker.
Io allora proverei a installare sia TeXworks si TeXstudio; entrambi si scaricano dai debiti repositories specifici delle singole distribuzioni, ma sono entrambi multipiattaforma, come lo è Texmaker. Solo che TeXworks non ha mai dato problemi a nessuno, in quanto sa riconoscre la presenza di TeX Live e al primo uso si auto-configura per trovare gli eseguibili e tutti i file che gli servono; la sua interfaccia è molto spartana e a molti non piace; per gli esperti non va assolutamente male, perché questi usano molto la tastiera e poco il mouse. TeXstudio è nato come un fork da Texmaker, ma gli sviluppatori sono molto più attivi e le prestazioni di TeXstudio anticipano quelle di texmaker di un paio d’anni. L’interfaccia grafica (la GUI) è molto simile, fin troppo, a quella di Texmaker; ma i pannelli di configurazione sono diversi e, secondo, me molto più chiari ed efficaci; dispongono anche di un bottone per configurazioni avanzate che permettono di fare cose molto simpatiche e utili per chi usa la tastiera italiana e ha bisogno di inserire caratteri difficili da immettere con quella tastiera, a meno di non essere dei bravi contorsionisti di dita. Io sul Mac preferisco usare l’editor distribuito con MacTeX (Tex Live per Mac), ma talvolta uso TeXstudio, anzi nell’ordine 1º TeXShop (default), 2º TeXworks, 3º TeXstudio.
Prova, non ti costa niente; se poi non ti vanno o l’uno o l’altro, li puoi disinstallare facilmente. Poi sempre decidere di disinstallare definitivamente Texmaker se ti piace di più TeXstudio.