Elrond” post=97572
Per capirci qualcosa, io sto partendo da zero. In passato avevo già provato a usare Emacs, ma l’avevo lasciato perdere per i motivi che tutti sappiamo.
Lavorando su Mac, ho installato Aquamacs Emacs, i puristi del campo non me ne vogliano.Non è che “te ne voglio”, ma se Aquamacs definisce delle funzioni specifiche per Mac (ho trovato la definizione di [tt]aquamacs-call-viewer[/tt], richiama applescripts) non posso controllare precisamente cosa faccia e quindi dirti cosa c’è che non va, tutto qua.
illinguista1972″ post=97570Credo che la cosa migliore sia provare. Certo, non è facile all’inizio. Per me, la cosa più difficile è questa: le varie opzioni e preferenze non sono semplici voci di menù da spuntare, ma vanno scritte a mano in alcuni file. Emacs all’avvio carica di default questi file, che contengono quello che l’utente ha specificato. Non è difficile scriverci dentro, in verità, una volta che sai quello che devi scrivere, ma non è facile sapere come farlo, nel senso che il linguaggio di Emacs è particolare. Almeno, io non lo conosco, e si ha la sensazione di combinare pasticci ogni volta.
Tutto vero quello che dici, soprattutto il fatto che chi è alle prime armi non ha idea di dove mettere mano nel proprio file di inizializzazione. Anche io pensavo queste cose due anni fa. Dopo due anni la situazione è completamente diversa (ma non da oggi, da parecchio tempo). La cosa fantastica di Emacs è che hai una marea di documentazione…all’interno di Emacs: [tt]C-h f[/tt] e [tt]C-h v[/tt] ti dicono tutto quello che c’è da sapere sulle funzioni e sulle variabili 😉
È vero che Emacs richieda del tempo, ma per me non è tempo perso visto che poi dopo lo si può utilizzare per fare miriadi di cose (ha un buonissimo supporto per decine di linguaggi di programmazione differenti), non si limita a LaTeX.
illinguista1972″ post=97570Sto traducendo per mia conoscenza il manuale di Aquamacs 3.1a, non tutto, almeno le parti che mi interessano. Naturalmente, sto usando Aquamacs e AUCTeX 11.88. Non posso godere appieno delle ultime novità, ma leggendo qualche Help e avendo sottomano il prospetto dei comandi, allora vi dico che il minibuffer in cui potete scegliere i comandi, riempire gli argomenti, scegliere le etichette, eccetera, è di grandissimo aiuto. Non è facile, lo ammetto. Però il manuale di AUCTeX richiede di leggere una cinquantina di pagine, non sono molte. Il difficile è prendere confidenza con Emacs prima di usare AUCTeX 🙂
Il manuale di AUCTeX si può ridurre alla quick start: http://www.gnu.org/software/auctex/manual/auctex.html#Quick-Start Tutto il resto sono dettagli su come personalizzare l’esperienza utente
illinguista1972″ post=97570Certo, per rispondere a Mosè, che anche Emacs, se non sbaglio, ha un sistema di righe magiche:
`% -*- coding: utf-8; mode: latex; TeX-engine: xetex; -*-`
o l’altro sistema per cui queste variabili vanno messe alla fine del file. Giusto?Sì, sono semplicemente due metodi alternativi e con sintassi differenti: o tutto in una riga all’inizio del file, oppure su più righe alla fine del file.
Grazie 🙂
So che non me ne vuoi 🙂 naturalmente 🙂 Intanto, per chi vuole provare, dico che il dialogo permesso dal minibuffer è fantastico. Imposti passo dopo passo comandi e ambienti e te li vedi comparire nel sorgente.
Potrebbe essere difficoltoso capire come “azzerare” il minibuffer quando premi per sbaglio qualcosa di sbagliato. Potrebbe essere interessante sapere cosa scrivere in quale file per avere una configurazione ottimale per LaTeX. Ma credo che la cosa migliore sia cominciare da qualche parte. Io sto cominciando con un file elementare composto di sezioni e qualche tabella. Tutto qui. Non so, poi, se la potenza di AUCTeX si riduca a queste facilitazioni via minibuffer.
Se non dispiace agli esperti, quando ho qualche dubbio prima vado a cercarlo nelle varie documentazioni, poi chiedo qui.
Ciao
Tommaso