Visto che la bibliografia la scrivi a mano, prepara altrettanti ambienti thebibliography quanti sono i tili di fonti che ti interessano, premetti a ciascuna un \clearpage e una ridefinizione di \bibname o \refname che contenga un titolo sufficientemente distintivo per ogni tipo di fonte.
Invece se vuoi usare biblatex, cosa che tutti consigliamo oggi, la sua documentazione ti spiega come comporre bibliografie distinte; È spiegato anche nell’Arte di scirvere con LaTeX, se ricordo bene.
Il punto in realtà è che con biblatex o cona altri sistemi per redigere la bibliografia devi crearti un database bibliografico (veci come si fa nell’Arte) dove ogni record contien un descrittore diverso per ogni tipologia di fonte; guarda che anche se non si tratta di bibliografie distinte, le varie tipologie vengono composte con un stile particolare e diverso da una tipologia all’altra, e quindi sono facili da consultare. personalmente ritengo che il metodo di citazione numerico vada bene per le bibliografie dei testi relativi alle scienze sperimentali, ma anche il metodo autore-anno va benissimo e consultare un’unica bibliografia con i riferimenti ordinati in base al nome del primo o unico autore sia più facile da consultare, che non bibliografie distinte. Ma questa è una decisione che devi fare tu, ovviamente. Leggi il capitolo sulla bibliografia sull’Arte, avrai sufficienti elementi per scegliere consapevolmente secondo le tue necessità.