Re: Impossibile aggiornare TexShop

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Evidenzio (in particolare per golden_boy) che ho detto « se non vi è assolutamente necessario» E, infatti, mi sono più che aggiornato con TexShop (ero già sulla 3), facendo contento OldClaudio. Il quale, però, alla fin fine ci presenta la descrizione di una vita giostrata acrobaticamente tra Yosemite e Leopard (forse), tra le diverse versioni di TexShop, tra macchine a 32 e a 64 bit: è proprio la descrizione della vita d’inferno cui siamo costretti dal continuo rincorrersi delle “novità” hardware e di quelle software (e ognuna delle due sponde dice che deve adeguarsi ai progressi dell’altra…) E ci costa un sacco di soldi!
Non c’è bisogno di andare a scomodare gli orridi word processore dei terminali dei vecchi centri di calcolo, ma credo tutt’ora che Wordstar (forse golden_boy è troppo boy per averlo conosciuto) fosse migliore di Word (in fondo aveva un po’ della filosofia di Latex, matematica a parte), ma a forza di essere “aggiornati” è sparito. In altre parole, oggi quando scrivo con l’ultima versione di Pages o di Word non scrivo cose più intelligenti che se avessi la versione vecchia di quindici anni, né ci metto meno tempo e la qualità finale del prodotto è del tutto confrontabile. E anche ora che ho l’ultimissima versione di TexShop funzionante (spero!), non penso di ottenere prestazioni spettacolarmente superiori a quelle che ottenevo con la prima versione in cui mi sono imbattuto (curva d’apprendimento a parte). So invece per certo che dovrò sostituire una splendida stampante laser a colori fronte/retro, che devo comprare la versione nuova di Parallels (e di non si quanti altri applicativi), che dovrò scovare (con un’enorme perdita di tempo per trovarla e impararla) un’agenda per l’iPhone che faccia le stesse cose quella di prima faceva e adesso non fa più, che adesso Pages non implementa la struttura del testo a più livelli con il risultato che dovrò cambiare modo di fare certe cose piuttosto importanti e che ho in eredità una imponente quantità di file del tutto immodificabili (e se lo fai, non puoi tornare indietro!), che con Leopard potevo registrare dalle radio di Internet musica classica senza interferenze degli altri suoni del Mac e adesso hanno fatto in modo che non si possa altrimenti non gli compri la musica dall’Applestore, ecc. ecc. Potrei continuare con una sequela di disgrazie piuttosto lunga, ma vi grazio.
Scusate, ma mi dovevo sfogare!!!
Per non sembrare del tutto “antiprogresso” e “antinformatica” vi dico che so abbastanza bene di cosa parlo perché da più di trent’anni produco software specializzato per modelli e per la simulazione delle reti di trasporto, attività che costituisce il mio vero campo professionale e di ricerca. Per inciso, il linguaggio che uso ancora per lo sviluppo è nato press’a poco cinquant’anni fa e da allora ha subito un solo vero aggiornamento che però gli ha fatto fare un salto di qualità reale e non da marketing. Ed è tuttora il migliore (un po’ come dire che Tex non è “vecchio”, e che a poco a poco la fruibilità è stata resa possibile a tutti). Finisco facendo il paragone con le automobili: ci bersagliano con i nuovi modelli, ma bisogna saper distinguere le vere innovazioni da semplici miglioramenti tecnologici; l’alzacristalli elettrico non è una innovazione, ci toglie solo la fatica di girare una manovella. Le innovazioni delle automobili degne di questo nome sono pochissime; in ordine temporale, lo pneumatico, il tergicristallo, il riscaldamento (non in Africa), l’accensione elettrica (forse) e l’ABS. Il resto sono comodità, quando non sono specchietti per selvaggi. L’unica vera differenza con l’informatica è che una macchina di vent’anni fa, finché non cade a pezzi fa esattamente le cose che deve fare mentre i computer siamo “costretti” a rinnovarli, altrimenti non lavorano più.

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