OldClaudio” post=99095Hai delle istruzioni che sono state scritte in Word e probabilmente sono state scritte con quelle impostazioni, tnto che il frontespizio deve essere composto come mostrato nella pagina precedente, che noi non possiamo vedere.
Purtroppo le istruzioni, scritte in Word come dice OldClaudio, non seguono le impostazioni che esse stesse contengono. Il testo lì è scritto a dimensione 14 e il margine superiore è di 1 cm., tanto per dirne un paio. Però proprio perché si dà per scontato che la tesi vada scritta in word per margini sono da intendersi quelli “alla word” ossia i 2,5 cm laterali sono quelli che separano la prima lettera di ogni riga dal margine sinistro e l’ultima lettera di ogni riga completamente compilata dal margine destro così come il superiore e l’inferiore separano l’inizio e la fine del foglio dall’inizio e dalla fine di ogni pagina (completamente riempita), i numeri di pagina vanno invece ad occupare una parte del margine inferiore.
OldClaudio” post=99095tnto che il frontespizio deve essere composto come mostrato nella pagina precedente, che noi non possiamo vedere.
Il frontespizio in qualche modo l’ho riprodotto, sfruttando il modello fornito dall’Alma Mater (Bologna) ai propri studenti di non ricordo più quale corso. Ho tentato di allegare il documento sia come pdf che come doc ma il forum l’ha rigettato, comunque per ora non serve.
OldClaudio” post=99095geometry è capace di gestire entrambe le cose, ma per impostarlo bisogna sapere che cosa impostare.
Al momento geometry sembra ignorare qualunque impostazione io gli dia (ho compilato più volte il documento, cambiando i margini, ma il risultato è rimasto invariato), posto che non so come impostarlo per riprodurre i margini imposti dai parametri.
OldClaudio” post=99095Ma se l tua tesi riguarda una disciplina sperimentale che fa uso di grandezze misurabili e quindi di unità di misura, devi usare obbligatoriamente un font principale con grazie, ma probabilmente non puoi usare l’EBGaramond che mi pare non sia ancora dotato della serie nera;
In realtà la tesi è di argomento finanziario quindi non ci sono unità di misura (ci potrebbe essere una valuta ma i ragionamenti viaggiano a livello astratto su numeri “puri”) per ora l’EBGaramond (che mi è stato consigliato in questo forum) si è comportato bene, cosa significa “non ancora dotato della serie nera?”. Ho comunque provato a far girare i due pacchetti consigliati da OldClaudio ma laddove EBGaramond non dà problemi ora appare
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! LaTeX Error: Command \openbox already defined.
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quindi sono tornato buono buono all’EBGaramond 🙂 .
OldClaudio” post=99095
io fossi in te userei la classe book impostando geometry come l’hai impostata, ma specificando anche le opzioni headinclude e footexclude; scriverei la tesi; poi a bocce ferme e con qualche pagina da mostrare sotto forma di immagine png da allegre ad un tuo futoro messaggio, così che puoi mostrare un esempio minimo compilabile (i pacchetti lipsum e kantlipsum servono egregiamente per scrivere del testo fasullo, tanto per riempire capitoli, paragrafi, eccetera); con equazioni semplici o complesse a seconda di quel che devi scrivere; con qualche immagine giusto epr vedere come le inserisci nel testo e che tipo di immagini siano. Una parte ridotta di codice della tua tesi da \documentclass a \end{document} elencando solo i pacchetti strettamente necessari a mostrare i tuoi problemi fornisce l’esempio minimo compilabile richiesto; compilabile vuol dire che chi ti vuole aiutare seleziona il codice dal messaggio, lo copia, lo incolla in un nuovo file .tex con il suo editor, preme il pulsante per compilarlo e vede esattamente che cosa ti succede. Non deve lambiccarsi il cervello per indovinare pacchetti, impostazioni, sezionamenti e compagnia.
Ho usato la classe report perché ho scritto l’abstract al posto di un capitolo introduttivo. Per ora il problema di geometry, come ho detto, non è tanto come mi funziona e quali output restituisce ma che non funziona assolutamente (i capitoli iniziano con quasi 7 cm di spazio tra margine superiore del foglio e titolo del capitolo, indipendentemente dai parametri che inserisco, così come nelle pagine interne dei capitoli i margini si comportano indipendentemente dai parametri geometry). Per ora non ho ancora inserito immagini nel documento ma allego qua sotto una pagina che mi sembra sufficientemente rappresentativa del documento come esempio con il codice corrispondente (i pacchetti e le impostazioni che ho usato sono quelli che ho già elencato nell’altro post)
[attachment:1]C:\fakepath\TESI2.png[/attachment]
[attachment:1]C:\fakepath\TESI2.png[/attachment]
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Si rende quindi necessario impiegare un moto browniano di tipo geometrico, definito come:
\begin{equation}
Y(t):=Y(0)e^{~\mu t+\sigma Z(t)},
\end{equation}
con $Z(t)$ moto browniano standard, ossia con $\mu=0$ e $\sigma=1$; così facendo $Y(t)$ non può assumere valori negativi e si presta meglio a descrivere il comportamento di un titolo azionario.\\
Questa trasformazione comporta però la perdita della proprietà \textsc{iid} perché ora gli incrementi sono di tipo moltiplicativo e risentono quindi non più solo dal valore corrente $Y(t)$ ma anche degli incrementi succedutisi sino a $t$.\\
Il moto browniano geometrico ha una distribuzione di probabilità di tipo lognormale\footnote{$Y:=e^X$ è lognormale con parametri $\mu$ e $\sigma$, se $X \sim \mathcal{N}(\mu,\sigma^2)$} con funzione di densità:
\[
f(x)=\frac{1}{\sigma x\sqrt{2\pi}}e^{-\frac{1}{2}\bigl(\frac{\log x-\mu}{\sigma}\bigr)^2};
\]
media:
\[
\mathbf{E}(Y)=e^{~\mu+\frac{\sigma^2}{2}}
\]
e varianza:
\[
\mathbf{Var}(Y)=[\mathbf{E}(Y)]^2(e^{\sigma^2(s-t)}-1).
\]
Si è detto che il moto browniano geometrico perde la proprietà \textsc{iid} ma è interessante sottolineare come questa proprietà valga per i logaritmi dei rapporti, i quali definiscono i cc.dd. \emph{rendimenti logaritmici}\footnote{Normalmente il rendimento di un titolo $X$ tra due istanti $s$ e $t$ con $s>t$ è definito come $\frac{X(s)-X(t)}{X(t)}$ ma\dots} (log-return):
\[
R(t):=\log \frac{Y(t)}{Y(0)}.
\]
Motivo per cui è corretto dire che assumere l'ipotesi di moto browniano geometrico per il prezzo di uno strumento equivale ad ipotizzare una distribuzione normale per i suoi rendimenti logaritmici (che quindi saranno descritti da un moto browniano non geometrico).\\
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Pardon, sono imbranato con gli allegati… la pagina così come la vedo io la trovate qui: