Aiuto su richiesta particolare del relatore tesi

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  • #105399
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    SCUSATE: ho trovato.. si chiama asterismo… l’ho trovato adesso e ho modificato il messaggio. In ogni caso vi chiedo: voi usereste questo metodo o magari avete usato una forma letteraria diversa per separare i paragrafi e mettere queste note?

    Ciao a tutti.
    Vi chiedo aiuto perchè sto cercando in tutti i documenti di guida, ma non riesco a formulare la domanda giusta probabilmente.
    Vi chiedo aiuto.
    Il relatore mi ha chiesto di inserire ad esempio alla fine di un paragrafo, una breve, diciamo, nota esplicativa dell’autore della tesi.
    Mi ha fatto l’esempio di tre asterischi: (non riesco a incorporarli bene comunque sarebbero messi a piramide)

    *
    * *

    questi andrebbero messi a fine paragrafo e quindi poi inserito il testo esplicativo per esempio: in questo paragrafo si è voluto analizzare blablabla.

    Non riesco a trovare se c’è un comando latex che fa questo, ma soprattutto il nome di questa forma di interruzione nel testo. Come si chiama?

    Approfitto poi per chiedere, dato che mi ha chiesto se per favore posso inserire meno caratteri per ogni riga (fondamentalmente, aumentare i margini), se è giusto utilizzare il pacchetto geometry o se sto magari non sapendo che esistono pacchetti o comandi giù adeguati. Sto compilando la tesi con la classe book e oneside 12 pt.

    Grazie a tutti spero in un vostro aiuto
    ciao

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    • #105400
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      zerop” post=105472SCUSATE: ho trovato.. si chiama asterismo… l’ho trovato adesso e ho modificato il messaggio. In ogni caso vi chiedo: voi usereste questo metodo o magari avete usato una forma letteraria diversa per separare i paragrafi e mettere queste note?

      Ciao a tutti.
      Vi chiedo aiuto perchè sto cercando in tutti i documenti di guida, ma non riesco a formulare la domanda giusta probabilmente.
      Vi chiedo aiuto.
      Il relatore mi ha chiesto di inserire ad esempio alla fine di un paragrafo, una breve, diciamo, nota esplicativa dell’autore della tesi.
      Mi ha fatto l’esempio di tre asterischi: (non riesco a incorporarli bene comunque sarebbero messi a piramide)

      *
      * *

      questi andrebbero messi a fine paragrafo e quindi poi inserito il testo esplicativo per esempio: in questo paragrafo si è voluto analizzare blablabla.

      Non riesco a trovare se c’è un comando latex che fa questo, ma soprattutto il nome di questa forma di interruzione nel testo. Come si chiama?

      Approfitto poi per chiedere, dato che mi ha chiesto se per favore posso inserire meno caratteri per ogni riga (fondamentalmente, aumentare i margini), se è giusto utilizzare il pacchetto geometry o se sto magari non sapendo che esistono pacchetti o comandi giù adeguati. Sto compilando la tesi con la classe book e oneside 12 pt.

      Grazie a tutti spero in un vostro aiuto
      ciao

      È corretto usare geometry. Sull’asterismo, de gustibus… C’è sempre una soluzione tipografica diversa da una data soluzione.
      Per esempio si potrebbe usare le note a piè di pagina. Oppure un semplice \paragraph{Commento}.
      Non vedendo il testo non si può dire di più. La soluzione migliore dipende infatti da questo.

      Ciao
      Ivan

    • #105401
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      Rispondo di fretta, quindi scusa se non mi dilungo. Eccoti una soluzione quick-n-dirty per l’asterismo:
      `
      \begin{center}
      \setlength{\tabcolsep}{1mm} % regola lo spazio orizzontale tra gli *
      \begin{tabular}{ccc}
      & \textasteriskcentered \\
      [1mm] % regola lo spazio verticale tra gli *
      \textasteriskcentered && \textasteriskcentered
      \end{tabular}
      \end{center}
      `
      Per quanto riguarda geometry, è esattamente il pacchetto giusto da usare.

      Ciao.


      Gustavo

    • #105402
      OldClaudio
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        Nella Guida GuIT, scaricabile dalla sezione Documentazione si parla anche di asterismi, ma…

        La guida è molto spessa ma è dotata di un buon indice generale e di molti indici analitici; se ti servi di questi strumenti capisci anche come costruirti un comando a partire dal codice che ti ha fornito Gustavo.

        Tuttavia l’asterismo tradizionalmente vien usato per separare dei paragrafi (section in inglese non paragraph che in italiano si chiama capoverso) in un testo poco strutturato e quindi con i paragrafi senza titolo. Non credo che la tua tesi sia così poco strutturata. Non vedo nemmeno perché il paragrafo dovrebbe contenere staccata da un asterismo un commento dell’autore; infatti una frase come quella che hai segnalato è giustificatissima come conclusione di un paragrafo/section senza bisogno di staccarla con un asterismo. Tuttavia se il tuo relatore vuole così …
        Io mi accontenterei di una riga bianca realizzata con un \bigskip se proprio volessi staccare la frase conclusiva.

        Per la lunghezza della riga, invece, forse il tuo relatore ha ragione; il numero di caratteri ideale secondo gli studi socio psicologici riportati dal grande book designer Robert Bringhurst dovrebbero idealmente essere 66 ± 6. Personalmente ritengo che sia una regola di prima approssimazione, ma 60 caratteri in media mi sembrano pochini, anche se la lettura ne risulta agevolata; in ogni caso dipende molto dal tipo di testo.

        Se dai un’occhiata alla guida tematica (sottosezione delle guide tematiche della sezione Documentazione del forum) sul layout della pagina c’è un discreto spazio dedicato al discorso dei margini e della larghezza del rettangolo che circoscrive il blocco del testo (lo “specchio di stampa” detto anche “griglia interna”); ci sono anche dei grafici e degli esempi per mostrare come con font diversi la larghezza del blocco di stampa stra fra limiti abbastanza diversi. Dopo di che il pacchetto geometry che ti è già stato consigliato, dopo la lettura della sua documentazione, è veramente un toccasana. La documentazione, se non hai una installazione parziale, ce l’hai completamente nel tuo disco; generalmente basta aprire un terminale o prompt dei comandi (se non sai cos’è, c’è un’altra guida tematica su questa cosa poco conosciuta a causa della pratica di usare il mouse); ci scrivi dentro texdoc geometry, premi il tasto invio e leggi.

        Sono sicuro che se usi un blocco di stampa un po’ più snello il tuo relatore sarà più contento e la tesi assumerà un aspetto migliore. Però non rivinare il tutto usando uno spazio maggiore fra le righe (spazio erroneamente chiamato interlinea, che si chiama invece scartamento).

        Scusa se mi sono soffermato pignolescamente sulla terminologia, ma in fondo che male c’è ad usare le parole giuste?

      • #105403
        lorenzo.pantieri
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          zerop” post=105472Approfitto poi per chiedere, dato che mi ha chiesto se per favore posso inserire meno caratteri per ogni riga (fondamentalmente, aumentare i margini), se è giusto utilizzare il pacchetto geometry o se sto magari non sapendo che esistono pacchetti o comandi giù adeguati. Sto compilando la tesi con la classe book e oneside 12 pt.

          Non userei gli asterismi per separare le cose, in una tesi: i comandi di sezionamento standard di LaTeX sono decisamente più indicati. Sui margini, hai provato layaureo?

        • #105404
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          Ciao a tutti e grazie come sempre delle risposte. Siete fantastici.
          Argomento asterismi:
          Innanzitutto scusate, ma mentre scrivevo mi è venuta l’illuminazione e ho trovato ciò che cercavo. Ho lasciato aperta la discussione per stimolare magari qualche risposta, rispetto ai post che ho trovato su guitex sugli asterismi. L’ho lasciata aperta proprio per capire cosa usare perchè ho letto che non si usa più questo metodo.
          Il docente, dato che è una tesi lunga e soprattutto che tratta un argomento in qualche punto un pò tecnico, ha chiesto di “spezzare” ogni tanto per far capire dove si sta andando. Provo con il salto che mi è stato suggerito, alla fine a lui è venuto in mente solo che c’era quel metodo poi penso che nn faccia storie se comunque gli metto quello che alla fine serve davvero e cioè una pausa esplicativa.

          Per i margini invece si ho letto anche del comando aura e della geometry. Nel weekend provo e vediamo come va. Me l’ha chiesto più volte in effetti. Io ho lasciato tutto standard con la classe book e mi ha composto circa 75 caratteri per riga. Poi vediamo come viene alla fine.

          Grazie di tutto ragazzi, vado a studiarmi ciò che mi avete suggerito.
          Ho solo 6 giorni per concludere la tesi. Devo volare!

        • #105405
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          Attento a non scrivere “un pò” nella tesi… 😉

          Ciao.


          Gustavo

        • #105406
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          😀 😀 😳 😳 😳

        • #105407
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          Ciao. Allora davvero grazie a tutti.
          Sto circa riuscendo a fare tutto ciò che ho chiesto.
          Asterismi fantastico letteracdp che ha suggerito quel quick and dirty che mi ha esaltato. Perfetto.
          Geometry fantastico ! Ce l’ho fatta.

          Solo un paio di ultime domande:
          Ma per una tesi normale, umanistica, classe book 12 pt… quante righe fareste per pagina ?
          e un’altra domandina.. Ho tolto l’opzione oneside dalla classe del documento perchè il relatore la vuole solo fronte.
          L’unica cosa che mi ha tolto il salto pagina ad ogni capitolo, cosa che mi piaceva. Ho letto di modifiche importanti e opzioni difficili per contrastare questo comportamento. Voi usereste in modo “analogico” un manuale salto pagina ad ogni fine capitolo o c’è qualcosa di più semplice come lo era prima che faceva tutto da sé?

          ciao e grazie a tutti !!!

        • #105408
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          Se stampi solo fronte avere il salto pagina vuol dire che quando stai sfogliando la tesi al cambio capitolo hai 3 pagine vuote (retro + fronte + retro). Sicuro che ti piaccia davvero? 🙂

        • #105409
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          Ecco.. perfetto mi hai risposto..
          Non capivo questa cosa del salto pagina..
          Hai perfettamente ragione. Infatti mi dicevo.. se l’opzione oneside toglie il salto pagina ci sarà un motivo.. ed infatti..
          Grazie mille 🙂

        • #105410
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          lorenzo.pantieri” post=105478

          Approfitto poi per chiedere, dato che mi ha chiesto se per favore posso inserire meno caratteri per ogni riga (fondamentalmente, aumentare i margini), se è giusto utilizzare il pacchetto geometry o se sto magari non sapendo che esistono pacchetti o comandi giù adeguati. Sto compilando la tesi con la classe book e oneside 12 pt.

          Non userei gli asterismi per separare le cose, in una tesi: i comandi di sezionamento standard di LaTeX sono decisamente più indicati. Sui margini, hai provato layaureo?

          Si l’ho provato. Ma non riesco a fargli fare circa 66-70 caratteri.
          Me ne mette 82 per riga. Ma non dovrebbe secondo la regola aurea mettermene 66 +- ?
          Con geometra sono riuscito a fargli fare 70 caratteri esatti.
          Solo che adesso ho la pagina giù lunga con più righe e non sono sicuro che i margini verticali siano uguali a prima che mi piacevano.

          Prima non avevo l’ambiente geometry e non dichiaravo neanche nella class document che era un paperA4.
          Invece ora ho questo:
          `
          % !TEX encoding = UTF-8 Unicode
          % !TEX TS-program = pdflatex
          % !BIB program = biber

          \documentclass[12pt,oneside]{book}
          \usepackage[a4paper,top=4cm,bottom=4cm,left=3.8cm,right=3.8cm,%
          bindingoffset=5mm]{geometry}

          \usepackage[italian]{babel}
          \usepackage[T1]{fontenc}
          \usepackage[utf8]{inputenc}
          \usepackage{booktabs}
          \usepackage[backend=bibtex]{biblatex}
          \addbibresource{bibliografia.bib}

          \newenvironment{citazione}
          {\begin{quotation}\small}
          {\end{quotation}}

          \begin{document}`

        • #105411
          OldClaudio
          Partecipante
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            L’opzione oneside vuol dire che prepari un documento in cui stampi le pagine solo da un lato della carta (solo fronte) quindi il retro del foglio resterà sempre bianco; twoside vuol dire che stampi le pagine su entrambi i lati di ogni foglio (fronte-retro).
            Quando si stampa twoside il margine interno di solito è la metà di quello esterno, comunque più piccolo del margine esterno, altrimenti quando apri il fascicolo nel centro hai uno spazio bianco troppo grande; a seconda del tipo di legatura della tesi può essere opportuno specificare una binding correction, altrimenti questa correzione è del tutto inutile. Stampando twoside i capitoli si aprono sempre su una pagina di destra (dispari) e finiscono quando finiscono; se finiscono su una pagina pari, quella dispari successiva è subito buona per cominciare un altro capitolo; se finiscono su una pagina dispari, bisogna stampare un retro (pari) del tutto bianco per poter cominciare il capitolo successivo su una pagina dispari.
            Stampando oneside non si lasciano mai pagina bianche e i capitoli cominciano su pagine di parità qualsiasi.

            Naturalmente stampando oneside si stampano il doppio di fogli di quanti se ne usnao stampando twoside; quindi la scelta twoside è non solo più elegante, ma è anche più ecologica. Evidentemente al tuo relatore non interessa niente lo spreco della carta.
            Stampndo oneside una rilegtura in brossura con il dorso incollato impone una certa binding correction per evitare di dover aprire troppo le pagine, altrimenti il fascicolo brossurato dopo un po’ si sfascia; rilegare un fascicolo stampato solo fronte con qualcosa di diverso dalla brossura è uno spreco, ma stampando twoside è possibile impagnare la tesi su fogli A3con due pagine su ogni facciata e, naturalmente, fronte retro cosicché ogni folgile A3 contiene 4 facciate; I fogli A3 raccolti a 4 a 4 (o anche con un numero di fogli maggiore, per esempio 5 a 5), piegati a metà formano delle segnature che la copisteria può rilegare a filo senza incollare il dorso, cosicché la tesi sembra davvero, è davvero un libro) che sia pare senza sforzo e le pagine non si scolleranno mia; costa un pochino di più, ma ne vale la pena.
            Ti suggerisco quindi di predisporre le impostazioni del preambolo del file principale della tesi in modo da stampare oneside per la copia da dare al relatore, e twoside per la copia da tenere per te. Dovrai comporre e stampare due file PDF distinti, invece di stampare due volte lo stesso pdf oneside, ma risprmi comunque carta e la copia che resta a te sarà comunque una cosa che potrai mostrare a te stesso e ad altri con l’orgoglio di dire “questa è la mia tesi”.

          • #105412
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            Ti ringrazio Oldclaudio faccio tesoro di ciò che mi stai dicendo. Mi piace avere la mia tesi figa !
            Scusate se insisto, ma non riesco a capire una cosa.
            Ora vi incollo i preamboli che ho ora sulla tesi. Prima però non usavo geometry. Ora che l’ho messo, mi ha sballato i margini verticali o quanto meno…. la domanda che vi faccio è:
            prima che margini avevo? dato che non li specificavo. Io ho usato geometry solo ed esclusivamente per ridurre il numero dei caratteri di ogni riga (ora ne ho 70), ma volevo lasciare invariati i margini verticali. Ma non sapendo com’erano prima…..
            Mi aiutate?

            % !TEX encoding = UTF-8 Unicode
            % !TEX TS-program = pdflatex
            % !BIB program = biber

            \documentclass[12pt,oneside]{book}
            \usepackage[a4paper,top=4cm,bottom=4cm,left=3.8cm,right=3.8cm,%
            bindingoffset=5mm]{geometry}

            \usepackage[italian]{babel}
            \usepackage[T1]{fontenc}
            \usepackage[utf8]{inputenc}
            \usepackage{booktabs}
            \usepackage[backend=bibtex]{biblatex}
            \addbibresource{bibliografia.bib}

            \newenvironment{citazione}
            {\begin{quotation}\small}
            {\end{quotation}}

            \begin{document}

          • #105413
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            zerop” post=105548[…] prima che margini avevo? dato che non li specificavo. Io ho usato geometry solo ed esclusivamente per ridurre il numero dei caratteri di ogni riga (ora ne ho 70), ma volevo lasciare invariati i margini verticali. Ma non sapendo com’erano prima…..
            Mi aiutate?
            […]

            Carica il pacchetto layout, dicendo semplcemente`\usepackage{layout}`o, se preferisci,`\usepackage[italian]{layout}`Questo rende disponibile il comando`\layout`che produce un’immagine la quale ti mostra tutti i valori dei parametri che governano la forma della pagina. Puoi dare tale comando, per esempio, all’inizio del file sorgente, dopo [tt]\begin{document}[/tt] ma prima di tutto il resto, oppure alla fine, subito prima di [tt]\end{document}[/tt]: dove lo impartisci, li apparira la figura. Puoi poi commentare e decommentare le istruzioni che caricano e configurano il pacchetto geometry per vedere come cambiano i parametri.

            Ciao.


            Gustavo

          • #105414
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            ma grazieee !! mamma mia Latex è infinito. Appena finisco l’università mi ci metto e voglio diventare bravissimo.
            ci provo e ti dico 🙂

          • #105415
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            Allora ho provato \layout, fantastico!! in effetti mi ha sballato totalmente la pagina.
            Anche l’header sopra è tutto diverso. Siccome non ho assolutamente tempo, vi chiedo: ma non c’è la possibilità di dare un comando che semplicemente mantenga tutto inalterato e mi metta solo meno caratteri nella riga, con conseguente aumento delle pagine della tesi?
            Sennò la lascio come prima con i 76 caratteri, perchè non posso mettermi oggi a studiare i bordi etc perchè martedì devo consegnare.
            Speravo molto nel comando aureo per ridurre i caratteri, ma evidentemente non ci ho capito niente 🙁 dato che me li ha aumentati.

            Ciao e grazie.. e scusate davvero l’insistenza per tutto, ma non mi aspettavo queste richieste dal relatore, gli ultimi due giorni, quando ha già visto 4 o 5 volte la tesi stampata……

          • #105416
            OldClaudio
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              Se all’inizio dopo [tt]\begin{document}[/tt] scrivi l’istruzione [tt]\sowthe\topmargin[/tt] eseguendo la compilazione questa si ferma per mostrarti sulla console il valoro di \topmargin, poi prosegui premendo il tasto invio e la compilazione prosegue tranquilla fino alla fine’ se ti sei dimenticato di trascirvere il valore che avevi sullo schermo, pou sempre ritrovarlo nel file .log. Naturalmente per sapere com’era senza geoemtry, commenta la riga/le righe dove ci sono i parametri per geometry, Successivamente potrai poi decommentarle.

              Ma..

              Il valore che il programma stesso ti scrive è il valore vero preso da sopra la testatina e diminuito di un pollice, cioè 25,4mm. Siccome il valore che ti è stato mostrato è in punti tipografici, per trasformarlo in millimetri devi moltiplicarlo per (25.4mm/in)/(72.27pt/in)=0.35146mm/pt a cui successivamante devi aggiungere i 25.4mm di cui ho detto sopra. Il risultato è prorpio il margine superiore netto che ti appare sopra la testaiina.

              Ora decommenta le cose che riguardano geometry e al posto dei 4cm che hai indicato per top e per bottom mettici il valore che hai calcolato esprimendolo con le unità di misura dei millimetri.

              Probabilmente otterresti lo stesso risultato se senza cambaire nuula aggiungessi alle opzioni di geometry headinclude e footinclude. Facendo come ti ho suggerito sai anche che cosa hai fatto e puoi essere preciso al centomillesimo di millimetro (be’ in realtà non è così importate tanta precisione).

            • #105417
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              Con l’istruzione \sowthe\topmargin si blocca tutto e non va avanti dandomi errore.
              Se ho capito bene, dovrebbe darmi un valore che dovrei moltiplicare per 0.35146, aggiungendo poi 25,4.
              Non ti nascondo che sto per mollare perchè mi sta stressando non poco questa cosa dei margini!

              In ogni caso ho capito che se non mi metto a studiare le documentazioni sulla pagina non ci capirò mai niente.
              Ora provo a compilare in altro modo vedendo che succede. Ma \layout non dovrebbe dirmi la stessa cosa e cioè farmi vedere i pt margine ?
              però ad esempio non so quale sia quello sotto, nei resoconti che mi da \layout. Praticamente un macello, non ci capisco niente.
              Mi sa che lascerò per ora così poi me lo studio. Ho 76 caratteri per riga.
              Ma voi avete quindi a mano messo a posto tutti i margini per trovare le giuste dimensioni?
              Comunque uploado le immagini dei due layout con o senza geometry, cioè anche l’header esce dai margini.. secondo me c’è qualcosa che non va.

              Attachments:
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            • #105418
              lorenzo.pantieri
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                zerop” post=105558Non ti nascondo che sto per mollare perchè mi sta stressando non poco questa cosa dei margini! […] Ma voi avete quindi a mano messo a posto tutti i margini per trovare le giuste dimensioni?

                Ottima ragione per affidarsi a una classe o a un pacchetto che risolva per te il problema. Se è il tuo documento è in A4, la soluzione più semplice è scrivere
                `\usepackage{layaureo}`
                e hai degli ottimi margini.

              • #105419
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                L’ho fatto ed infatti ero tutto contento.
                Ma mi ha allargato i margini. Mi dava 82 caratteri. Quindi ho dovuto toglierlo. Il mio scopo era ridurre circa a 70

              • #105420
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                zerop” post=105566L’ho fatto ed infatti ero tutto contento.
                Ma mi ha allargato i margini. Mi dava 82 caratteri. Quindi ho dovuto toglierlo. Il mio scopo era ridurre circa a 70

                Non ho seguito bene la tua discussione. Mi permetto, perciò, di darti un consiglio non richiesto.

                Mi pare che questa faccenda dei margini ti stia prosciugando le energie. È un capriccio del tuo relatore? Lascialo perdere, quello che conta è il contenuto del tuo lavoro, che verosimilmente leggeranno in tre persone. Usa una classe standard, che non sbagli mai 🙂

                Ciao
                Tommaso

              • #105421
                OldClaudio
                Partecipante
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                  Non riesco a capire come non fai a capire i suggerimenti che ti ho dato. Ti ho detto che dopo che si ferma durante la compilazione devi premere il tasto invio; lo fai? Se il tuo editor (quale usi) non ha una console decente, non so che cosa consigliarti. ma ti ho dato un secondo consiglio, di aggiungere un paio di opzioni alla chiamata di geometry:`\usepackage[a4paper,top=4cm,bottom=4cm,left=3.8cm,right=3.8cm,%
                  bindingoffset=5mm, includehead,includefoot]{geometry}`Se poi vuoi ridurre un pochIno i caratteri devi diminuire un poco la larghezza della gabbia, quindi devi aumentare i margini; siccome due caratteri sono pressappoco 4mm componendo a 12pt aumenta i margini di 4mm: `\usepackage[a4paper,top=4cm,bottom=4cm,left=42mm,right=42mm,%
                  bindingoffset=5mm, includehead,includefoot]{geometry}`
                  Prova con questo e facci sapere.

                • #105422
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                  Psst! Vieni qui!

                  Dimmi una cosa in silenzio, che non ci senta nessuno…

                  Hai detto che usi la classe [tt]book[/tt] con l’opzione [tt]12pt[/tt], vero?

                  Se mi prometti che non lo dici ad anima viva, ti posso suggerire un bieco trucco per rimodulare la lunghezza della riga a, per esempio, 66 caratteri nominali, lasciando invariato il resto. Prendi come esempio il codice seguente:
                  `
                  \documentclass[a4paper,twoside,12pt]{book}
                  \usepackage[T1]{fontenc}
                  % \usepackage[pass,showframe]{geometry} % usato solo per scopi diagnostici
                  \usepackage{layout} % come sopra
                  \usepackage{mwe}

                  \title{Dolor sit amet}
                  \author{Cicero}

                  %%%%————–>> INIZIO “INCANTESIMO” <<--------------%%%% \makeatletter \settowidth\textwidth{abcdefghijklmnopqrstuvwxyz,;:.} \divide \textwidth by 30 % andrebbe aggiustato, perche' non tiene conto della % frequenza delle lettere \multiply \textwidth by 66 % <-- numero dei caratteri che vuoi per pagina \@settopoint\textwidth % Inizio estratto da `bk12.clo': \if@twoside \setlength\@tempdima {\paperwidth} \addtolength\@tempdima {-\textwidth} \setlength\oddsidemargin {.4\@tempdima} \addtolength\oddsidemargin {-1in} \setlength\marginparwidth {.6\@tempdima} \addtolength\marginparwidth {-\marginparsep} \addtolength\marginparwidth {-0.4in} \else \setlength\@tempdima {\paperwidth} \addtolength\@tempdima {-\textwidth} \setlength\oddsidemargin {.5\@tempdima} \addtolength\oddsidemargin {-1in} \setlength\marginparwidth {.5\@tempdima} \addtolength\marginparwidth {-\marginparsep} \addtolength\marginparwidth {-0.4in} \addtolength\marginparwidth {-.4in} \fi \ifdim \marginparwidth >2in
                  \setlength\marginparwidth{2in}
                  \fi
                  \@settopoint\oddsidemargin
                  \@settopoint\marginparwidth
                  \setlength\evensidemargin {\paperwidth}
                  \addtolength\evensidemargin{-2in}
                  \addtolength\evensidemargin{-\textwidth}
                  \addtolength\evensidemargin{-\oddsidemargin}
                  \@settopoint\evensidemargin
                  % Fine estratto.

                  \makeatother

                  %%%%————–>> FINE “INCANTESIMO” <<--------------%%%% \begin{document} \maketitle \tableofcontents \listoffigures \chapter{Consectetur} \lipsum[1-8] \clearpage \layout \chapter{Curabitur} \lipsum[9-16] \begin{figure}[tbp] \centering \includegraphics{image} \caption{Lorem ipsum} \label{fig:image} \end{figure} \end{document} ` e copia nel tuo preambolo la parte compresa fra `%%%%-------------->> INIZIO “INCANTESIMO” <<--------------%%%%`e`%%%%-------------->> FINE “INCANTESIMO” <<--------------%%%%`Tieni presente che l’algoritmo non è perfetto, perché tende a generare linee con circa 70 caratteri. Ciò è dovuto al fatto che i caratteri presenti nella riga campione`\settowidth\textwidth{abcdefghijklmnopqrstuvwxyz,;:.}`non vengono pesati in base alla loro frequenza tipica. Ripeto che il trucco è confezionato a mano solo e unicamente per la classe [tt]book[/tt] con l’opzione [tt]12pt[/tt].

                  Ma mi raccomando: acqua in bocca, sennò qui mi linciano…

                  Ciao.


                  Gustavo

                • #105423
                  lorenzo.pantieri
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                    L’ho fatto ed infatti ero tutto contento. Ma mi ha allargato i margini. Mi dava 82 caratteri. Quindi ho dovuto toglierlo. Il mio scopo era ridurre circa a 70

                    Perché 70? Una richiesta del tuo relatore? Una tua preferenza numerologica?

                    Piuttosto, 12 punti? 😕

                  • #105424
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                    Allora. Innanzitutto un supermega grazie a tutti. Davvero siete gentilissimi !!
                    per Lorenzo: si, il relatore mi ha chiesto un pò meno caratteri. Ne avevo 76 e non gli andava bene.
                    Ragazzi mi metto sotto e faccio tutto ciò che mi avete scritto !! promesso ! stasera (se riesco oggi) faccio tutte le prove.
                    Davvero grazie mille.

                  • #105425
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                    Si ma guarda infatti oggi vi ho ringraziato tantissimo per la gentilezza.
                    Non ho molto tempo per cui ora consegno, poi se proprio non gli va lo cambio dopo.

                    illinguista1972″ post=105568

                    L’ho fatto ed infatti ero tutto contento.
                    Ma mi ha allargato i margini. Mi dava 82 caratteri. Quindi ho dovuto toglierlo. Il mio scopo era ridurre circa a 70

                    Non ho seguito bene la tua discussione. Mi permetto, perciò, di darti un consiglio non richiesto.

                    Mi pare che questa faccenda dei margini ti stia prosciugando le energie. È un capriccio del tuo relatore? Lascialo perdere, quello che conta è il contenuto del tuo lavoro, che verosimilmente leggeranno in tre persone. Usa una classe standard, che non sbagli mai 🙂

                    Ciao
                    Tommaso

                  • #105426
                    OldClaudio
                    Partecipante
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                      Il trucco segretissimo che ti ha mostrato Gustavo è sostanzialmente quello che è descritto nella guida tematica Introduzione alla geometria della pagina nei paragrafi 1.3 e 1.4 e descritta graficamente nella figura 1.1. In ogni caso si tratta di adattare la giustezza al font specifico usato per il testo normale misurando la lunghezza dell’alfabeto minuscolo.
                      Quello che Gustavo non dice è che bisogna contare fra i caratteri anche gli spazi interparola, quindi in realtà sia il metodo descritto in quella guida tematica sia in quello di Gustavo il calcolo è approssimativo perché non si tiene conto della frequenza delle lettere, dei segni di interpunzione e degli spazi. Ma i risultati che si ottengono vanno molto vicino al risultato desiderato. Se vuoi tienti un filino più corto oppure aggiungi altre due o tre lettere all’ “alfabeto” di prova sia con l’uno sia con l’altro metodo.
                      Ma… avendo visto che con le impostazioni di geometri che avevi messo inizialmente ti venivano circa 70 caratteri, togli quei 4mm alla giustezza aggiungendoli ai margini e con geometry te la cavi molto più in fretta.
                      Visto che hai già consegnato, prenditela con calma, ma leggiti la guida tematica che ti ho indicato (sezione Documentazione, sottosezione Guide tematiche di questo forum); si imparano molte cose interessanti e tante cose misteriose che non hai ancora capito, come quelle delle informazioni che hai ottenuto con il pacchetto layout.

                    • #105427
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                      OldClaudio” post=105583Il trucco segretissimo che ti ha mostrato Gustavo è sostanzialmente quello che è descritto nella guida tematica Introduzione alla geometria della pagina […]

                      Naturalmente non si tratta di un segreto. 🙂 I toni “da carbonaro” del mio precedente messaggio intendevano soltanto trasmettere l’idea di un contesto sottointeso: che non è buona prassi mettersi a “trafficare” in questo modo con il codice interno di una classe, e che quindi non bisognerebbe suggerire l’uso di tali pratiche in questo forum, meno che mai a un laureando che deve consegnare la tesi dopodomani! 🙄 Ma qualche volta tendo a essere «garibaldino»…

                      Ribadisco che si tratta di un trucco fragile, che funziona solo con la classe [tt]book[/tt] e l’opzione [tt]12pt[/tt].

                      Su un forum come questo, bisognerebbe raccomandare l’uso del pacchetto [tt]geometry[/tt], e basta.

                      Ciao.


                      Gustavo

                    • #105428
                      OldClaudio
                      Partecipante
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                        Gustavo, ho capito benissimo il tono scherzoso del tuo intervento. Il mio era un po’ serioso, invece, perché volevo sottolineare l’importanza di leggere le guide senza aspettare l’antivigilia della scadenza per la consegna della tesi. In fondo chi scrive guide ha piacere se vengono lette e lo fa perché vengano lette sperando che siano utili ai lettori.
                        Non lo dico per la gratificazione degli autori delle guide, ma per il beneficio per i lettori.

                        Comunque non buttarti giù 😉 Quel trucco serve anche con un copro normale di 11 pt e di 10 pt o di qualunque grandezza che si possa imporre in qualche maniera; per esempio se carichi il pacchetto scrextend e scrivi una cosa come `\RequirePackage{scrextend}\changefontsizes{12.5pt}` puoi impostare qualunque corpo normale con gli altri corpi (\large, \small, eccetera) cambiati proporzionalmente, il trucchetto funziona lo stesso. Se non usi book ma usi memoir,, questa classe ha il trucchetto “built in”, e funziona benissimo sia per la composizione a una colonna con 66 caratteri nominali e su due colonne, mi pare con 45 caratteri per ogni colonna; sono le formule di Bringhurst. Con altre classi il trucchetto di scrextend funziona lo stesso, per specificare specchio di stampa e margini con il valore di \textwidth calcolato in quel modo bisogna specificare i calcoli in modo diverso con i comandi per espressioni dimensionali del tipo di quelli di book, ma migliori se si è sicuri di lavorare con una distribuzione moderna di LaTeX. Book ha la necessità di essere compatibile con il vecchio LaTeX209, defunto da più di 25 anni, ma per rendere compilabili ancora vecchi documenti i cui sorgenti sono stati predisposti prima del 1994.

                        Hai ragione nel dire che non dovrebbero esssere svelate queste cose interne e sarebbe meglio qui nel forum raccomandare l’uso di geometry; tuttavia di tanto in tanto non guasta; anche un utente di media esperienza può trarre vantaggio nel capire che cosa c’è sotto il cofano di questi potentissimi motori.

                      • #105429
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                        OldClaudio” post=105590[…]
                        Comunque non buttarti giù 😉 Quel trucco serve anche con un copro normale di 11 pt e di 10 pt […]

                        Certo, il trucco di “misurare l’alfabeto” vale in generale; ciò che è specifico per la classe [tt]book[/tt] sono i conti per ricavare, una volta impostato [tt]\textwidth[/tt], il valore degli altri parametri “orizzontali” ([tt]\oddsidemargin[/tt], [tt]\evensidemargin[/tt], [tt]\marginparwidth[/tt]), cosa che fa il segmento di codice ricopiato da [tt]bk12.clo[/tt]. Vero è che, pensandoci meglio, quel segmento di codice è identico anche in [tt]bk11.clo[/tt] e in [tt]bk10.clo[/tt], quindi, in realtà, il «bieco trucco» rimane valido anche se si cambia l’opzione [tt]12pt[/tt] in [tt]11pt[/tt] o in [tt]10pt[/tt].

                        Esso rimane comunque «fragile» nel senso che non è, in generale, applicabile ad altre classi di documento, e nemmeno a [tt]book[/tt] se si caricano pacchetti come [tt]geometry[/tt] o [tt]layaureo[/tt], che modificano il formato della pagina impostato dalla classe [tt]book[/tt] stessa.

                        Ciao.


                        Gustavo

                      • #105430
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                        zerop” post=105579Allora. Innanzitutto un supermega grazie a tutti. Davvero siete gentilissimi !!
                        per Lorenzo: si, il relatore mi ha chiesto un meno caratteri. Ne avevo 76 e non gli andava bene.
                        Ragazzi mi metto sotto e faccio tutto ciò che mi avete scritto !! promesso ! stasera (se riesco oggi) faccio tutte le prove.
                        Davvero grazie mille.

                        Ehm, non so bene come impostare il discorso, ma… Ecco, abbiamo le nostre usanze, in questo forum, i nostri costumi e le nostre “fisse”, e una di queste è che qui, generalmente parlando, ci si sforza di scrivere in italiano corretto. Siamo comprensivi con i (rari) frequentatori stranieri, anche se mi sembra che tu sia italiano madrelingua; accettiamo volentieri lo stile colloquiale; non badiamo affatto ai refusi e ai piccoli errori tipici della scrittura veloce, e anche non riletta; però «pò» al posto di «po’» non è mai passato, e mai passerà! 😉

                        Ciao.


                        Gustavo

                      • #105431
                        OldClaudio
                        Partecipante
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                          letteracdp” post=105596Certo, il trucco di “misurare l’alfabeto” vale in generale; ciò che è specifico per la classe [tt]book[/tt] sono i conti per ricavare, una volta impostato [tt]\textwidth[/tt], il valore degli altri parametri “orizzontali” ([tt]\oddsidemargin[/tt], [tt]\evensidemargin[/tt], [tt]\marginparwidth[/tt]), cosa che fa il segmento di codice ricopiato da [tt]bk12.clo[/tt]. Vero è che, pensandoci meglio, quel segmento di codice è identico anche in [tt]bk11.clo[/tt] e in [tt]bk10.clo[/tt], quindi, in realtà, il «bieco trucco» rimane valido anche se si cambia l’opzione [tt]12pt[/tt] in [tt]11pt[/tt] o in [tt]10pt[/tt].

                          Esso rimane comunque «fragile» nel senso che non è, in generale, applicabile ad altre classi di documento, e nemmeno a [tt]book[/tt] se si caricano pacchetti come [tt]geometry[/tt] o [tt]layaureo[/tt], che modificano il formato della pagina impostato dalla classe [tt]book[/tt] stessa.

                          Questo è un forum e quindi è anche un luogo dove si confrontano le idee reciproche in merito a TeX, ai suoi programmi di tipocomposizione, alla tipografia elettronica, eccetera. Quindi se riprendo il discorso della misura dell’alfabeto per definire la geometria della pagina, non lo faccio per amore di polemica o per far passare una mia idea a scapito di altre.

                          Vengo al punto.

                          Si crea una macro che contenga una stringa di caratteri; volendo si potrebbero ripetere certe lettere che sono più frequenti di altre (se si dispone di una statistica attendibile di tali frequenze, altrimenti ci si limita ad una approssimazione); ci si possono mettere dentro spazi e segni di interpunzione, Siano N i caratteri di questa stringa contando anche gli spazi e sia L la sua lunghezza; volendo calcolare la text width W perché contenga un dato numero medio di caratteri, diciamo C, basta eseguire il calcolo:

                          W = C L / N

                          Sapendo dunque che \textwidth = W (espressa generalmente in punti perché TeX può calcolare questo valore in pt} le macro che usa book con il codice che Gustavo ha riportato, servono per calcolare i margini laterali; per i margini verticali si possono usare espressioni simili, ma alla fine qualunque espressione va bene, purché porti al risultato grafico desiderato.
                          Riassumendo i calcoli eseguiti da book sono i seguenti:
                          1) prendi la larghezza della carta e togli \textwidth ottenendo la somma dei due margini interno più esterno
                          2) Fai qualche test per sapere se si compone a una o due colonne e se la carta lascia abbastanza spazio per i margini (qui lascio perdere questi controlli)
                          3) dividi questa somma per tre e assegnando il risultato al margine interno e il doppio al margine esterno (ho barato un po’);
                          4) assegna a \oddsidemargin il valore del margine interno diminuito di un pollice
                          5) assegna a \evensidemargin il valore del margine esterno diminuito di un pollice

                          Questo pollice da sottrarre è un residuo storico perché alla fine degli anni ’70 le stampanti non arrivavano a coprire l’intera larghezza del foglio; si assumeva che le stampanti lasciassero scoperto un pollice di margine, e quindi tanto valeva correggere la larghezza del blocco del testo in modo da prevenire l’effetto della poca copertura eseguita dalle stampanti. Poi c’era anche il mezzo per correggere questa correzione, ma lasciamo perdere.

                          Con geometry, le formule che ha usato inizialmente @zerop e che gli ho consigliato di correggere, si specificano i margini e si lascia che geometry calcoli la larghezza dello specchio di stampa; ma si può operare sempre con geometry specificando per la larghezza una macro che accetta tre argomenti per definire lo specchio: larghezza, altezza e il loro rapporto; basta specificarne due su tre; per esempio {\textwidth,*,10:17} e l’altezza la calcola lui; poi con la stessa tecnica si possono specificare i margini solo che basta specificarne uno solo, per esempio {*.*,1:2} dove il rapporto indicato è fra il margine esterno e quello interno; analogamente per i margini superiore e inferiore {*,*,1:2}; si può specificare una macro per rendere l’altezza specificata o calcolata pari ad un numero intero di righe, in modo da evitare i possibili errori di overfull o underfull vbox ogni volta che si accoda una pagina all’uscita; gli si può specificare se se l’altezza calcolata comprende la testatina e/o il piedino, ma poi geometry fa tutti i calcoli necessari, cioè quelli che fa anche book con le macro riportate da Gustavo o che chiunque potrebbe programmarsi per conto proprio.

                          Quindi anche con geometry si può essere certi che la \textwidth calcolata come multiplo intero della larghezza media dei caratteri sia quella che si desidera. anche con book l’altezza potrebbe venire regolata in modo che sia un multiplo intero di righe di testo composte con il corpo normale.

                          In sostanza, dove non si può intervenire con questi calcoli? Con classi o pacchetti come layaureo, suftesi, toptesi, scrbook, classicthesis, arstecnica, classiclayout e simili. Quelle sono classi e pacchetti del tipo “prendere o lasciare”; anche se sembrano configurabili, lo sono entro un numero limitato di scelte possibili; persino scrbook che sembra altamente configurabile, divide la pagina con il metodo delle strisce e quindi non si potrà mai avere che il margine esterno sia il diverso dal doppio del margine interno; sarà sempre così e non c’è santo che tenga. Solo memoir contiene in sé tutti i comandi possibili per specificare qualunque cosa ed è per questo che è poco usata, perché per avere sottomano ogni aspetto di configurazione bisogna leggersi un malloppo di diverse centinaia di pagine; se si supera questo scoglio (non indifferente) si arriva a concludere che memoir è LA classe per definizione. Ma è difficile da usare. Io preferisco la configurabilità di suftesi, anche se lo è meno di memoir.

                          Scusatemi se l’ho presa alla larga e se ho finito per raccontare una buona parte di quello che ho scritto nel primo capitolo della guida tematica Introduzione alla geometria della pagina. ma lì ci sono le spiegazioni dettagliate che non ho potuto dare qui per limitare la lunghezza del messaggio, già fin troppo lungo.

                        • #105432
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                          Ciao a tutti nuovamente.
                          Sto piano piano facendo tutte le prove che mi avete suggerito. Per ora però devo mollare perché domani ho (forse) l’ultima consegna.
                          In ogni caso sono riuscito all’incirca ad ottenere, grazie a voi, la dimensione corretta della pagina come desiderata dal relatore. Ma….. a me non piace!!
                          Insomma è tutto molto strano perché per me 76 caratteri, la normalità, bastano ed avanzano, risultando perfetti.
                          Con geometry ho ottenuto i fatidici 70 caratteri, ma non mi piace. Ora l’ho ristampata normale e gliela porto. Se va bene, avrò circa 20 giorni per impaginarla bene e poi stamparla. Io la lascerei normale, ma lascio ovviamente decidere a lui.
                          Alla fine il piacere di Latex è di non doversi preoccupare di tutto ciò, infatti a me sembrava perfetto.
                          Vediamo più avanti.
                          In ogni caso ancora vi ringrazio.

                          ps. Scusate, ho un po’ sbagliato 🙂

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