ClassicThesis per una tesi di laurea

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    Ciao a tutti!

    Se n’è accennato diverse volte, ma qui lo chiedo ufficialmente: perché ClassicThesis non è adatto a una tesi di laurea? E perché è sconsisgliabile usarlo soprattutto per una tesi triennale, mentre per una tesi magistrale, specialistica o ancora meglio di dottorato, può andare bene?

    Se ClassicThesis non è adatto, ancor di meno lo è ArsClassica, con la sua forma più slanciata e i suoi fianchi più larghi e così invitanti per le note a margine. O sbaglio?

    Sbizzarritevi e chiaritemi le idee. 🙂

    Grazie,
    Antonio

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    • #67271
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      antonio.macrì” post=66230Ciao a tutti!

      Se n’è accennato diverse volte, ma qui lo chiedo ufficialmente: perché ClassicThesis non è adatto a una tesi di laurea? E perché è sconsisgliabile usarlo soprattutto per una tesi triennale, mentre per una tesi magistrale, specialistica o ancora meglio di dottorato, può andare bene?

      Se ClassicThesis non è adatto, ancor di meno lo è ArsClassica, con la sua forma più slanciata e i suoi fianchi più larghi e così invitanti per le note a margine. O sbaglio?

      Sbizzarritevi e chiaritemi le idee. 🙂

      Grazie,
      Antonio

      Allora, premesso che a me ClassicThesis piace e basta (per via del suo stile così retrò), riporto qui qualche impressione emersa durante una telefonata con Ivan proprio una decina di giorni fa.

      Una tesi triennale è, di fatto, un lavoro molto semplice, che si risolve quasi sempre in una “ricerca” su un argomento lasciata, se tutto va bene, nelle mani dello sventurato laureando alle prese PER LA PRIMA VOLTA con un prodotto “vero” da realizzare. Dico “se tutto va bene” perché ho toccato con mano (non perché insegni all’Università, anche se dieci anni fa ho tenuto due corsi accademici regolari di Teoria musicale, ma le cose erano diverse). Dico “per la prima volta” perché (e qui tocco con mano le cosidette “tesine” di maturità) di fatto è il primo lavoretto da confezionare seguendo dei paletti piuttosto rigidi. Le tesine di maturità sono degli orrori, lasciatemelo dire, almeno finché non si troveranno degli accordi comuni che fissano regole anche per quei lavori.

      Che cambia da una tesina di maturità a una tesi triennale? L’età dello studente, per me. 😉
      Scherzo, naturalmente, ma non troppo: ho dato un’occhiata a certi lavori triennali che, pur nella mia ignoranza sugli argomenti trattati, non concludono un granché. Sono i cosiddetti lavori “compilativi”: una sistemazione più o meno utile di qualcosa scritto da altri. Naturalmente esistono anche qui le mosche bianche. Ma più che bianche sono pervinca.

      Ora: per un elaborato di circa 30-50 pagine, tante quante sono le pagine di un articolo importante in una rivista scientifica, che senso ha uno stile importante come ClassicThesis, che il più delle volte, visto quanto sopra, ammanterebbe di un’aura di eccessiva austerità dei contenuti francamente poveri? (con le dovute eccezioni, s’intende) Un lavoro scritto in questo modo salta certamente all’occhio, e chi lo aprisse, direbbe: ah però, che bello, che elegante, che raffinato! Sì, ma il contenuto? Siamo sicuri che sia all’altezza dell’abito che gli si confeziona addosso? Oppure la cosa sarebbe alla stregua, più probabilmente, di quei simpatici abitandi del contado che il sabato pomeriggio riempiono i centri commerciali di Padova smondando da BMW X6 bianche fiammanti vestiti in tuta lucida e mocassini? 😀

      Ecco il senso della conversazione, che mi può trovare anche d’accordo, fermo restando che a me ClassicThesis piace. In una tesi triennale anche i capitoli sono di troppo, bastano le sezioni. Ecco perché un article sarebbe meglio. E molte altre argomentazioni.

      Ciao
      Tommaso

    • #67272
      lorenzo.pantieri
      Partecipante
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        antonio.macrì” post=66230perché ClassicThesis non è adatto a una tesi di laurea? E perché è sconsisgliabile usarlo soprattutto per una tesi triennale, mentre per una tesi magistrale, specialistica o ancora meglio di dottorato, può andare bene?

        E chi l’ha detto? Per me ClassicThesis è adattissimo per una tesi (di laurea o di dottorato). Magari, meglio se si cambiano i margini, invero esagerati: una riga e il gioco è fatto.

      • #67273
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        Vi ringrazio, Tommaso e Lorenzo.

        Lorenzo, in fondo la penso come te, ma voglio capire le motivazioni di chi è contrario.

        illinguista1972″ post=66243Allora, premesso che a me ClassicThesis piace e basta (per via del suo stile così retrò), riporto qui qualche impressione emersa durante una telefonata con Ivan proprio una decina di giorni fa.

        Una tesi triennale è, di fatto, un lavoro molto semplice, che si risolve quasi sempre in una “ricerca” su un argomento lasciata, se tutto va bene, nelle mani dello sventurato laureando alle prese PER LA PRIMA VOLTA con un prodotto “vero” da realizzare. Dico “se tutto va bene” perché ho toccato con mano (non perché insegni all’Università, anche se dieci anni fa ho tenuto due corsi accademici regolari di Teoria musicale, ma le cose erano diverse). Dico “per la prima volta” perché (e qui tocco con mano le cosidette “tesine” di maturità) di fatto è il primo lavoretto da confezionare seguendo dei paletti piuttosto rigidi. Le tesine di maturità sono degli orrori, lasciatemelo dire, almeno finché non si troveranno degli accordi comuni che fissano regole anche per quei lavori.

        Sono d’accordo che le tesine di maturità sono spesso degli orrori. Ma dal mio punto di vista è proprio per evitare che la gente produca tali mostri, con Word o chi per lui, che ho sempre ritenuto preferibile usare uno stile pronto all’uso, come CT. Diciamo che sono sempre stato nell’ottica di sperare in un aumento della qualità generale degli scritti (quelli “fatti in casa”).
        Probabilmente questo che ho detto non è di alcuna utilità…

        illinguista1972″ post=66243Che cambia da una tesina di maturità a una tesi triennale? L’età dello studente, per me. 😉
        Scherzo, naturalmente, ma non troppo: ho dato un’occhiata a certi lavori triennali che, pur nella mia ignoranza sugli argomenti trattati, non concludono un granché. Sono i cosiddetti lavori “compilativi”: una sistemazione più o meno utile di qualcosa scritto da altri. Naturalmente esistono anche qui le mosche bianche. Ma più che bianche sono pervinca.

        Ora: per un elaborato di circa 30-50 pagine, tante quante sono le pagine di un articolo importante in una rivista scientifica, che senso ha uno stile importante come ClassicThesis, che il più delle volte, visto quanto sopra, ammanterebbe di un’aura di eccessiva austerità dei contenuti francamente poveri? (con le dovute eccezioni, s’intende) Un lavoro scritto in questo modo salta certamente all’occhio, e chi lo aprisse, direbbe: ah però, che bello, che elegante, che raffinato! Sì, ma il contenuto? Siamo sicuri che sia all’altezza dell’abito che gli si confeziona addosso? Oppure la cosa sarebbe alla stregua, più probabilmente, di quei simpatici abitandi del contado che il sabato pomeriggio riempiono i centri commerciali di Padova smondando da BMW X6 bianche fiammanti vestiti in tuta lucida e mocassini? 😀

        Ecco il senso della conversazione, che mi può trovare anche d’accordo, fermo restando che a me ClassicThesis piace. In una tesi triennale anche i capitoli sono di troppo, bastano le sezioni. Ecco perché un article sarebbe meglio. E molte altre argomentazioni.

        Ciao
        Tommaso

        Non generalizzerei dicendo che per una triennale non servono i capitoli. La mia era 110 pagine con corpo in 10pt, stampata con ClassicThesis; credo uscisse almeno 130 pagine se usavo semplicemente la classe book: non è roba da fare con article (o scrartcl). Non vedo inoltre perché non possa andar bene per un elaborato più corto, quand’anche fosse di sole 30 pagine.

        In fondo è solo uno stile, non richiede che l’elaborato abbia una certa struttura, è al di là del numero di capitoli, di parti, di paragrafi, prescinde dalla quantità di testo che si compone.

        Il punto più interessante di quello che dici, e che posso condividere, è che la forma non deve distrarre. Questa a mio avviso è la cosa a cui bisogna porre più attenzione. Non mi sognerei mai di scrivere un articolo scientifico usando CT, stonerebbe non poco in mezzo a tutti gli altri. Ma una tesi triennale si fa una volta sola nella vita (tranne eccezioni) e volerle dare una veste così curata mi pare una scelta più che condivisibile.

        Capisco che sto scrivendo cose che non hanno nulla di scientifico e che probabilmente non dicono davvero nulla, ma non mi sembra sufficientemente forte come motivazione il fatto che in molti casi una tesi triennale non abbia un contenuto rivoluzionario per la storia dell’umanità.

        Continuo a non capire… 😕 Quali sono le “molte altre argomentazioni”?

        Scusate se insisto ma vorrei capire meglio.

        Grazie,
        A.

      • #67274
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        illinguista1972″ post=66243
        Ora: per un elaborato di circa 30-50 pagine, tante quante sono le pagine di un articolo importante in una rivista scientifica, che senso ha uno stile importante come ClassicThesis

        La tesi di Nash era di 28 pagine.
        Scherzi a parte, nella società odierna ove l’apparire conta più del contenuto, usare Classicthesis magari aumenterebbe il punteggio. Poi, diciamolo fuori dai denti, le tesi vengono SFOGLIATE e non LETTE dalla commissione. Quindi l’apparenza vuol dire molto.

      • #67275
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        Vado off topic: vorrei chiedere perchè classicthesis, arsclassica, sufftesi e anthonthesis si basano sul Palatino. Ma vi piace così tanto? Capisco piaccia a quelli delle facoltà umanistiche, ma, lo chiedo ai matematici/ingegneri, per i lavori scientifici pensate realmente che sia piacevole?

      • #67276
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        Tommaso ha già detto tutto quello che penso, e con una chiarezza che non potei eguagliare.
        Ma in tv non danno niente e quindi dico anch’io la mia 😉
        Dove sta il problema? Secondo me da nessuna parte.
        Classicthesis si può usare per una tesi? Sì, si può.
        Tutta la discussione ruota attorno a opinioni e consigli personali.
        Semplicemente a un mio laureando (triennale) sconsiglerei di usare classicthesis (o arsclassica), ma lo lascerei libero di scegliere book, amsbook, scrbook o memoir…o suftesi.
        Non ci sono ragioni per questo, ma solo motivi. I motivi, però, possono avere un fondamento razionale.

        @Antonio se ti serve una legittimazione ad usare classicthesis, difficilmente te la potrò dare io. Ma non sei un mio laureando 🙂
        Quindi se ti piace classicthesis usala. Non serve nemmeno riscriverla. Funziona bene così com’è, con qualche accorgimento.
        Ci sono altre cose che non mi trovano d’accordo. In un elaborato di 30 pagine non userei i capitoli. Non servono.
        Hai fatto una tesi triennale di 110 pagine? Io te l’avrei impedito. Ma non sei stato un mio laureando 🙂

        @zippo Il problema sta proprio lì: l’apparenza. Ma non illuderti che questo influisca sulla valutazione. Una tesi fatta con Word e una con LaTeX hanno sulla commissione lo stesso impatto. E anche se l’impatto fosse diverso, ciò non avrebbe influenza sul giudizio finale, che dipende da relatore e controrelatore (o secondo relatore). I membri della commissione hanno un’unica preoccupazione: che il laureando si sbrighi a fare il suo discorso. Siccome non hanno letto la tesi, non entrano nel merito del giudizio sull’elaborato ma si limitano a giudicare l’esposizione. E in genere, a meno che questa non sia un vero e proprio fallimento, non si oppongono a quanto hanno deciso relatore e controrelatore.

        Come pare aver detto il nostro guru:
        `la cosa che conta di più in un testo è IL testo ! `

        E il testo viene valorizzato dalla forma, non sostituito.
        Il desiderio di produrre un bel testo può far perdere di vista il fine principale, che dovrebbe essere quello di produrre un buon testo

        Ciao
        Ivan

      • #67277
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        Come potete vedere, è solo una questione di gusto.
        Ma, per come la vedo io, chi usa uno stile o l’altro deve usarlo rispettando le intenzioni del suo autore, il che equivale a dire: usare ClassicThesis con le note a margine, dato che la gabbia così stretta trova la propria morte insieme alle note a lato.
        Il che, in una tesi triennale, mi pare francamente un tantino esagerato. ArsClassica le ha eliminate. Lorenzo le ha eliminate. 😉
        Che senso ha caricare uno stile per modificarlo?

        Questa è la mia opinione.

        Ciao
        Tommaso

      • #67278
        admin
        Amministratore del forum
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          Antonio, non hai specificato che tipo di tesi intendi.

          Rimango dell’opinione che classicthesis per tesi scientifiche non sia idoneo. Margini troppo ampi, font inguardabile (per la matematica). Se ci devi togliere questo e quello tanto vale non usarlo. La bellezza (?) di classicthesis sta proprio in quello, che senso ha usarla?

          Con i problemi che poi Miede ha causato, ho un motivo in più per non consigliarlo.

          Ciao
          Orlando

        • #67279
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          ansys” post=66295Antonio, non hai specificato che tipo di tesi intendi.

          Rimango dell’opinione che classicthesis per tesi scientifiche non sia idoneo. Margini troppo ampi, font inguardabile (per la matematica). Se ci devi togliere questo e quello tanto vale non usarlo. La bellezza (?) di classicthesis sta proprio in quello, che senso ha usarla?

          Con i problemi che poi Miede ha causato, ho un motivo in più per non consigliarlo.

          Ciao
          Orlando

          Infatti. Non capisco bene dove stia andando questa discussione. Senza mettere in croce nessuno, lungi da me (che forse saprei a malapena scrivere la prima riga del codice di una classe o un pacchetto), io dico che ClassicThesis funziona benissimo così com’è, e ciascuno può farne l’uso che preferisce (tesi letteraria? benissimo! tesi scientifica? benissimo! documento sulla coltivazione del peperoncino di Campagnola sul Brenta? meglio ancora!). Miede ha deciso per motivi suoi di rendere incompatibile le nuove versioni con le vecchie? Benissimo, ci si adegua, punto e basta.

          Ma non cambiamone il font, non cambiamone i margini, non omettiamo le note a margine, non cambiamone il nome. Usiamo piuttosto altre classi o altri stili o altri pacchetti.

          Di sicuro io, che non so nulla di matematica, per una tesi scientifica con formule e altre cose simili userei un altro font e margini più stretti. Ma non userei ClassicThesis con quest’altro font e questi margini più stretti, perché non sarebbe più ClassicThesis.

          Ciao
          Tommaso

        • #67280
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          illinguista1972″ post=66294Come potete vedere, è solo una questione di gusto.
          Ma, per come la vedo io, chi usa uno stile o l’altro deve usarlo rispettando le intenzioni del suo autore, il che equivale a dire: usare ClassicThesis con le note a margine, dato che la gabbia così stretta trova la propria morte insieme alle note a lato.
          Il che, in una tesi triennale, mi pare francamente un tantino esagerato. ArsClassica le ha eliminate. Lorenzo le ha eliminate. 😉
          Che senso ha caricare uno stile per modificarlo?

          Questa è la mia opinione.

          Ciao
          Tommaso

          Mi sono permesso di modificare i margini di classicthesis solamente una volta. Spesso invece modifico quelli di arsclassica
          `\areaset[5mm]{312pt}{699pt}`
          per ripristinare quelli di classicthesis
          `\areaset[current]{336pt}{750pt}`
          Ma a quelli di CT ormai sono abituato e non li cambio più. ArsClassica ha margini più stretti di quelli di CT.

          ansys” post=66295Antonio, non hai specificato che tipo di tesi intendi.

          Rimango dell’opinione che classicthesis per tesi scientifiche non sia idoneo. Margini troppo ampi, font inguardabile (per la matematica). Se ci devi togliere questo e quello tanto vale non usarlo. La bellezza (?) di classicthesis sta proprio in quello, che senso ha usarla?

          Con i problemi che poi Miede ha causato, ho un motivo in più per non consigliarlo.

          Ciao
          Orlando

          Come font per la matematica puoi usare sia l’euler (un font praticamente dritto) che mathpazo (praticamente il Palatino corsivo): quest’ultimo mi sembra (molto più) adatto (ma noto che Lorenzo usa l’euler nel suo Funzioni/Distribuzioni). Quanto ai margini, vedi cosa ho già scritto a Tommaso.

          ivan” post=66291Tommaso ha già detto tutto quello che penso, e con una chiarezza che non potei eguagliare.
          Ma in tv non danno niente e quindi dico anch’io la mia 😉
          Dove sta il problema? Secondo me da nessuna parte.
          Classicthesis si può usare per una tesi? Sì, si può.
          Tutta la discussione ruota attorno a opinioni e consigli personali.
          Semplicemente a un mio laureando (triennale) sconsiglerei di usare classicthesis (o arsclassica), ma lo lascerei libero di scegliere book, amsbook, scrbook o memoir…o suftesi.
          Non ci sono ragioni per questo, ma solo motivi. I motivi, però, possono avere un fondamento razionale.

          @Antonio se ti serve una legittimazione ad usare classicthesis, difficilmente te la potrò dare io. Ma non sei un mio laureando 🙂
          Quindi se ti piace classicthesis usala. Non serve nemmeno riscriverla. Funziona bene così com’è, con qualche accorgimento.
          Ci sono altre cose che non mi trovano d’accordo. In un elaborato di 30 pagine non userei i capitoli. Non servono.
          Hai fatto una tesi triennale di 110 pagine? Io te l’avrei impedito. Ma non sei stato un mio laureando 🙂

          @zippo Il problema sta proprio lì: l’apparenza. Ma non illuderti che questo influisca sulla valutazione. Una tesi fatta con Word e una con LaTeX hanno sulla commissione lo stesso impatto. E anche se l’impatto fosse diverso, ciò non avrebbe influenza sul giudizio finale, che dipende da relatore e controrelatore (o secondo relatore). I membri della commissione hanno un’unica preoccupazione: che il laureando si sbrighi a fare il suo discorso. Siccome non hanno letto la tesi, non entrano nel merito del giudizio sull’elaborato ma si limitano a giudicare l’esposizione. E in genere, a meno che questa non sia un vero e proprio fallimento, non si oppongono a quanto hanno deciso relatore e controrelatore.

          Come pare aver detto il nostro guru:
          `la cosa che conta di più in un testo è IL testo ! `

          E il testo viene valorizzato dalla forma, non sostituito.
          Il desiderio di produrre un bel testo può far perdere di vista il fine principale, che dovrebbe essere quello di produrre un buon testo

          Ciao
          Ivan

          Grazie, ora mi è più chiara la faccenda.

          Quando ho letto che non è adatto o che non dovrebbe essere usato, ho cominciato a pensare che ci siano ragioni (di ordine “tipografico” o “editoriale”, diciamo così) per non farlo. Mi sono comunque limitato a chiedere le vostre motivazioni.

          Non mi serve una legittimazione a usare CT (l’ho fatto e continuerò a farlo), né a riscriverla (sono deciso a farlo). Volevo solo capire se e perché non dovrei farlo.

          Provo a tirare le fila del discorso, dal mio punto di vista. Il problema, in generale, è come si pone il laureando nei confronti della sua tesi. Nel senso che può rimanere abbagliato dalla forma e trascurare il contenuto. E magari anche chi la legge può cadere nello stesso tranello. Dal punto di vista “tecnico”, invece, l’unica questione rimane sulle note a margine: secondo alcuni, siccome CT è pensato con le note a margine, un lavoro che non le richieda, come per esempio una tesi, non usa appieno lo stile.

          Forse rimane anche il fatto che con una gabbia più larga viene facilitato l’inserimento di codici o formule matematiche, ma non credo sia un punto caratterizzante.

          Grazie,
          Antonio

        • #67281
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          illinguista1972″ post=66296

          Antonio, non hai specificato che tipo di tesi intendi.

          Rimango dell’opinione che classicthesis per tesi scientifiche non sia idoneo. Margini troppo ampi, font inguardabile (per la matematica). Se ci devi togliere questo e quello tanto vale non usarlo. La bellezza (?) di classicthesis sta proprio in quello, che senso ha usarla?

          Con i problemi che poi Miede ha causato, ho un motivo in più per non consigliarlo.

          Ciao
          Orlando

          Infatti. Non capisco bene dove stia andando questa discussione. Senza mettere in croce nessuno, lungi da me (che forse saprei a malapena scrivere la prima riga del codice di una classe o un pacchetto), io dico che ClassicThesis funziona benissimo così com’è, e ciascuno può farne l’uso che preferisce (tesi letteraria? benissimo! tesi scientifica? benissimo! documento sulla coltivazione del peperoncino di Campagnola sul Brenta? meglio ancora!). Miede ha deciso per motivi suoi di rendere incompatibile le nuove versioni con le vecchie? Benissimo, ci si adegua, punto e basta.

          Ma non cambiamone il font, non cambiamone i margini, non omettiamo le note a margine, non cambiamone il nome. Usiamo piuttosto altre classi o altri stili o altri pacchetti.

          Di sicuro io, che non so nulla di matematica, per una tesi scientifica con formule e altre cose simili userei un altro font e margini più stretti. Ma non userei ClassicThesis con quest’altro font e questi margini più stretti, perché non sarebbe più ClassicThesis.

          Ciao
          Tommaso

          Avete ragione, potevo puntualizzare: intendo tesi scientifiche, ma senza precisare triennale, magistrale o cosa.

          Sono in totale disaccordo sul fatto che CT funziona bene così com’è. E sul fatto che ci si adegua e basta.

          Ma parlando di font vi riferite (tu e Orlando) al Palatino per il testo o all’Euler per la matematica? Per la matematica, mathpazo mi sembra vada benissimo. Per il Palatino, anche qui: esistono motivi di ordine storico, tipografico o chessoio, per cui il Palatino non è adatto a un lavoro scientifico?


          @zippo
          : a me il Palatino piace… 🙂

          Grazie ancora,
          Antonio

        • #67282
          lorenzo.pantieri
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            illinguista1972″ post=66296Ma non cambiamone il font, non cambiamone i margini, non omettiamo le note a margine, non cambiamone il nome. Usiamo piuttosto altre classi o altri stili o altri pacchetti.

            Non sono d’accordo. Il layout comprende un sacco di cose (font, geometria e stile di pagina, formato di didascalie, elenchi, titoli, indici…). Se i margini di uno stile non piacciono (quelli di ClassicThesis sono esagerati per molti documenti) si cambiano, basta una riga.

            Buttare via uno stile perché non piacciono i margini è come buttar via un vestito perché non piacciono i bottoni, o una macchina perché non piace il portacenere.

            Sui font il problema è più grosso: Claudio ha fatto notare, in modo convincente, come i font Euler, che non sono corsivi, non si prestino (o si prestino male) a comporre documenti in accordo con le norme UNI. Questo potrebbe essere un problema per alcuni tipi di tesi (in ingegneria, per esempio). In questo caso si possono usare i Palatino per la matematica.

            Riguardo a al fatto che una tesi triennale è di poche decine di pagine e non debba avere capitoli, non vedo il problema. Che sappia io, ClassicThesis è compatibilissimo con la classe article di KOMA, e si usa quella.

            Ciao,
            L.

          • #67283
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            Ho presentato oggi la tesi al mio controrelatore. Mi ha chiesto esplicitamente come avessi sviluppato il testo, perché l’ha trovato molto gradevole. Ovviamente tutto questo è avvenuto dopo la discussione della tesi. Lui insegna Ingegneria degli algoritmi, quindi non è proprio un linguista. Ad ogni modo è un’opinione come un’altra, che di certo non vale di più o di meno della vostra.

            Ancora grazie per gli utili suggerimenti =)

            Ciao,
            Manuel

          • #67284
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            lorenzo.pantieri” post=66262

            perché ClassicThesis non è adatto a una tesi di laurea? E perché è sconsisgliabile usarlo soprattutto per una tesi triennale, mentre per una tesi magistrale, specialistica o ancora meglio di dottorato, può andare bene?

            E chi l’ha detto? Per me ClassicThesis è adattissimo per una tesi (di laurea o di dottorato). Magari, meglio se si cambiano i margini, invero esagerati: una riga e il gioco è fatto.

            Buongiorno e Buon Anno,

            sono un principiante. Mi piacerebbe appunto cambiare un po’ i margini, ma nonostante alcune prove la riga di comando cui si fa riferimento non sono riuscito a identificarla/implementarla. Mi potete dare una mano? Grazie! Marco

          • #67285
            lorenzo.pantieri
            Partecipante
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              http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/ClassicThesis.pdf

              Cerca \areaset.

              Ti suggerisco di scrivere
              `\areaset[current]{336pt}{750pt}
              \setlength{\marginparwidth}{7em}
              \setlength{\marginparsep}{2em}
              `
              dopo aver caricato ClassicThesis e di non usare le note a margine.

              Ciao,
              L.

            • #67286
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              Molte grazie!
              M.

            • #67287
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              lorenzo.pantieri” post=67365http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/ClassicThesis.pdf

              Cerca \areaset.

              Ti suggerisco di scrivere
              `\areaset[current]{336pt}{750pt}
              \setlength{\marginparwidth}{7em}
              \setlength{\marginparsep}{2em}
              `
              dopo aver caricato ClassicThesis e di non usare le note a margine.

              Ciao,
              L.

              Lorenzo ti chiedo scusa, ma a me risulta che quella è già la gabbia di ClassicThesis (A4, Palatino):
              `\ifthenelse{\boolean{@a5paper}}%
              {% A5

              }{% A4
              \ifthenelse{\boolean{@minionpro}}%
              {

              }{% Palatino or other
              \PackageInfo{classicthesis}{A4 paper, Palatino or other}
              \areaset[current]{336pt}{750pt} % ~ 336 * factor 2 + 33 head + 42 \the\footskip
              % \areaset{336pt}{761pt} % 686 (factor 2.2) + 33 head + 42 head \the\footskip 10pt
              \setlength{\marginparwidth}{7em}%
              \setlength{\marginparsep}{2em}%
              }%
              }`
              Forse pure Miede ha seguito il tuo consiglio 😉

              Ciao

            • #67288
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              Ho cambiato le prime due misure a 312 e 624 e settato anche lo headsep a 36 e ho ottenuto quello che cercavo. Grazie!

            • #67289
              lorenzo.pantieri
              Partecipante
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                C’è qualcosa che non mi torna. I valori:
                `\areaset[current]{336pt}{750pt}
                \setlength{\marginparwidth}{7em}
                \setlength{\marginparsep}{2em}%
                `
                sono quelle dell’ultima versione dell’Arte, che aveva la (grossa) novità di allargare la gabbia e di eliminare le note a margine (giusto Tommaso?). Ho una vecchia versione di ClassicThesis in cui i valori sono:
                `\areaset[current]{336pt}{750pt}
                \setlength{\marginparwidth}{7em}
                \setlength{\marginparsep}{2em}%`
                D’accordo che è difficile star dietro a quello che combina Miede: ma davvero ha cambiato idea e ha allargato anche lui la gabbia?

                Grazie,
                L.

              • #67290
                OldClaudio
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                  Per carità, non prendete quello che sto per dire per nient’altro che un’opinione personale, ma ci sono due o tre cose che si trascinano da tempo con la discussione su classic thesis e anthosthesis.

                  Miede, Lorenzo, Antonio, e gli altri partecipanti a questa discussione, tutti sappiamo che la giustezza del testo principlae e della gabbia va scelto in modo che le righe normali di testo non siano né troppo lunghe né troppo corte; Bringhurst parala di 66±6 caratteri per riga; poi naturalmente è possibile qualche aggiustamento, ma senza andare troppo lontano da questi numeri magici. Poiché il sistema TeX è in grado di dare le proprie misure interne in punti tipografici inglesi (72,27pt al pollice di 25,4mm) spesso le giustezze e le altezze sono date in punti invece che in millimetri o altre unità più facilmente digeribili. è vero che approssimativamente tre punti fanno un millimetro (l’errore è del 5%) e leggere una misura in punti e dividerla mentalmente per tre non è un gran problema, ma è innaturale, specialmente quando dobbiamo mettere la gabbia sulla pagina,che di fatto è sempre una pagina A4, visto che la carta per el nostre stampanti ha quel formato e quelle dimensioni: 210mm per 297mm.

                  Allora quando leggo che Miede sembra tornato suo suoi passi con una gabbia uguale a quella di Lorenzo e questa misura 336pt per 750pt, mentalmente la trasformo in circa 112mm per 250mm e mi rendo conto di quanto spazio avanza per i margini superiore e inferiore, e di quanto spazio resti per i margini interno ed esterno. Finché ho le misure in punti non me ne rendo conto; la divisione per tre mi da una buona stima ma non è esatta. Tuttavia, volendo, ci si fa l’abitudine.

                  Trovo invece sbagliato concettualmente specificare la larghezza delle note marginali e la loro distanza dalla gabbai in em, che è una misura legata al font in uso e non alle dimensioni della pagina o dei margini. Questo significa che se uso il Times invece del Palatino le note marginali vengono più strette (per la comodità di lettura è più stretta anche la gabbia, ma quello è un altro discorso). Anche il rientro del capoverso è spesso specificato in 1,5em il che significa che due capoversi successivi, di cui il secondo costituisce una annotazione scritta in corpo minore, hanno rientri diversi. Questa non è buona tipografia, e diverse documentazioni fra quelle che sono nella distribuzione del sistema TeX stigmatizzano questo errore.

                  Volendo sembrare dei tipografi sarebbe meglio esprimere lunghezze in pica, visto che 1pc=12pt è una misura assoluta, e non relativa al corpo del font in uso; di fatto in copro 12pt 1pc =1em, ma scrivendo un capoverso in copro minore 1pc continua a valore 12pt mentre 1em cambia valore.

                  In altri termini, io per non copiare Miede e le sue idiosincrasie, specificherei:
                  `
                  \areaset[current]{118mm}{264mm}
                  \setlength{\marginparwidth}{25mm}
                  \setlength{\marginparsep}{7mm}%
                  `
                  Vedrei comunque che la la gabbia è più alta di un doppio quadro (suppongo che contenga anche almeno le testatine, se non anche il piedino) ; vedrei che devo ripartire i 33 mm restanti in verticale fra il margine superiore e quello inferiore; che in orizzontale ho 150mm complessivi fra gabba e note marginali e devo piazzarli in modo da ripartire i 60mm restanti fra margine interno ed esterno; potrei anche decidere che i 25mm per le note marginali, se proprio le voglio usare, sono allargabili anche a 30mm o a 35 mm, visto che lo spazio è abbondante.

                  Ragionando in punti, io mi sento a disagio; chi si ricorda che la pagina A4 è larga 598pt e alta 845pt? Va bene, potrei arrotondare a 600pt per 850pt, ma perché dovrei farlo?

                  Allora queste sono idiosincrasie mie e non le voglio imporre a nessun;, però vorrei invitare tutti a ripensare onestamente quanto sia meglio se tutti ragionassimo in millimetri piuttosto che in punti, tranne, lo concedo, quando parliamo dei corpi dei font; la tradizione è troppo radicata, ma non la estenderei anche alle dimensioni della pagina, della gabbia, e delle altre grandi dimensioni che compaiono nella definizione della geometria della pagina. Se vogliamo capirci dare le misure in millimetri è immediato, darle in punti o in em o in pica o in cicero è un po’ esoterico, anche se sembra essere del mestiere.

                • #67291
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                  Ciao!

                  Non conosco la storia di CT, quindi potrei aver detto una stupidaggine.

                  Volevo solo far presente a Lorenzo che CT ha già quella gabbia, senza considerazioni. Avevo già notato che ArsClassica ha una gabbia più piccola di ClassicThesis e che mi sembra che l’Arte usa ArsClassica ma ripristina la gabbia di CT. Se AC abbia ridotto la gabbia rispetto a CT, o se CT l’abbia aumentata in seguito, sinceramente non lo so.

                  Quanto alle unità di misura, per anthosthesis avevo pensato di specificare nel codice tutte le misure in pt (e non mischiare pt e em), soprattutto perché alcune dimensioni sono intere se espresse in punti (o quasi intere: testatine e piedini, \topskip, \baselineskip) e trovavo più comodo mantenerle tali anziché convertirle in un numero frazionario (con troppo decimali) di mm.

                  È anche vero che con i mm ci si rende conto meglio: per questo avevo pensato di mostrare nella documentazione anche i corrispondenti in mm.

                  A differenza di CT, anthosthesis ha un PDF in cui documento il codice, spiego le scelte fatte: mi sembra un buon modo di procedere.
                  Opinione personalissima e modestissima.

                  Ciao,
                  Antonio

                • #67292
                  OldClaudio
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                    Antonio, sai che apprezzo molto quello che stai facendo. Per altro ricordati che un pt è circa un terzo di millimetro e quando specifichi quel che ti pare in millimetri con un solo decimale hai una precisione maggiore che specificando le dimensioni con valori interi di punti.
                    La trasformazione interna in punti è fatta da pdtex per sé stesso, e mantiene un precisione assoluta di 2^{-16}, in pratica l’errore di conversione avviene sulla 5 decimale dopo la virgola del valore in punti che, da ingegnere a ingegnere, sai bene che non conta niente.
                    Quando anche misuri la lunghezza dell’alfabeto in millimetri, quanto è davvero importante che le 26 lettere minuscole formino una stringa lunga 42,34567mm piuttosto che 43mm? e se decidi di moltiplicare quella lunghezza per 65/26 =2,5, per avere 65 caratteri in una riga, che importanza ha che questa sia lunga 107,5mm piuttosto che 108 mm? Tanto più trascurabile quando ci si ricorda che il numero di Bringhurst ha una tolleranza di ±10%.

                    Certo, internamente per cose piccole come l’altezza ‘headhight e la distanza \headsep puoi ragionare in punti, ma a livello di gabbia tu stesso leggi meglio quello che fai se lavori in millimetri. Pensaci.

                    Aggiungo una stupidagine: i millimetri sono SI, i punti non lo sono 😀

                    Ciao
                    Claudio

                  • #67293
                    lorenzo.pantieri
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                      antonio.macrì” post=67452Volevo solo far presente a Lorenzo che CT ha già quella gabbia, senza considerazioni. Avevo già notato che ArsClassica ha una gabbia più piccola di ClassicThesis e che mi sembra che l’Arte usa ArsClassica ma ripristina la gabbia di CT. Se AC abbia ridotto la gabbia rispetto a CT, o se CT l’abbia aumentata in seguito, sinceramente non lo so.

                      Da quanto scrivi, Miede si è convertito alla mia gabbia (quella della nuova Arte). Non ho ancora aggiornato il ArsClassica su CTAN: quando lo farò, sembrerà che sia io che sono andato dietro a Miede, mentre è il contrario!

                      Riguardo ai punti o millimetri, è in fondo questione di gusti (personalmente preferisco il “punto” per ragioni di cuore: i millimetri si usano dappertutto, i “punti” sono in tipografia).

                      Invece la faccenda di “em” è più seria: non andrebbero usate per la gabbia unità che dipendono dal font. Correggerò quando aggiorno il pacchetto (e anche Miede dovrebbe fare così).

                      Ah, se cercate sul dizionario del GuIT l’espressione “convitato di pietra” , ci troverete la faccia di André (tante sono le volte che abbiamo parlato di lui, qui). ;-)))

                    • #67294
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                      Ciao Claudio, ti ringrazio e ti chiedo scusa se rispondo solo ora, ma sono sotto esami…

                      …e inoltre ho pensato a quello che dici. Prenderò i dati in pt (più o meno interi per \headheight & Co.), farò la maggior parte dei calcoli in pt, ed effettuerò la conversione in mm alla fine. Poter leggere le dimensioni in millimetri è fuor di dubbio, ne convengo: nel codice userò i millimetri per la gabbia e le note a margine.

                      Antonio

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