- Questo topic ha 44 risposte, 4 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 14 anni, 9 mesi fa da
agodemar.
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CreatoreTopic
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4 Marzo 2011 alle 16:20 #56596::
Uso Latex da poco ma ne sono entusiasta e vorrei usarlo per le mie ricerche.
Vorrei sapere come scrivere i diacritici che si usano nella translitterazione del sanscrito: la s accentata, le lettere con puntino sotto, le vocali con trattino sopra.
Una volta scritto nel preambolo quale pacchetto usare cosa devo scrivere per produrre questi segni?
Grazie a tutti!
P.
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CreatoreTopic
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AutoreRisposte
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4 Marzo 2011 alle 16:52 #56597::
Uso Latex da poco ma ne sono entusiasta e vorrei usarlo per le mie ricerche.
Vorrei sapere come scrivere i diacritici che si usano nella translitterazione del sanscrito: la s accentata, le lettere con puntino sotto, le vocali con trattino sopra.
Una volta scritto nel preambolo quale pacchetto usare cosa devo scrivere per produrre questi segni?Benvenuto! Non hai bisogno di niente:
`\'{s} \={a} \={\i} \d{a} \.{n} \~{n} \d{\={R}}`
Occhio solo a \={i}, perché altrimenti il trattino va sopra il puntino. Il puntino sotto e il trattino sopra vanno scritti come nell’ultimo esempio. Non che sappia di traslitterazione del sanscrito, ho guardato su Wikipedia. Se ti occorresse qualcos’altro, siamo qui; magari indica fonti più autorevoli.Ciao
Enrico
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4 Marzo 2011 alle 18:01 #56598::
Ciao e benvenuto anche da parte mia.
Io ho qualche rudimento di Sanscrito e ne ho studiato la pronuncia e la traslitterazione. Essendo anche un appassionato di TeX e LaTeX ho anche approfondito le varie possibilità di comporre documenti che includessero sia i caratteri sanscriti che le traslitterazioni in caratteri occidentali.
In base alla mia esperienza, il pacchetto di estensione che ti aiuterà e ti offrirà strumenti di lavoro sopraffini è devanagari, detto anche Velthuis Devanagari for TeX, dal nome dell’autore. Lo trovi qui: http://www.ctan.org/tex-archive/language/devanagari/velthuis/. La guida all’uso è qui: http://ftp.uniroma2.it/TeX/language/devanagari/velthuis/doc/generic/velthuis/manual.pdf.
Ho usato questo pacchetto nel lontano 2000, in un’epoca in cui alcuni strumenti di lavoro attuali non esistevano ancora. Oggi il pacchetto devanagari dovrebbe essere abbastanza agevole da usare, anche per un neofita. Va studiato attentamente il manuale d’uso, come se fosse un libro delle Upanishad 🙂 😀
Se hai bisogno di aiuto chiedi pure.Ciao,
Agostino
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4 Marzo 2011 alle 18:04 #56599
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4 Marzo 2011 alle 20:59 #56600::
Ciao e benvenuto anche da parte mia.
Io ho qualche rudimento di Sanscrito e ne ho studiato la pronuncia e la traslitterazione. Essendo anche un appassionato di TeX e LaTeX ho anche approfondito le varie possibilità di comporre documenti che includessero sia i caratteri sanscriti che le traslitterazioni in caratteri occidentali.
In base alla mia esperienza, il pacchetto di estensione che ti aiuterà e ti offrirà strumenti di lavoro sopraffini è devanagari, detto anche Velthuis Devanagari for TeX, dal nome dell’autore. Lo trovi qui: http://www.ctan.org/tex-archive/language/devanagari/velthuis/. La guida all’uso è qui: http://ftp.uniroma2.it/TeX/language/devanagari/velthuis/doc/generic/velthuis/manual.pdf.
Ho usato questo pacchetto nel lontano 2000, in un’epoca in cui alcuni strumenti di lavoro attuali non esistevano ancora. Oggi il pacchetto devanagari dovrebbe essere abbastanza agevole da usare, anche per un neofita. Va studiato attentamente il manuale d’uso, come se fosse un libro delle Upanishad 🙂 😀
Se hai bisogno di aiuto chiedi pure.Ciao,
AgostinoNaturalmente non va trascurata la possiblità di usare XeLaTeX per scrivere testo in sanscrito (devanāgarī):
`\documentclass[a4paper]{article}
\usepackage{fontspec}
\setmainfont{Linux Libertine O}
\newfontfamily{\sanskritfont}{Devanagari MT}\usepackage{polyglossia}
\setmainlanguage{italian}
\setotherlanguage{sanskrit}\begin{document}
\noindent Testo in sanscrito?
\begin{quote}
\begin{otherlanguage}{sanskrit}
मैं काँच खा सकता हूँ, मुझे उस से कोई पीडा नहीं होती.
मी काच खाऊ शकतो, मला ते दुखत नाही.
काचं शक्नोम्यत्तुम् । नोपहिनस्ति माम् ॥
\end{otherlanguage}
\end{quote}
Chissà che vuol dire!\end{document}`
Ciao
Enrico
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4 Marzo 2011 alle 23:39 #56601::
Meraviglie dei font unicode.
http://www.user.uni-hannover.de/nhtcapri/combining-marks.html.Ciao,
Agostino
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5 Marzo 2011 alle 10:17 #56602::
Vi rispondo ancora prima di andarmi a vedere bene tutto quanto mi avete segnalato perché voglio ringraziarvi della velocità e della precisione delle risposte.
Adesso mi metto a studiare tutto per bene ma intanto vi dico che in questi ultimi giorni ho provato a utilizzare questo package http://www.ctan.org/tex-archive/language/sanskrit/ che sembra fatto apposta per usare il devanagari e il translitterato.
Ho però qualche problema a capire come installarlo e quindi a usare i comandi per ottenere il testo translitterato: non sono un mago del pc ma ho letto il manuale e ho seguito le istruzioni, tuttavia non riesco a farlo funzionare come dovrebbe.
Per ora grazie davvero Enrico, grazie davvero Agostino!
Mi metto a studiare e poi vi faccio sapere come va’!
Ciao!
P.
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5 Marzo 2011 alle 10:29 #56603::
Aggiungo che per l’installazione del package sanskrit che citavo sopra ho avuto qualche problema.
Uso Ubuntu e ho provato a copiare la cartella sanskrit nella tfm/tex/latex ma mi dice che non ho l’autorizzazione per farlo.
E se creo il documento nella stessa cartella in cui c’è sanskrit non ottengo i risultato sperati.
Magari qualcuno conosce questo package e può aiutarmi a capire step by step come installarlo e farlo funzionare visto che le potenzialità mi sembrano.
Grazie ancora a tutti!
Ciao,
P.
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5 Marzo 2011 alle 11:08 #56604::
Aggiungo che per l’installazione del package sanskrit che citavo sopra ho avuto qualche problema.
Uso Ubuntu e ho provato a copiare la cartella sanskrit nella tfm/tex/latex ma mi dice che non ho l’autorizzazione per farlo.
E se creo il documento nella stessa cartella in cui c’è sanskrit non ottengo i risultato sperati.
Magari qualcuno conosce questo package e può aiutarmi a capire step by step come installarlo e farlo funzionare visto che le potenzialità mi sembrano.
Grazie ancora a tutti!
Ciao,
P.Non credo che tu debba installare nulla: il pacchetto appartiene già alla TeX Live.
Ti segnalo anche questa discussione e questo blog
Ciao
Enrico
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5 Marzo 2011 alle 12:48 #56605::
Uso Latex da poco ma ne sono entusiasta e vorrei usarlo per le mie ricerche.
Vorrei sapere come scrivere i diacritici che si usano nella translitterazione del sanscrito: la s accentata, le lettere con puntino sotto, le vocali con trattino sopra.
Una volta scritto nel preambolo quale pacchetto usare cosa devo scrivere per produrre questi segni?Benvenuto! Non hai bisogno di niente:
`\'{s} \={a} \={\i} \d{a} \.{n} \~{n} \d{\={R}}`
Occhio solo a \={i}, perché altrimenti il trattino va sopra il puntino. Il puntino sotto e il trattino sopra vanno scritti come nell’ultimo esempio. Non che sappia di traslitterazione del sanscrito, ho guardato su Wikipedia. Se ti occorresse qualcos’altro, siamo qui; magari indica fonti più autorevoli.Ciao
EnricoCaro Enrico,
un ringraziamento particolare perché mi sono messo a usare i comandi che mi segnali e funziona tutto alla grande!
La mia domanda ti sarà sembrata super stupida ma sono davvero un neofita… ma queste sono le cose che rendono LaTeX entusiasmante!Grande!
P.
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5 Marzo 2011 alle 13:23 #56606::
In effetti il link http://tex.stackexchange.com/questions/2576/getting-started-to-xetex-for-devangari
suggerito da Enrico mi sembra un ottimo punto di partenza.
Io se dovessi iniziare da zero considererei la possibilità di usare XeLaTeX e scrivere il mio sorgente con input unicode. Ad esempio: āsīdrājā nalo nāma vīrsenasuto balī. Il vantaggio di compilare XeLaTeX è proprio quello di non dover ricorrere a delle macro per comporre i segni diacritici.
C’è il problema di immettere da tastiera quei caratteri. Io farei una copia di quelli che mi servono (cercando su internet qualche tabella di caratteri unicode) inserendoli bel mio testo alla bisogna.Ciao,
Agostino
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6 Marzo 2011 alle 10:18 #56607::
Ciao e benvenuto anche da parte mia.
Io ho qualche rudimento di Sanscrito e ne ho studiato la pronuncia e la traslitterazione. Essendo anche un appassionato di TeX e LaTeX ho anche approfondito le varie possibilità di comporre documenti che includessero sia i caratteri sanscriti che le traslitterazioni in caratteri occidentali.
In base alla mia esperienza, il pacchetto di estensione che ti aiuterà e ti offrirà strumenti di lavoro sopraffini è devanagari, detto anche Velthuis Devanagari for TeX, dal nome dell’autore. Lo trovi qui: http://www.ctan.org/tex-archive/language/devanagari/velthuis/. La guida all’uso è qui: http://ftp.uniroma2.it/TeX/language/devanagari/velthuis/doc/generic/velthuis/manual.pdf.
Ho usato questo pacchetto nel lontano 2000, in un’epoca in cui alcuni strumenti di lavoro attuali non esistevano ancora. Oggi il pacchetto devanagari dovrebbe essere abbastanza agevole da usare, anche per un neofita. Va studiato attentamente il manuale d’uso, come se fosse un libro delle Upanishad 🙂 😀
Se hai bisogno di aiuto chiedi pure.Ciao,
AgostinoCaro Agostino,
grazie davvero delle tue indicazioni! Approfitto della tua disponibilità sperando di non disturbarti!
Sono andato a scaricarmi il package e ho letto il manuale.
Se mi permetti, visto che hai studiato un po’ di sanscrito, entrerò un po’ più nel dettaglio.
Premetto che le indicazioni di Enrico mi sono state utilissime per la translitterazione, ma di questo parlerò in un altro messaggio.Sono stato un utente passivo si Windows+Office Word per anni e adesso che ho scoperto Latex e Linux mi sembra di vivere in un altro mondo, affascinante e incredibile!
La possibilità di inserire i caratteri devanagari nei miei lavori è un’opportunità eccezionale che con Word Office non era contemplata per i miliardi di problemi di impaginazione etc.Ho guardato il manuale per il package che mi ha segnalato ma non riesco a capire molte cose.
Caricando il pacchetto riesco a produrre testi in devanagari ma, come ben sai, per questo tipo di scrittura il problema non è scrivere il segno grafico di una lettera (di un fonema) ma il fatto che, nelle parole, questi segni si combinano in modo diverso da come sarebbero scritti isolatamente.Nel manuale vengono dati una serie di comandi che però non producono gli effetti desiderati.
Uso il pc da molti anni ma mi rendo conto di averlo sempre usato, come ti dicevo, in modo passivo e inconsapevole: sono sicuro quindi di commettere molti errori nel trattare questa materia e forse scrivo questioni davvero superficiali.
Potresti darmi qualche indicazione a riguardo?
Per esempio, nel manuale trovo solo un esempio di preambolo e pur scrivendolo non riesco a visualizzare il devanagari correttamente.
Forse non ho installato bene il pacchetto?Insomma, SOS… 🙂
Ciao.
P.
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6 Marzo 2011 alle 10:31 #56608::
In effetti il link http://tex.stackexchange.com/questions/2576/getting-started-to-xetex-for-devangari
suggerito da Enrico mi sembra un ottimo punto di partenza.
Io se dovessi iniziare da zero considererei la possibilità di usare XeLaTeX e scrivere il mio sorgente con input unicode. Ad esempio: āsīdrājā nalo nāma vīrsenasuto balī. Il vantaggio di compilare XeLaTeX è proprio quello di non dover ricorrere a delle macro per comporre i segni diacritici.
C’è il problema di immettere da tastiera quei caratteri. Io farei una copia di quelli che mi servono (cercando su internet qualche tabella di caratteri unicode) inserendoli bel mio testo alla bisogna.Ciao,
AgostinoQuesta questione è davvero interessante.
Devo approfondire questo XeLaTeX perché ho dato solo una lettura veloce, ma credo possa essere una soluzione interessante.
Conosco chi sta dietro a queste questioni dell’uso di LaTeX e credo sia davvero gente competente.
Ti espongo allora qualche dubbio/richiesta.La prima questione riguarda il testo translitterato.
Il metodo segnalato da Enrico è interessante ma un po’ macchinoso.
Voglio dire che se in un testo devo scrivere molte parole sanscrite diventa piuttosto complicato. Non fraintendermi, il risultato è spettacolare e la fatica è ricompensata da una serie di motivo che di certo tu conosci meglio di me riguardi a LaTeX.
Però, dai manuali che ho letto a proposito di pacchetti come sanskrit e devnag c’è la possibiltà di inserire i diacritici in modo più veloce.
Credo che questo XeLaTeX possa sì essere la soluzione visto che usa UNICODE. Finora ho lavorato in ambiente Windows con Word Office e basta attribuire un comando da tastiera ai diacritici per inserirli come quando si fa una lettera maiuscola.
Tu per esempio come hai fatto a scrivere qui āsīdrājā nalo nāma vīrsenasuto balī?
Volevo quindi scaricarmi XeLaTeX e provare a usarlo per i miei testi.
Puoi darmi qualche indicazione su come fare? Quale editor è meglio usare? Quali pacchetti installare?
Nel preambolo riportato in http://tex.stackexchange.com/questions/2576/getting-started-to-xetex-for-devangari ci sono molti elementi e alcuni di questi sono per me sconosciuti (anche questo polyglossia).
Vorrei installare tutto per benino e magari tu puoi darmi qualche dritta su come impostare il tutto: faccio queste cose un po’ “fai da te” ma vorrei imparare come si fa per poi poter utilizzare questi strumenti al meglio.Grazie ancora della disponibilità… spero di non averne abusato… 🙂
🙂 🙂
P.
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6 Marzo 2011 alle 10:41 #56609::
Aggiungo che per l’installazione del package sanskrit che citavo sopra ho avuto qualche problema.
Uso Ubuntu e ho provato a copiare la cartella sanskrit nella tfm/tex/latex ma mi dice che non ho l’autorizzazione per farlo.
E se creo il documento nella stessa cartella in cui c’è sanskrit non ottengo i risultato sperati.
Magari qualcuno conosce questo package e può aiutarmi a capire step by step come installarlo e farlo funzionare visto che le potenzialità mi sembrano.
Grazie ancora a tutti!
Ciao,
P.Non credo che tu debba installare nulla: il pacchetto appartiene già alla TeX Live.
Ti segnalo anche questa discussione e questo blog
Ciao
EnricoCaro Enrico, mi hai segnalato cose davvero preziose!!!
Conosco per fama alcuni di quelli che lavorano dietro questi blog/discussioni etc. ma non sapevo fossero disponibili in rete queste cose…
Devo guardarmi tutto per benino ma da quello che ho letto sembrano questioni interessanti sia per il testo translitterato che per quello in devanagari,
Come ho segnalato in alcuni messaggi di risposta ad Agostino il testo translitterato, che è quello che mi interessa di più nell’immediato, può essere redatto in un modo più semplice rispetto a quello che mi segnalavi tu. Non fraintendermi, le tue indicazioni sono state come una manna dal cielo e te ne sono davvero grato.
Solo per farti un esempio: ho tanti testi redatti in Word e per questi basta sostituire il segno con il codice che mi hai segnalato tu per avere un testo redatto in LaTeX con tutti i vantaggi e la bellezza tipica di questo sistema.
Se però penso di dover scriver un testo ex novo diventa macchinoso scrivere il codice ogni volta che devi usare un diacritico: nei miei lavori ci sono tante citazioni di termini sanscriti e la cosa diventa complessa.
Interessantissimo quanto mi segnali per il devanagari: non mi è del tutto chiaro il preambolo che hai usato. Il risultato è eccezionale perché il testo in devanagari è perfetto io invece ho un sacco di problemi.Mi guardo bene bene blog e discussioni che mi hai segnalato… poi torno a romperti un po’… 😀
Un grazie sincero!!!
P.
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6 Marzo 2011 alle 21:57 #56610::
Andiamo per gradi.Io ho TeXlive 2010, installazione completa, sia su Mac che su Windows 7.
Il pacchetto devanagari fornisce la possibilità di scrivere testo in caratteri sanscriti a partire dallo schema di traslitterazione di Velthuis. Il pacchetto è incluso nel bundle denominato velthuis. Il bundle non risultava installato dato che il comando:
`tlmgr show velthuis`
restituiva “Not installed”. Dunque, per installare ciò che serve ad usare il pacchetto devanagari ho dovuto lanciare il comando:
`sudo tlmgr install velthuis`
Nel bundle è compreso il programma devnag che è il preprocessor descritto nel manuale “Devanāgarī for TeX”. Questo manuale spiega che per ottenere una corretta composizione del testo in caratteri sanscriti devi scrivere opportunamente del testo traslitterato (secondo lo schema di Velthuis) e sottoporlo ad un preprocessing. Il testo da processare deve essere racchiuso nel markup: {\dn … }Esempio
Creo un file denominato verso1.dn che contiene:
`{\dn .o tatsat}`
Successivamente sottopongo il file al preprocessor, dando il comando:
`devnag verso1.dn`
che produce il file verso1.tex:
`\def\DevnagVersion{2.15}{\dn : t(s\qq{t}}`
Quest’ultimo è in realtà il codice necessario a rendere il verso in caratteri sanscriti. Quello precedente era scritto secondo lo schema di traslitterazione di Velthuis. Per comporre il testo scriverò:
`\documentclass{article}
\usepackage{devanagari}
\begin{document}
\centering
\input{verso1}
\end{document}
`
In pratica si fa prima a creare un file documento.dn fatto così:
`\documentclass{article}
\usepackage{devanagari}
\begin{document}
\centering
{\dn .o tatsat}
\end{document}
`
che andrebbe prima preprocessato con devnag, ottenendo documento.tex, poi compilato con pdflatex:
`devnag documento.dn & pdflatex documento`
In realtà, se documento.dn cosse semplicemente copiato in documento.tex, senza preprocessarlo, la compilazione con pdflatex avrebbe successo ma la resa dei caratteri sanscriti non sarebbe corretta.
Questo serviva a instradarti nell’uso eventuale del pacchetto devanagari. Veniamo ora alla questione del testo traslitterato.Volevo quindi scaricarmi XeLaTeX e provare a usarlo per i miei testi.
Puoi darmi qualche indicazione su come fare? Quale editor è meglio usare? Quali pacchetti installare?Se hai TeXlive 2010 (completa) hai già tutto quello che serve. Per Linux c’è la guida di Enrico che ti aiuterà a verificare se hai installato quella giusta: http://profs.sci.univr.it/~gregorio/texlive-ubuntu.pdf
Per quanto riguarda l’editor, ti consiglio Kile o in alternativa TeXworks.
Usare di XeLaTeX significa compilare i tuoi sorgenti con il programma xelatex. Anche in questo caso c’è una guida di Enrico che fa al caso tuo: http://profs.sci.univr.it/~gregorio/introxelatex.pdf. Oppure l’ottimo articolo di Massimiliano Dominici su ArsTeXnica: http://www.guit.sssup.it/arstexnica/download_ars/articoli_ars_05/Introduzione%20a%20XeTeX.pdf.
Se guardi questo materiale scopri che XeLaTeX permette di utilizzare all’interno del tuo sorgente i famosi caratteri Unicode. Il file sorgente deve essere rigorosamente codificato con encoding UTF-8; questa è un’impostazione da mettere in pratica attraverso le preferenze dell’editor in uso.
Ciò detto, e dopo aver approfondito leggendo i documenti segnalati sopra, l’esempio di Enrico (con una mia aggiunta) diventa semplice da interpretare:
`%——- impostazioni per TeXworks
% !TEX encoding = UTF-8
% !TEX program = xelatex
%———————————
\documentclass[a4paper]{article}
\usepackage{fontspec}
\setmainfont{Linux Libertine O}
\newfontfamily{\sanskritfont}{Devanagari MT}\usepackage{polyglossia}
\setmainlanguage{italian}
\setotherlanguage{sanskrit}\begin{document}
\noindent Testo in sanscrito?
\begin{quote}
\begin{otherlanguage}{sanskrit}
मैं काँच खा सकता हूँ, मुझे उस से कोई पीडा नहीं होती.
मी काच खाऊ शकतो, मला ते दुखत नाही.
काचं शक्नोम्यत्तुम् । नोपहिनस्ति माम् ॥
\end{otherlanguage}
\end{quote}
Chissà che vuol dire!\bigskip
\noindent Testo unicode: āsīdrājā nalo nāma vīrsenasuto balī
\end{document}
`
Il pacchetto fontspec è specifico per XeLaTeX e serve a gestire i font. La novità introdotta da XeTeX/XeLaTeX rispetto ai predecessori è la possibilità di accedere ai font di sistema. Ciò è reso agevole dal pacchetto fontspec che fornisce i comandi \setmainfont e \newfontfamily. In questo caso si suppone che siano presenti i font di sistema “Linux Libertine O” e “Devanagari MT”. Il primo è il font del testo corrente; il secondo è un font che sarà abilitato dall’ambiente otherlanguage.
Il pacchetto polyglossia va usato al posto di babel quando si utilizza XeLaTeX. Con polyglossia si imposta la lingua italiana come lingua principale e il sanscrito come lingua alternativa (otherlanguage).Tu per esempio come hai fatto a scrivere qui āsīdrājā nalo nāma vīrsenasuto balī?
Ho copiato da qualche parte su internet ed ho incollato qui, come hai fatto anche tu. Allo stesso modo si può incollare nel sorgente del tuo documento e ottenere un testo coi segni diacritici corretti. Questo perché c’è la codifica UTF-8 impostata attraverso l’editor.
A questo punto ti rimane da affrontare la seguente questione: come immettere i caratteri con segni diacritici?
Esistono modi diversi che dipendono dal sistema operativo. Io continuo a pensare che è meglio avere sottomano una copia dei caratteri speciali e incollarli nel sorgente a seconda delle tue esigenze.Spero di aver risposto all’SOS 😀
Ciao,
Agostino
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7 Marzo 2011 alle 18:19 #56611::
Andiamo per gradi.
Io ho TeXlive 2010, installazione completa, sia su Mac che su Windows 7.
Il pacchetto devanagari fornisce la possibilità di scrivere testo in caratteri sanscriti a partire dallo schema di traslitterazione di Velthuis. Il pacchetto è incluso nel bundle denominato velthuis. Il bundle non risultava installato dato che il comando:
`tlmgr show velthuis`
restituiva “Not installed”. Dunque, per installare ciò che serve ad usare il pacchetto devanagari ho dovuto lanciare il comando:
`sudo tlmgr install velthuis`
Nel bundle è compreso il programma devnag che è il preprocessor descritto nel manuale “Devanāgarī for TeX”. Questo manuale spiega che per ottenere una corretta composizione del testo in caratteri sanscriti devi scrivere opportunamente del testo traslitterato (secondo lo schema di Velthuis) e sottoporlo ad un preprocessing. Il testo da processare deve essere racchiuso nel markup: {\dn … }Esempio
Creo un file denominato verso1.dn che contiene:
`{\dn .o tatsat}`
Successivamente sottopongo il file al preprocessor, dando il comando:
`devnag verso1.dn`
che produce il file verso1.tex:
`\def\DevnagVersion{2.15}{\dn : t(s\qq{t}}`
Quest’ultimo è in realtà il codice necessario a rendere il verso in caratteri sanscriti. Quello precedente era scritto secondo lo schema di traslitterazione di Velthuis. Per comporre il testo scriverò:
`\documentclass{article}
\usepackage{devanagari}
\begin{document}
\centering
\input{verso1}
\end{document}
`
In pratica si fa prima a creare un file documento.dn fatto così:
`\documentclass{article}
\usepackage{devanagari}
\begin{document}
\centering
{\dn .o tatsat}
\end{document}
`
che andrebbe prima preprocessato con devnag, ottenendo documento.tex, poi compilato con pdflatex:
`devnag documento.dn & pdflatex documento`
In realtà, se documento.dn cosse semplicemente copiato in documento.tex, senza preprocessarlo, la compilazione con pdflatex avrebbe successo ma la resa dei caratteri sanscriti non sarebbe corretta.
Questo serviva a instradarti nell’uso eventuale del pacchetto devanagari. Veniamo ora alla questione del testo traslitterato.Volevo quindi scaricarmi XeLaTeX e provare a usarlo per i miei testi.
Puoi darmi qualche indicazione su come fare? Quale editor è meglio usare? Quali pacchetti installare?Se hai TeXlive 2010 (completa) hai già tutto quello che serve. Per Linux c’è la guida di Enrico che ti aiuterà a verificare se hai installato quella giusta: http://profs.sci.univr.it/~gregorio/texlive-ubuntu.pdf
Per quanto riguarda l’editor, ti consiglio Kile o in alternativa TeXworks.
Usare di XeLaTeX significa compilare i tuoi sorgenti con il programma xelatex. Anche in questo caso c’è una guida di Enrico che fa al caso tuo: http://profs.sci.univr.it/~gregorio/introxelatex.pdf. Oppure l’ottimo articolo di Massimiliano Dominici su ArsTeXnica: http://www.guit.sssup.it/arstexnica/download_ars/articoli_ars_05/Introduzione%20a%20XeTeX.pdf.
Se guardi questo materiale scopri che XeLaTeX permette di utilizzare all’interno del tuo sorgente i famosi caratteri Unicode. Il file sorgente deve essere rigorosamente codificato con encoding UTF-8; questa è un’impostazione da mettere in pratica attraverso le preferenze dell’editor in uso.
Ciò detto, e dopo aver approfondito leggendo i documenti segnalati sopra, l’esempio di Enrico (con una mia aggiunta) diventa semplice da interpretare:
`%——- impostazioni per TeXworks
% !TEX encoding = UTF-8
% !TEX program = xelatex
%———————————
\documentclass[a4paper]{article}
\usepackage{fontspec}
\setmainfont{Linux Libertine O}
\newfontfamily{\sanskritfont}{Devanagari MT}\usepackage{polyglossia}
\setmainlanguage{italian}
\setotherlanguage{sanskrit}\begin{document}
\noindent Testo in sanscrito?
\begin{quote}
\begin{otherlanguage}{sanskrit}
मैं काँच खा सकता हूँ, मुझे उस से कोई पीडा नहीं होती.
मी काच खाऊ शकतो, मला ते दुखत नाही.
काचं शक्नोम्यत्तुम् । नोपहिनस्ति माम् ॥
\end{otherlanguage}
\end{quote}
Chissà che vuol dire!\bigskip
[color=red]\noindent Testo unicode: āsīdrājā nalo nāma vīrsenasuto balī[/color]
\end{document}
`
Il pacchetto fontspec è specifico per XeLaTeX e serve a gestire i font. La novità introdotta da XeTeX/XeLaTeX rispetto ai predecessori è la possibilità di accedere ai font di sistema. Ciò è reso agevole dal pacchetto fontspec che fornisce i comandi \setmainfont e \newfontfamily. In questo caso si suppone che siano presenti i font di sistema “Linux Libertine O” e “Devanagari MT”. Il primo è il font del testo corrente; il secondo è un font che sarà abilitato dall’ambiente otherlanguage.
Il pacchetto polyglossia va usato al posto di babel quando si utilizza XeLaTeX. Con polyglossia si imposta la lingua italiana come lingua principale e il sanscrito come lingua alternativa (otherlanguage).Tu per esempio come hai fatto a scrivere qui āsīdrājā nalo nāma vīrsenasuto balī?
Ho copiato da qualche parte su internet ed ho incollato qui, come hai fatto anche tu. Allo stesso modo si può incollare nel sorgente del tuo documento e ottenere un testo coi segni diacritici corretti. Questo perché c’è la codifica UTF-8 impostata attraverso l’editor.
A questo punto ti rimane da affrontare la seguente questione: come immettere i caratteri con segni diacritici?
Esistono modi diversi che dipendono dal sistema operativo. Io continuo a pensare che è meglio avere sottomano una copia dei caratteri speciali e incollarli nel sorgente a seconda delle tue esigenze.Spero di aver risposto all’SOS 😀
Ciao,
AgostinoAltro che!!!
Per ora ti scrivo solo per ringraziarti del messaggi: per studiare tutto per bene mi serve un po’ di tempo ma sei davvero mitico!!!Ti faccio sapere al più presto come procedono le cose!
All the best!
P.
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8 Marzo 2011 alle 16:18 #56612::
Informazione aggiuntiva: ho verificato che i due metodi di lavoro di cui sopra non possono essere praticati insieme. In altre parole, almeno secondo le prove che ho fatto io, non puoi usare il pacchetto devanagari con XeLaTeX. Il codice prodotto dal programma devnag non viene interpretato correttamente da xelatex.
Risultato:- o usi pdflatex e devnag+devanagari, usando delle macro per produrre i segni diacritici
oppure usi XeLaTeX incorporando testo Unicode nel sorgente ed un font di sistema per il sanscrito.Ciao,
Agostino
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9 Marzo 2011 alle 17:50 #56613::
o ho TeXlive 2010, installazione completa, sia su Mac che su Windows 7.
Il pacchetto devanagari fornisce la possibilità di scrivere testo in caratteri sanscriti a partire dallo schema di traslitterazione di Velthuis. Il pacchetto è incluso nel bundle denominato velthuis. Il bundle non risultava installato dato che il comando:
Codice:
tlmgr show velthuisrestituiva “Not installed”. Dunque, per installare ciò che serve ad usare il pacchetto devanagari ho dovuto lanciare il comando:
Codice:
sudo tlmgr install velthuisCaro Agostino,
ho scaricato e installato TeXlive2010 su Windows 7.
dal prompt di comando (admin) ho lanciato il comando sudo tlmgr install velthuis ma ottengo la seguente risposta: “sudo” non è riconosciuto come comando interno o esterno, un programma eseguibile o un file batch.
Qual è il problema?
P.
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9 Marzo 2011 alle 21:26 #56614::
sudo è per Linux, serve a eseguire comandi con i privilegi di amministratore di sistema. In Windows 7 non è necessario. E’ necessario invece aprire la finestra dei comandi come amministratore. Quindi in Windows eseguirai il comando senza sudo.
Inoltre, tieni presente che puoi usare anche tlmgr attraverso la sua GUI: la trovi tra i programmi installati (Start->Programmi->TeXlive 2010).
Assicurati anche di aver installato la TeXlive 2010 completa.Ciao,
Agostino
-
10 Marzo 2011 alle 19:16 #56615::
Successivamente sottopongo il file al preprocessor, dando il comando:
Codice:
devnag verso1.dnMi rendo conto di essere un imbranato totale…
Dunque, ho installato velthuis ma non so cosa voglia dire “dare il comando”, nel senso che non capisco cosa debba fare…
Ho il mio foglio di texworks, creo un documento come hai detto tu… e poi, non so come procedere…
Scusami davvero ma sono davvero un super neofita….!!!
Ciao.
P.
-
10 Marzo 2011 alle 19:23 #56616::
In pratica si fa prima a creare un file documento.dn fatto così:
Codice:
\documentclass{article}
\usepackage{devanagari}
\begin{document}
\centering
{\dn .o tatsat}
\end{document}che andrebbe prima preprocessato con devnag, ottenendo documento.tex, poi compilato con pdflatex:
Codice:
devnag documento.dn & pdflatex documentoIn realtà, se documento.dn cosse semplicemente copiato in documento.tex, senza preprocessarlo, la compilazione con pdflatex avrebbe successo ma la resa dei caratteri sanscriti non sarebbe corretta.
Questo serviva a instradarti nell’uso eventuale del pacchetto devanagari. Veniamo ora alla questione del teInfatti così riesco a visualizzare il file dopo la compilazione ma i caratteri non sono corretti…
Come si fa a preprocessare? Cosa devo digitare e da dove?Grazie!!!
Pietro
-
10 Marzo 2011 alle 19:52 #56617::
Successivamente sottopongo il file al preprocessor, dando il comando:
Codice:
devnag verso1.dn[…] ho installato velthuis ma non so cosa voglia dire “dare il comando” […]
Non uso Windows 7, ma se hai usato altri sistemi Microsoft in passato,* probabilmente hai conosciuto il “Prompt dei comandi”. Devi avviarlo, spostarti nella cartella nella quale è registrato il tuo file verso1.dn (attenzione, l’estensione del file “.dn” la dovrai specificare manualmente) e digitare quanto indicato da Agostino, ossia:
`devnag verso1.dn`
e dare “Invio”.Se l’operazione è andata a buon fine, troverai nella stessa cartella del file *.dn un file verso1.tex. A questo punto devi compilare con pdflatex il primo file di esempio che ti è stato proposto:
`\documentclass{article}
\usepackage{devanagari}
\begin{document}
\centering
\input{verso1}
\end{document}`
Nel messaggio di Agostino trovi spiegata anche l’alternativa a questo modo di procedere e altro.Ciao
Antonio*Per esempio Windows XP.
-
10 Marzo 2011 alle 23:10 #56618::
Pietro, aggiungo altre direttive basilari a quelle che ti ha dato Antonio.Hai certamente stabilito di lavorare in una data cartella del tuo disco rigido. Diciamola C:\Om\Tatsat.
Apri il prompt dei comandi (Start->Accessori->…). E’ una finestra, detta anche console, con la quale dialogherai con il sistema operativo attraverso l’immissione di comandi (che tipicamente eseguono programmi).
Per arrivare a posizionarti nella tua cartella di lavoro digita:
`
cd C: (invio)
cd \ (invio)
cd C:\Om\Tatsat (invio)
dir (invio)
`
Il comando cd sta per change directory. L’ultimo comando, dir, ti mostra il contenuto della cartella. Il programma devnag è in realtà il file devnag.exe. Quest’ultimo si trova da qualche parte nel tuo disco rigido (non è importante qui sapere dove sia).
Se nella tua cartella c’è verso1.dn, attraverso il prompt dei comandi dovrai eseguire devnag per processare verso1.dn, digitando:
`
devnag verso1.dn (invio)
dir (invio)
`
Il programma devnag(.exe) si aspetta un file di estensione .dn presumendo che esso contenga il testo traslitterato che intendi comporre in caratteri Devanagari.
Il comando dir ti mostrerà stavolta che è comparso il file verso1.tex. Quest’ultimo è quello che deve essere incluso nel sorgente LaTeX con il comando:
`
\input{verso1}
`
Potresti anche dire:`
\input{verso1.tex}
`
A questo punto, già mi sei diventato uno smanettone 🙂 e ti suggerisco una piccola esercitazione: andrai a lanciare la compilazione del sorgente LaTeX (che è il file documento.tex) attraverso la finestra dei comandi. Eseguirai il comando:
`
pdflatex documento (invio)
`
Attendi la fine della compilazione (curiosare tra i messaggi restituiti in fase di compilazione non fa male). A questo punto esegui un:
`
dir (invio)
`
Ecco che troverai il file documento.pdf.
Dovresti essere adesso sulla strada giusta. Prova anche a compilare il tuo sorgente attraverso l’interfaccia di TeXworks. Apri documento.tex, pulsante verse in alto a sinistra oppure CTRL+t.Ciao,
Agostino
-
17 Marzo 2011 alle 9:19 #56619::
Caro Agostino,
ho atteso a risponderti perché mi sono studiato tutto per bene, facendo prove e riprove ma c’è qualcosa che continua a non funzionare.Dunque…
apro TeXworks, scrivo il mio preambolo seguendo tutte le indicazioni del caso.
Quando devo salvare il file verso1 non ho però la possibilità di salvarlo come .dn.
E infatti quando lavoro con il prompt di comandi come mi hai insegnato tu, non trovo nessun file con estensione .dn.
Dopo una marea di tentativi, eseguiti proprio seguendo passo passo quello che mi hai detto tu, ho deciso di tornare qui perché credo ci sia qualcosa che non funziona.
Spero di non stressarti… ti ripagherò con qualche mantra speciale speciale… 🙂 😛
-
17 Marzo 2011 alle 9:22 #56620::
[quote]Successivamente sottopongo il file al preprocessor, dando il comando:
Codice:
devnag verso1.dn[…] ho installato velthuis ma non so cosa voglia dire “dare il comando” […]
Non uso Windows 7, ma se hai usato altri sistemi Microsoft in passato,* probabilmente hai conosciuto il “Prompt dei comandi”. Devi avviarlo, spostarti nella cartella nella quale è registrato il tuo file verso1.dn (attenzione, l’estensione del file “.dn” la dovrai specificare manualmente) e digitare quanto indicato da Agostino, ossia:
`devnag verso1.dn`
e dare “Invio”.Se l’operazione è andata a buon fine, troverai nella stessa cartella del file *.dn un file verso1.tex. A questo punto devi compilare con pdflatex il primo file di esempio che ti è stato proposto:
`\documentclass{article}
\usepackage{devanagari}
\begin{document}
\centering
\input{verso1}
\end{document}`
Nel messaggio di Agostino trovi spiegata anche l’alternativa a questo modo di procedere e altro.Caro Antonio,
grazie mille per le tue indicazioni.
Come ho specificato qui sopra nel messaggio per Agostino c’è qualcosa che continua a non funzionare perché non riesco a salvare il file con l’estensione .dn.
Mi hai scritto che devo crearlo manualmente: ma come?
Lavoro in Windows e quando devo salvare il file nella mia cartella C:DocumentiLatTeX che mi sono creato mi si apre la finestrella ma tra le estensioni per come salvare i file non trovo .dn. Eppure Velthuis è stato installato seguendo le indicazioni riportate qui sopra…
Dov’è il problema secondo te?Grazie mille!!!
P.
Ciao
Antonio*Per esempio Windows XP.[/quote]
-
17 Marzo 2011 alle 11:24 #56621::
[…]
Caro Antonio,
grazie mille per le tue indicazioni.
Come ho specificato qui sopra nel messaggio per Agostino c’è qualcosa che continua a non funzionare perché non riesco a salvare il file con l’estensione .dn.
Mi hai scritto che devo crearlo manualmente: ma come?
Lavoro in Windows e quando devo salvare il file nella mia cartella C:DocumentiLatTeX che mi sono creato mi si apre la finestrella ma tra le estensioni per come salvare i file non trovo .dn. Eppure Velthuis è stato installato seguendo le indicazioni riportate qui sopra…
Dov’è il problema secondo te?Grazie mille!!!
P.Un modo semplice: apri il “Blocco note” di Windows, scrivi
`{\dn .o tatsat}`
e quando vai a registrare il file sul tuo hard disk (Salva con nome…), scegli l’opzione “Salva come:” e scrivi verso1.dn (l’estensione .dn deve prendere il posto dell’estensione .txt: la devi specificare — scrivere — tu, l’editor non la inserisce in automatico).Puoi anche registrare il codice
`{\dn .o tatsat}`
come semplice file di testo, quindi con estensione .txt, quella che il “Blocco note” usa come impostazione predefinita. Rinominare quindi il file da verso1.txt a verso1.dn.Lo stesso risultato si ottiene anche con altri editor (TeXworks, TexMakerX, Notepad++, SciTE, …), in modo simile. Bada che in Windows sia abilitata l’opzione che consente di mostrare l’estensione dei file.
Ciao
Antonio
-
17 Marzo 2011 alle 20:21 #56622::
[…]
Caro Antonio,
grazie mille per le tue indicazioni.
Come ho specificato qui sopra nel messaggio per Agostino c’è qualcosa che continua a non funzionare perché non riesco a salvare il file con l’estensione .dn.
Mi hai scritto che devo crearlo manualmente: ma come?
Lavoro in Windows e quando devo salvare il file nella mia cartella C:DocumentiLatTeX che mi sono creato mi si apre la finestrella ma tra le estensioni per come salvare i file non trovo .dn. Eppure Velthuis è stato installato seguendo le indicazioni riportate qui sopra…
Dov’è il problema secondo te?Grazie mille!!!
P.Un modo semplice: apri il “Blocco note” di Windows, scrivi
`{\dn .o tatsat}`
e quando vai a registrare il file sul tuo hard disk (Salva con nome…), scegli l’opzione “Salva come:” e scrivi verso1.dn (l’estensione .dn deve prendere il posto dell’estensione .txt: la devi specificare — scrivere — tu, l’editor non la inserisce in automatico).Puoi anche registrare il codice
`{\dn .o tatsat}`
come semplice file di testo, quindi con estensione .txt, quella che il “Blocco note” usa come impostazione predefinita. Rinominare quindi il file da verso1.txt a verso1.dn.Lo stesso risultato si ottiene anche con altri editor (TeXworks, TexMakerX, Notepad++, SciTE, …), in modo simile. Bada che in Windows sia abilitata l’opzione che consente di mostrare l’estensione dei file.
Ciao
AntonioSiete mitici ragazzi!!!!
Grazie Antonio, Grazie Agostino!
Sono riuscito a fare tutto seguendo le indicazioni di Agostino!
Ho provato a usare altri editor e tutto va alla grande!!!Adesso provo a divertirmi un po’ con questi piccoli rudimenti… e vediamo se riesco a smanettare un po’…
Per ora mille mantra di ringraziamento a tutti!!!
P.
-
17 Marzo 2011 alle 20:44 #56623::
Questo ti servirà successivamente, quando inserirai il testo traslitterato con lo schema di Velthuis direttamente nel tuo sorgente LaTeX. Quest’ultimo deve essere salvato con il nome documento.dn. Esso conterrà delle porzioni di testo traslitterato e di testo da rendere in caratteri sanscriti. Ad esempio:
`Il mantra \textit{Om tatsat} viene reso in caratteri Dev\={a}anagar\={\i} così: {\dn .o tatsat}
`
Il file documento.dn andrà dato in pasto al programma devnag. Ne otterrai documento.tex da compilare con pdflatex.Ciao,
Agostino
-
19 Marzo 2011 alle 20:07 #56624::
Questo ti servirà successivamente, quando inserirai il testo traslitterato con lo schema di Velthuis direttamente nel tuo sorgente LaTeX. Quest’ultimo deve essere salvato con il nome documento.dn. Esso conterrà delle porzioni di testo traslitterato e di testo da rendere in caratteri sanscriti. Ad esempio:
`Il mantra \textit{Om tatsat} viene reso in caratteri Dev\={a}anagar\={\i} così: {\dn .o tatsat}
`
Il file documento.dn andrà dato in pasto al programma devnag. Ne otterrai documento.tex da compilare con pdflatex.Ciao,
AgostinoIntanto grazie ancora perché sto cominciando a divertirmi sul serio… eheheh
Vorrei approfondire due questioni.
Dopo essermi divertito un po’ con devnag ho provato a fare lo stesso con un altro preprocessore skt.c.Ho seguito queste indicazioni dal manuale
The Pre-processor: skt.c
This ANSI C program processes the source text file (with a default .skt
filename extension) to produce a file suitable for LATEX2″ (with a default
.tex extension). For example, the command skt test will convert test.skt
to test.tex; fuller filenames may be used, e.g. skt foo.bar will produce
foo.tex, and skt foo.bar far.boo will produce far.boo from foo.bar. If
no filename is specified, you will be prompted for input and output filenames.
The program passes the text from the input file to the output file unaltered,
until it finds the string ‘{\skt’. It then checks the following character(s) for
the acceptable modifiers b f s bs fs x X i I t T u or U, and this must
be followed by a space character: if this test fails it reports an error, otherwise
the program converts the following input text to devan¯agar¯ı or transliteration
format as required, until the matching ‘}’. The cycle is then repeated.
Within the skt text, the following punctuation characters will be passed to
the output as roman:
(Mi pare di aver capito come funziona un preprocessore ma nonostante segua la traccia indicata da Agostino non riesco a preprocessare il file.skt perchè mi dice che skt non è riconosciuto come comando interno o esterno, un programma eseguibile o un file batch.
Qual è il problema? Non funzionano tutti allo stesso modo?Grazie!
Pietro
-
19 Marzo 2011 alle 21:52 #56625::
In Windows il comando skt esegue il programma skt.exe. Devi controllare che esista il file skt.exe da qualche parte nel tuo sistema. Con una TeXlive 2010 completa dovresti trovarlo. Se sì, puoi fare due cose: 1) copiare il file nella tua cartella di lavoro oppure 2) aggiungere il percorso che porta alla cartella contenente skt.exe alla variabile d’ambiente path. La seconda azione è più generale della prima e permetterà al sistema di ‘trovare’ sempre il programma skt.exe, qualunque sia la cartella in cui stai lavorando.
Per modificare la variabile d’ambiente path vai in:
Pannello di controllo->Sistema->Avanzate
Successivamente segui quanto è scritto qui: `http://www.faqwindows.com/aggiungere-eo-modificare-variabile-dambiente-in-windows-7.html`Ciao,
Agostino
-
19 Marzo 2011 alle 22:12 #56626::
In Windows il comando skt esegue il programma skt.exe. Devi controllare che esista il file skt.exe da qualche parte nel tuo sistema. Con una TeXlive 2010 completa dovresti trovarlo. Se sì, puoi fare due cose: 1) copiare il file nella tua cartella di lavoro oppure 2) aggiungere il percorso che porta alla cartella contenente skt.exe alla variabile d’ambiente path. La seconda azione è più generale della prima e permetterà al sistema di ‘trovare’ sempre il programma skt.exe, qualunque sia la cartella in cui stai lavorando.
Per modificare la variabile d’ambiente path vai in:
Pannello di controllo->Sistema->Avanzate
Successivamente segui quanto è scritto qui: `http://www.faqwindows.com/aggiungere-eo-modificare-variabile-dambiente-in-windows-7.html`Il sorgente C del programma è in TeX Live, come i font. Ma va compilato. Sulla mia macchina un semplice
`gcc -o skt skt.c`
produce un eseguibile che fa il suo dovere, almeno sul file .skt della documentazione. Penso che Pietroch riuscirà facilmente a trovare qualcuno che gli compili quel programma.Ciao
Enrico
-
20 Marzo 2011 alle 12:07 #56627::
In effetti se provo a cercare il file skt.exe il risultato è nullo.
Ho installato TexLive2010 (completo) ma non risulta che nella mia macchina ci sia questo file.Quando ho scarica il pacchetto sanskrit mi sono letto il manuale d’uso ma confesso di avere qualche difficoltà a capire bene tutto.
The mf_inputs path needs to point to the files with a .mf extension;
the tex_fonts path should point to the .tfm files; the tex_inputs path
should point to the files skt.sty and ot1skt.fd. The tex_exe (or other
appropriate) path should point to skt.exe.
To test the setup on this documentation file: first run the pre-processor
skt sktdoc and then latex sktdoc. The files ifthen.sty, relsize.sty
and multicol.sty are also required. (If you are not using dvips and
pstricks then comment out line 12 in sktdoc.skt first.)Questo pacchetto è molto interessante per il devanagari e il translitterato ma non credo di sbagliare qualcosa nell’installazione.
Grazie ancora a tutti comunque!
Resto in attesa… 🙂
P.
-
20 Marzo 2011 alle 12:10 #56628::
In effetti se provo a cercare il file skt.exe il risultato è nullo.
Ho installato TexLive2010 (completo) ma non risulta che nella mia macchina ci sia questo file.Quando ho scarica il pacchetto sanskrit mi sono letto il manuale d’uso ma confesso di avere qualche difficoltà a capire bene tutto.
The mf_inputs path needs to point to the files with a .mf extension;
the tex_fonts path should point to the .tfm files; the tex_inputs path
should point to the files skt.sty and ot1skt.fd. The tex_exe (or other
appropriate) path should point to skt.exe.
To test the setup on this documentation file: first run the pre-processor
skt sktdoc and then latex sktdoc. The files ifthen.sty, relsize.sty
and multicol.sty are also required. (If you are not using dvips and
pstricks then comment out line 12 in sktdoc.skt first.)Questo pacchetto è molto interessante per il devanagari e il translitterato ma non credo di sbagliare qualcosa nell’installazione.
Grazie ancora a tutti comunque!
Resto in attesa… 🙂
P.Non hai bisogno di nulla, se hai la TeX Live (non so con MiKTeX). L’unica cosa che ti serve è compilare il programma skt, come ho spiegato nel mio messaggio precedente.
C’è nessuno che sappia farlo su Windoze?
Ciao
Enrico
-
20 Marzo 2011 alle 12:14 #56629::
In Windows il comando skt esegue il programma skt.exe. Devi controllare che esista il file skt.exe da qualche parte nel tuo sistema. Con una TeXlive 2010 completa dovresti trovarlo. Se sì, puoi fare due cose: 1) copiare il file nella tua cartella di lavoro oppure 2) aggiungere il percorso che porta alla cartella contenente skt.exe alla variabile d’ambiente path. La seconda azione è più generale della prima e permetterà al sistema di ‘trovare’ sempre il programma skt.exe, qualunque sia la cartella in cui stai lavorando.
Per modificare la variabile d’ambiente path vai in:
Pannello di controllo->Sistema->Avanzate
Successivamente segui quanto è scritto qui: `http://www.faqwindows.com/aggiungere-eo-modificare-variabile-dambiente-in-windows-7.html`Ciao,
AgostinoLe tue indicazioni sono sempre precise e puntuali|
Grazie!Ti chiedo però qualche lume in più.
Ho fatto tutto seguendo le indicazioni del link che mi hai mandato.
Quando arrivo alla fine del processo mi diceeditare il campo Valore variabile ricordando che ogni variabile di sistema e’ separata dall’altra da un punto e virgola (;)
Cosa significa? Intendo: cosa devo fare? Mettere dei punti e virgola dove? Devo aggiungere skt.exe?
Come ho già detto in un altro messaggio non trovo il file skt.exe nel mio pc.
Ne approfitto per chiederti: che differenza c’è tra skt.exe e skt.c? skt.c è un preprocessore? E perché non funziona come devnag?mamma mia che stress che sono… 😀
P.
-
20 Marzo 2011 alle 12:17 #56630::
In effetti se provo a cercare il file skt.exe il risultato è nullo.
Ho installato TexLive2010 (completo) ma non risulta che nella mia macchina ci sia questo file.Quando ho scarica il pacchetto sanskrit mi sono letto il manuale d’uso ma confesso di avere qualche difficoltà a capire bene tutto.
[quote]The mf_inputs path needs to point to the files with a .mf extension;
the tex_fonts path should point to the .tfm files; the tex_inputs path
should point to the files skt.sty and ot1skt.fd. The tex_exe (or other
appropriate) path should point to skt.exe.
To test the setup on this documentation file: first run the pre-processor
skt sktdoc and then latex sktdoc. The files ifthen.sty, relsize.sty
and multicol.sty are also required. (If you are not using dvips and
pstricks then comment out line 12 in sktdoc.skt first.)Questo pacchetto è molto interessante per il devanagari e il translitterato ma non credo di sbagliare qualcosa nell’installazione.
Grazie ancora a tutti comunque!
Resto in attesa… 🙂
P.Non hai bisogno di nulla, se hai la TeX Live (non so con MiKTeX). L’unica cosa che ti serve è compilare il programma skt, come ho spiegato nel mio messaggio precedente.
C’è nessuno che sappia farlo su Windoze?
Ciao
Enrico[/quote]Grazie Enrico anche per i manuali che hai scritto e che, pur nella mia ignoranza, devo dire sono super utili anche per un neofita come me…
In effeti ho TeX live ma “compilare” so solo cosa vuol dire teoricamente…
-
20 Marzo 2011 alle 12:31 #56631::
In effeti ho TeX live ma “compilare” so solo cosa vuol dire teoricamente…
Il preprocessore che vuoi esaminare è un programma che però hai solo come codice in un linguaggio di programmazione (in questo caso C): è il file skt.c. Questo va trasformato in qualcosa che la tua macchina possa eseguire (su Windoze devi ottenere un file che si chiama skt.exe). Per farlo occorre avere quello che si chiama un compilatore che trasformi il codice in C in linguaggio macchina.
C’è una certa analogia con lo schema usato da TeX: si scrive un documento in linguaggio TeX (o affine, come LaTeX) e lo si fa elaborare da un programma che lo trasforma in istruzioni elementari che la macchina può facilmente interpretare per darti il documento sullo schermo o stamparlo.
Dubito però che tu abbia sulla tua macchina un compilatore C, per questo ho lanciato l’appello: qualcuno che sappia prendere skt.c, trasformarlo in skt.exe e passartelo si trova di sicuro. Ti dirà certamente anche dove metterlo e se è necessario impostare variabili di sistema.
Rimango del parere che l’approccio XeLaTeX+OpenType sia di gran lunga preferibile.
Ciao
Enrico
-
20 Marzo 2011 alle 14:56 #56632::
Una versione di skt.exe è disponibile qui. Per compilare il file skt.c su Windows e ottenere skt.exe si può usare Dev-C++ Portable.Ciao
Antonio
-
20 Marzo 2011 alle 19:33 #56633::
In effeti ho TeX live ma “compilare” so solo cosa vuol dire teoricamente…
Il preprocessore che vuoi esaminare è un programma che però hai solo come codice in un linguaggio di programmazione (in questo caso C): è il file skt.c. Questo va trasformato in qualcosa che la tua macchina possa eseguire (su Windoze devi ottenere un file che si chiama skt.exe). Per farlo occorre avere quello che si chiama un compilatore che trasformi il codice in C in linguaggio macchina.
C’è una certa analogia con lo schema usato da TeX: si scrive un documento in linguaggio TeX (o affine, come LaTeX) e lo si fa elaborare da un programma che lo trasforma in istruzioni elementari che la macchina può facilmente interpretare per darti il documento sullo schermo o stamparlo.
Dubito però che tu abbia sulla tua macchina un compilatore C, per questo ho lanciato l’appello: qualcuno che sappia prendere skt.c, trasformarlo in skt.exe e passartelo si trova di sicuro. Ti dirà certamente anche dove metterlo e se è necessario impostare variabili di sistema.
Rimango del parere che l’approccio XeLaTeX+OpenType sia di gran lunga preferibile.
Ciao
EnricoGrazie Enrico, anche per il tuo appello.
Diciamo che sono in fase di studio e non so ancora cosa usare per redigere i miei articoli.
Per ora sono riuscito a capire come funziona devnag con testo in sanscrito e ho usato velthuis per la translitterazione.
Sto ancora studiando alcuni del messaggi che avete postato qui, piano piano mi guardo tutto perchè il sistema LaTeX è davvero eccezionale…
Vediamo se qualcuno mi dà una mano su questo fatto della compilazione…Per ora CIAO! 🙂
P.
-
20 Marzo 2011 alle 19:37 #56634::
Una versione di skt.exe è disponibile qui. Per compilare il file skt.c su Windows e ottenere skt.exe si può usare Dev-C++ Portable.
Ciao
AntonioCaro Antonio,
intanto un sincero grazie per le tue indicazioni.
Avevo infatti rintracciato anch’io il file skt.exe in internet…
Il mio problema è che dovrei capire come utilizzare questi strumenti.
Puoi aiutarmi con qualche indicazione in più?Dunque, vado sulla pagina da te indicatami e clicco per ottenere skt.exe: mi si apre questa pagina: http://www.filewatcher.com/b/ftp/ftp.botik.ru/rented/lib/tex/texmf/miktex.0.0.html
Cosa faccio ora? Cosa sono questi link?
Per quanto riguarda Dev CC+ puoi spiegarmi di cosa si tratta e come funziona?
Grazie mille davvero!!!
P.
-
20 Marzo 2011 alle 21:23 #56635::
Una versione di skt.exe è disponibile qui. Per compilare il file skt.c su Windows e ottenere skt.exe si può usare Dev-C++ Portable.
Ciao
AntonioCaro Antonio,
intanto un sincero grazie per le tue indicazioni.
Avevo infatti rintracciato anch’io il file skt.exe in internet…
Il mio problema è che dovrei capire come utilizzare questi strumenti.
Puoi aiutarmi con qualche indicazione in più?Dunque, vado sulla pagina da te indicatami e clicco per ottenere skt.exe: mi si apre questa pagina: http://www.filewatcher.com/b/ftp/ftp.botik.ru/rented/lib/tex/texmf/miktex.0.0.html
Cosa faccio ora? Cosa sono questi link?
Per quanto riguarda Dev CC+ puoi spiegarmi di cosa si tratta e come funziona?
Grazie mille davvero!!!
P.Qualche messaggio fa, Agostino ti ha spiegato cosa fare per modificare la variabile d’ambiente in Windows 7: hai provato a seguire le sue indicazioni?
Enrico ti ha proposto un’alternativa:
[…]
Rimango del parere che l’approccio XeLaTeX+OpenType sia di gran lunga preferibile.Ciao
EnricoHai provato a seguire il suo consiglio?
Per rispondere alle tue domande: da qua puoi scaricare il file skt.exe ottenuto con Dev-C++ Portable. Modifica la variabile d’ambiente “path” come indicato nella pagina segnalata da Agostino e riavvia il sistema.* Fatto questo, dovresti essere in grado di compilare il file di esempio sktdoc.skt, scrivendo
`skt sktdoc.skt `
nel Prompt e dandoper ottenere sktdoc.tex. Per produrre il .pdf, dai
`pdflatex sktdoc.tex`
e otterrai sktdoc.pdf.Ciao
Antonio* Attenzione: non è difficile far danni quando si lavora sulle variabili di sistema.
Modifica (22:35)
Aggiungo: se hai problemi a modificare “path”, come ultima soluzione puoi mettere skt.exe in “C:\WINDOWS\system32” (non so se su Windows 7 ha lo stesso nome) e non modificare la variabile d’ambiente. Attento: anche in “C:\WINDOWS\system32” non è difficile causare SERI DANNI al sistema (e non mi assumo responsabilità a riguardo :)).
-
23 Maggio 2011 alle 13:42 #56636::
Uso Latex da poco ma ne sono entusiasta e vorrei usarlo per le mie ricerche.
Vorrei sapere come scrivere i diacritici che si usano nella translitterazione del sanscrito: la s accentata, le lettere con puntino sotto, le vocali con trattino sopra.
Una volta scritto nel preambolo quale pacchetto usare cosa devo scrivere per produrre questi segni?Benvenuto! Non hai bisogno di niente:
`\'{s} \={a} \={\i} \d{a} \.{n} \~{n} \d{\={R}}`
Occhio solo a \={i}, perché altrimenti il trattino va sopra il puntino. Il puntino sotto e il trattino sopra vanno scritti come nell’ultimo esempio. Non che sappia di traslitterazione del sanscrito, ho guardato su Wikipedia. Se ti occorresse qualcos’altro, siamo qui; magari indica fonti più autorevoli.Ciao
Caro Enrico,
riprendo il topic dopo qualche mese in cui ho studiato un po’ i manuali, fatto corsi di informatica e chi più ne ha più ne metta.
Nei miei precedenti messaggi mi rendo conto di essere stato poco chiaro e molto confusionario.
Provo a riprendere il filo del discorso sperando che tu e anche gli altri abbiate voglia di continuare ad affrontare qualche questione di nicchia ma comunque con una certa utilità almeno per gli studiosi di questi ambiti.Vorrei stavolta affrontare un problema per volta.
Per prima cosa cercherei di trattare il problema dei dìacritici, cioè delle macro per rendere alcuni suoni dell’alfabeto sanscrito e non solo.
Per esempio:
tāntarikṣādabhi nã7; samīka iṣo rathī̃7; sayujã7; śūra vājān ||
diśã7; sūryo na mināti pradiṣ̊9;ā dive-dive haryaśvaprasūtā̃7; |
saṃ yadānaḷ adhvana ādidaśvairvimocanaṃ kṛṇute tat tvasya ||
didṛkṣanta uṣaso yāmannaktorvivasvatyā mahi citramanīkam |
viśve jānanti mahinā yadāghādindrasya karma sukṛtāpurūṇi ||
mahi jyotirnihitaṃ vakṣaṇāsvāmā pakvaṃ carati bibhratī ghaũ7; |
viśvaṃ svādma sambhṛtamusriyāyāṃ yat sīmindro adadhād bhojanāyaDunque in questo caso ho semplicemente copiato e incollato una parte del testo trovata sul web.
Mettiamo che io voglia scrivere queste espressioni usando LaTex.
Lavoro con TeXworks e con TeXlive 2010 su Windows 7.Nel preambolo scrivo:
\documentclass[12pt,a4]{article}
\usepackage[latin1]{inputenc}
\usepackage[italian]{babel}
\begin{document}A questo punto provo a utilizzare le indicazioni per inserire un testo con diacritici.
\documentclass[12pt,a4]{article}
\usepackage[latin1]{inputenc}
\usepackage[italian]{babel}
\begin{document}
Questi sono i segni per realizzare i diacritici consigliati da Enrico\'{s} \={a} \={\i} \d{a} \.{n} \~{n} \d{\={R}}
Storia del Gandh\={a}ra
Gandh\={a}ra è il nome di un area collocabile tra il Pakistan settentrionale e l’Afghanistan orientale, nella valle di Peshawar, nella piana di Potohar e lungo il fiume Kabul.
Le principali città della regione erano Puru\d{s}apura (Peshawar) e Tak\d{s}a\’{s}ila (Taxila).
Il nome Gandh\={a}ra scomparve solo dopo la conquista musulmana da parte di Mahmud di Ghazni nel 1021.
La popolazione più antica della regione era stabilita fin dalle età vediche lungo le rive del fiume Kabul fino alla confluenza con il fiume Indo.
Il Gandh\={a}ra era fin dalle epoche più remote una zona di intensi traffici e di importanti vie cdi comunicazioni tra l’Iran e il centro dell’Asia.
Abitata fin dall’età della Pietra la regione ha offerto alle indagini archeologiche numerosi reperti, strumenti in pietra e ossa bruciate scoperte nelle grotte vicino a Mardan, reperti databili fino a 15000 anni prima di Cristo.
Le tracce più antiche di civiltà risalgono all’età del Bronzo e collegano quest’area alle civiltà dell’Asia centrale. Questa civiltà scomparve probabilmente con l’avvento degli indo-arii intorno al 1000 a.C.
Il nome Gandh\={a}ris è attestato nel \d{\={R{}gVeda (1.126.7) e in alcune iscrizioni provenienti dalla Persia achemenide: l’iscrizione di Behistun elenca 23 territori controllati dal re Dario (519 a.C.) e include anche il Gandh\={a}ra.
\end{document}Il risultato non è confortante perché provo a compilare con PdfLaTex e ottengo:
))
LaTeX Warning: Unused global option(s):
[a4].(C:\DocumentiLatex\enrico.aux)
(“C:\Program Files\MiKTeX 2.8\tex\generic\babel\lgrcmr.fd”)
! Undefined control sequence.
l.11 …no Puru\d{s}apura (Peshawar) e Tak\d{s}a\�
��{s}ila (Taxila).
?Insomma vorrei capire dove sbaglio. Ci sbatto la testa da mesi ma non riesco a uscirne!
Grazie a chi risponderà alla richiesta di aiuto!
Ciao!
P.
-
23 Maggio 2011 alle 13:45 #56637::
PIetroch\n[quote]Uso Latex da poco ma ne sono entusiasta e vorrei usarlo per le mie ricerche.
Vorrei sapere come scrivere i diacritici che si usano nella translitterazione del sanscrito: la s accentata, le lettere con puntino sotto, le vocali con trattino sopra.
Una volta scritto nel preambolo quale pacchetto usare cosa devo scrivere per produrre questi segni?Benvenuto! Non hai bisogno di niente:
`\'{s} \={a} \={\i} \d{a} \.{n} \~{n} \d{\={R}}`
Occhio solo a \={i}, perché altrimenti il trattino va sopra il puntino. Il puntino sotto e il trattino sopra vanno scritti come nell’ultimo esempio. Non che sappia di traslitterazione del sanscrito, ho guardato su Wikipedia. Se ti occorresse qualcos’altro, siamo qui; magari indica fonti più autorevoli.Ciao
Caro Enrico,
riprendo il topic dopo qualche mese in cui ho studiato un po’ i manuali, fatto corsi di informatica e chi più ne ha più ne metta.
Nei miei precedenti messaggi mi rendo conto di essere stato poco chiaro e molto confusionario.
Provo a riprendere il filo del discorso sperando che tu e anche gli altri abbiate voglia di continuare ad affrontare qualche questione di nicchia ma comunque con una certa utilità almeno per gli studiosi di questi ambiti.Vorrei stavolta affrontare un problema per volta.
Per prima cosa cercherei di trattare il problema dei dìacritici, cioè delle macro per rendere alcuni suoni dell’alfabeto sanscrito e non solo.
Per esempio:
tāntarikṣādabhi nã7; samīka iṣo rathī̃7; sayujã7; śūra vājān ||
diśã7; sūryo na mināti pradiṣ̊9;ā dive-dive haryaśvaprasūtā̃7; |
saṃ yadānaḷ adhvana ādidaśvairvimocanaṃ kṛṇute tat tvasya ||
didṛkṣanta uṣaso yāmannaktorvivasvatyā mahi citramanīkam |
viśve jānanti mahinā yadāghādindrasya karma sukṛtāpurūṇi ||
mahi jyotirnihitaṃ vakṣaṇāsvāmā pakvaṃ carati bibhratī ghaũ7; |
viśvaṃ svādma sambhṛtamusriyāyāṃ yat sīmindro adadhād bhojanāyaDunque in questo caso ho semplicemente copiato e incollato una parte del testo trovata sul web.
Mettiamo che io voglia scrivere queste espressioni usando LaTex.
Lavoro con TeXworks e con TeXlive 2010 su Windows 7.Nel preambolo scrivo:
\documentclass[12pt,a4]{article}
\usepackage[latin1]{inputenc}
\usepackage[italian]{babel}
\begin{document}A questo punto provo a utilizzare le indicazioni per inserire un testo con diacritici.
\documentclass[12pt,a4]{article}
\usepackage[latin1]{inputenc}
\usepackage[italian]{babel}
\begin{document}
Questi sono i segni per realizzare i diacritici consigliati da Enrico\'{s} \={a} \={\i} \d{a} \.{n} \~{n} \d{\={R}}
Storia del Gandh\={a}ra
Gandh\={a}ra è il nome di un area collocabile tra il Pakistan settentrionale e l’Afghanistan orientale, nella valle di Peshawar, nella piana di Potohar e lungo il fiume Kabul.
Le principali città della regione erano Puru\d{s}apura (Peshawar) e Tak\d{s}a\’{s}ila (Taxila).
Il nome Gandh\={a}ra scomparve solo dopo la conquista musulmana da parte di Mahmud di Ghazni nel 1021.
La popolazione più antica della regione era stabilita fin dalle età vediche lungo le rive del fiume Kabul fino alla confluenza con il fiume Indo.
Il Gandh\={a}ra era fin dalle epoche più remote una zona di intensi traffici e di importanti vie cdi comunicazioni tra l’Iran e il centro dell’Asia.
Abitata fin dall’età della Pietra la regione ha offerto alle indagini archeologiche numerosi reperti, strumenti in pietra e ossa bruciate scoperte nelle grotte vicino a Mardan, reperti databili fino a 15000 anni prima di Cristo.
Le tracce più antiche di civiltà risalgono all’età del Bronzo e collegano quest’area alle civiltà dell’Asia centrale. Questa civiltà scomparve probabilmente con l’avvento degli indo-arii intorno al 1000 a.C.
Il nome Gandh\={a}ris è attestato nel \d{\={R{}gVeda (1.126.7) e in alcune iscrizioni provenienti dalla Persia achemenide: l’iscrizione di Behistun elenca 23 territori controllati dal re Dario (519 a.C.) e include anche il Gandh\={a}ra.
\end{document}Il risultato non è confortante perché provo a compilare con PdfLaTex e ottengo:
))
LaTeX Warning: Unused global option(s):
[a4].(C:\DocumentiLatex\enrico.aux)
(“C:\Program Files\MiKTeX 2.8\tex\generic\babel\lgrcmr.fd”)
! Undefined control sequence.
l.11 …no Puru\d{s}apura (Peshawar) e Tak\d{s}a\�
��{s}ila (Taxila).
?Insomma vorrei capire dove sbaglio. Ci sbatto la testa da mesi ma non riesco a uscirne!
Grazie a chi risponderà alla richiesta di aiuto!
Ciao!
P.Usi un editor troppo intelligente che fa diventare l’apostrofo ASCII quello curvo tipografico.
Ciao
Enrico
-
23 Maggio 2011 alle 15:43 #56638::
Grazie Enrico!
Sei come sempre tempestivo ed esauriente.
Adesso ho risolto… almeno questo problema…
Ciao.
P.Ps. Posso chiederti solo una cosa: come hai fatto a capirlo da ciò che ti ho scritto?
egreg9\n
[quote][quote]Uso Latex da poco ma ne sono entusiasta e vorrei usarlo per le mie ricerche.
Vorrei sapere come scrivere i diacritici che si usano nella translitterazione del sanscrito: la s accentata, le lettere con puntino sotto, le vocali con trattino sopra.
Una volta scritto nel preambolo quale pacchetto usare cosa devo scrivere per produrre questi segni?Benvenuto! Non hai bisogno di niente:
`\'{s} \={a} \={\i} \d{a} \.{n} \~{n} \d{\={R}}`
Occhio solo a \={i}, perché altrimenti il trattino va sopra il puntino. Il puntino sotto e il trattino sopra vanno scritti come nell’ultimo esempio. Non che sappia di traslitterazione del sanscrito, ho guardato su Wikipedia. Se ti occorresse qualcos’altro, siamo qui; magari indica fonti più autorevoli.Ciao
Caro Enrico,
riprendo il topic dopo qualche mese in cui ho studiato un po’ i manuali, fatto corsi di informatica e chi più ne ha più ne metta.
Nei miei precedenti messaggi mi rendo conto di essere stato poco chiaro e molto confusionario.
Provo a riprendere il filo del discorso sperando che tu e anche gli altri abbiate voglia di continuare ad affrontare qualche questione di nicchia ma comunque con una certa utilità almeno per gli studiosi di questi ambiti.Vorrei stavolta affrontare un problema per volta.
Per prima cosa cercherei di trattare il problema dei dìacritici, cioè delle macro per rendere alcuni suoni dell’alfabeto sanscrito e non solo.
Per esempio:
tāntarikṣādabhi nã7; samīka iṣo rathī̃7; sayujã7; śūra vājān ||
diśã7; sūryo na mināti pradiṣ̊9;ā dive-dive haryaśvaprasūtā̃7; |
saṃ yadānaḷ adhvana ādidaśvairvimocanaṃ kṛṇute tat tvasya ||
didṛkṣanta uṣaso yāmannaktorvivasvatyā mahi citramanīkam |
viśve jānanti mahinā yadāghādindrasya karma sukṛtāpurūṇi ||
mahi jyotirnihitaṃ vakṣaṇāsvāmā pakvaṃ carati bibhratī ghaũ7; |
viśvaṃ svādma sambhṛtamusriyāyāṃ yat sīmindro adadhād bhojanāyaDunque in questo caso ho semplicemente copiato e incollato una parte del testo trovata sul web.
Mettiamo che io voglia scrivere queste espressioni usando LaTex.
Lavoro con TeXworks e con TeXlive 2010 su Windows 7.Nel preambolo scrivo:
\documentclass[12pt,a4]{article}
\usepackage[latin1]{inputenc}
\usepackage[italian]{babel}
\begin{document}A questo punto provo a utilizzare le indicazioni per inserire un testo con diacritici.
\documentclass[12pt,a4]{article}
\usepackage[latin1]{inputenc}
\usepackage[italian]{babel}
\begin{document}
Questi sono i segni per realizzare i diacritici consigliati da Enrico\'{s} \={a} \={\i} \d{a} \.{n} \~{n} \d{\={R}}
Storia del Gandh\={a}ra
Gandh\={a}ra è il nome di un area collocabile tra il Pakistan settentrionale e l’Afghanistan orientale, nella valle di Peshawar, nella piana di Potohar e lungo il fiume Kabul.
Le principali città della regione erano Puru\d{s}apura (Peshawar) e Tak\d{s}a\’{s}ila (Taxila).
Il nome Gandh\={a}ra scomparve solo dopo la conquista musulmana da parte di Mahmud di Ghazni nel 1021.
La popolazione più antica della regione era stabilita fin dalle età vediche lungo le rive del fiume Kabul fino alla confluenza con il fiume Indo.
Il Gandh\={a}ra era fin dalle epoche più remote una zona di intensi traffici e di importanti vie cdi comunicazioni tra l’Iran e il centro dell’Asia.
Abitata fin dall’età della Pietra la regione ha offerto alle indagini archeologiche numerosi reperti, strumenti in pietra e ossa bruciate scoperte nelle grotte vicino a Mardan, reperti databili fino a 15000 anni prima di Cristo.
Le tracce più antiche di civiltà risalgono all’età del Bronzo e collegano quest’area alle civiltà dell’Asia centrale. Questa civiltà scomparve probabilmente con l’avvento degli indo-arii intorno al 1000 a.C.
Il nome Gandh\={a}ris è attestato nel \d{\={R{}gVeda (1.126.7) e in alcune iscrizioni provenienti dalla Persia achemenide: l’iscrizione di Behistun elenca 23 territori controllati dal re Dario (519 a.C.) e include anche il Gandh\={a}ra.
\end{document}Il risultato non è confortante perché provo a compilare con PdfLaTex e ottengo:
))
LaTeX Warning: Unused global option(s):
[a4].(C:\DocumentiLatex\enrico.aux)
(“C:\Program Files\MiKTeX 2.8\tex\generic\babel\lgrcmr.fd”)
! Undefined control sequence.
l.11 …no Puru\d{s}apura (Peshawar) e Tak\d{s}a\�
��{s}ila (Taxila).
?Insomma vorrei capire dove sbaglio. Ci sbatto la testa da mesi ma non riesco a uscirne!
Grazie a chi risponderà alla richiesta di aiuto!
Ciao!
P.Usi un editor troppo intelligente che fa diventare l’apostrofo ASCII quello curvo tipografico.
Ciao
Enrico[/quote]
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23 Maggio 2011 alle 16:13 #56639::
Grazie Enrico!
Sei come sempre tempestivo ed esauriente.
Adesso ho risolto… almeno questo problema…
Ciao.
P.Ps. Posso chiederti solo una cosa: come hai fatto a capirlo da ciò che ti ho scritto?
Dal messaggio di errore, naturalmente. 🙂
Dopo Tak\d{s}a ci doveva essere \’, ma viene trovato un carattere strano invece dell’apostrofo.
Ciao
Enrico
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19 Novembre 2011 alle 17:47 #56640
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