- Questo topic ha 27 risposte, 11 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 12 anni, 7 mesi fa da
Dork.
-
CreatoreTopic
-
13 Aprile 2013 alle 3:19 #84749::
Ciao a tutti, mi riferisco al modello di tesi “classica” che si può scaricare qui:
http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX.htmlGli ultimi aggiornamenti hanno creato due problemi che prima non c’erano.
1. Un punto di troppo dopo il numero di immagini e tabelle (ora viene una cosa come “Figura1.: didascalia”. Come toglierlo?
2. Un problema abbastanza grosso con biblatex e gli stili di Ivan, che produce errori del tipo:
`/usr/local/texlive/2012/texmf-dist/tex/latex/biblatex-philosophy/philosophy-sta
ndard.bbx:1398: Undefined control sequence.
l.1398 \DeclareStyleSourcemap
{
?
/usr/local/texlive/2012/texmf-dist/tex/latex/biblatex-philosophy/philosophy-sta
ndard.bbx:1399: Undefined control sequence.
l.1399 \maps
{
?
/usr/local/texlive/2012/texmf-dist/tex/latex/biblatex-philosophy/philosophy-sta
ndard.bbx:1400: Undefined control sequence.
l.1400 \map
{
?
/usr/local/texlive/2012/texmf-dist/tex/latex/biblatex-philosophy/philosophy-sta
ndard.bbx:1401: Undefined control sequence.
l.1401 \step
[fieldsource=court , fieldtarget=author]
`
Come fare?Ripeto: fino a qualche tempo fa il modello si compilava perfettamente.
Grazie mille,
L.
-
CreatoreTopic
-
AutoreRisposte
-
-
13 Aprile 2013 alle 5:18 #84750::
lorenzo.pantieri” post=84155Ciao a tutti, mi riferisco al modello di tesi “classica” che si può scaricare qui:
http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX.htmlGli ultimi aggiornamenti hanno creato due problemi che prima non c’erano.
1. Un punto di troppo dopo il numero di immagini e tabelle (ora viene una cosa come “Figura1.: didascalia”. Come toglierlo?
2. Un problema abbastanza grosso con biblatex e gli stili di Ivan, che produce errori del tipo:
`/usr/local/texlive/2012/texmf-dist/tex/latex/biblatex-philosophy/philosophy-sta
ndard.bbx:1398: Undefined control sequence.
l.1398 \DeclareStyleSourcemap
{
?
/usr/local/texlive/2012/texmf-dist/tex/latex/biblatex-philosophy/philosophy-sta
ndard.bbx:1399: Undefined control sequence.
l.1399 \maps
{
?
/usr/local/texlive/2012/texmf-dist/tex/latex/biblatex-philosophy/philosophy-sta
ndard.bbx:1400: Undefined control sequence.
l.1400 \map
{
?
/usr/local/texlive/2012/texmf-dist/tex/latex/biblatex-philosophy/philosophy-sta
ndard.bbx:1401: Undefined control sequence.
l.1401 \step
[fieldsource=court , fieldtarget=author]
`
Come fare?Ripeto: fino a qualche tempo fa il modello si compilava perfettamente.
Grazie mille,
L.Ho avuto anch’io il secondo problema, e l’ho risolto tutto da solo: basta sostituire
`backend=biber`
a quello che c’è ora, o scriverlo tra le opzioni di biblatex se non c’è: gli stili di Ivan ora non vanno più con BibTeX.Per il primo non so dirti. Certo è che ClassicThesis non fa altro che dare problemi.
Ciao
Tommaso
-
13 Aprile 2013 alle 11:55 #84751::
illinguista1972″ post=84156
Ho avuto anch’io il secondo problema, e l’ho risolto tutto da solo: basta sostituire
`backend=biber`
a quello che c’è ora, o scriverlo tra le opzioni di biblatex se non c’è: gli stili di Ivan ora non vanno più con BibTeX.Non mi pare funzioni. Se ne modello scrivo
`\usepackage[style=philosophy-modern,hyperref,backref,square,natbib,backend=biber]{biblatex}`
ricevo questo errore
`This is BibTeX, Version 0.99d (TeX Live 2012)
The top-level auxiliary file: Tesi.aux
I found no \citation commands—while reading file Tesi.aux
I found no \bibdata command—while reading file Tesi.aux
I found no \bibstyle command—while reading file Tesi.aux
(There were 3 error messages)
`
e la bibliografia non viene generata.Riguardo al secondo punto, ricordo che era stato risolto tempo fa sul forum, ma ora non trovo più il topic.
illinguista1972″ post=84156
Certo è che ClassicThesis non fa altro che dare problemi.I problemi, purtroppo, non li dà solo ClassicThesis. Solo questa discussione evidenzia problemi du retro-compatibilità con bibtex/biber e con gli stili philosophy. 🙁
-
13 Aprile 2013 alle 14:29 #84752::
lorenzo.pantieri” post=84173
Ho avuto anch’io il secondo problema, e l’ho risolto tutto da solo: basta sostituire
`backend=biber`
a quello che c’è ora, o scriverlo tra le opzioni di biblatex se non c’è: gli stili di Ivan ora non vanno più con BibTeX.Non mi pare funzioni. Se ne modello scrivo
`\usepackage[style=philosophy-modern,hyperref,backref,square,natbib,backend=biber]{biblatex}`
ricevo questo errore
`This is BibTeX, Version 0.99d (TeX Live 2012)
The top-level auxiliary file: Tesi.aux
I found no \citation commands—while reading file Tesi.aux
I found no \bibdata command—while reading file Tesi.aux
I found no \bibstyle command—while reading file Tesi.aux
(There were 3 error messages)
`
e la bibliografia non viene generata.Riguardo al secondo punto, ricordo che era stato risolto tempo fa sul forum, ma ora non trovo più il topic.
illinguista1972″ post=84156
Certo è che ClassicThesis non fa altro che dare problemi.I problemi, purtroppo, non li dà solo ClassicThesis. Solo questa discussione evidenzia problemi du retro-compatibilità con bibtex/biber e con gli stili philosophy. 🙁
Se chiedi [tt]backend=biber[/tt] e poi lanci BibTeX, mi pare evidente che non possa funzionare.
Ciao
Enrico
-
13 Aprile 2013 alle 20:06 #84753::
lorenzo.pantieri” post=84173
Ho avuto anch’io il secondo problema, e l’ho risolto tutto da solo: basta sostituire
`backend=biber`
a quello che c’è ora, o scriverlo tra le opzioni di biblatex se non c’è: gli stili di Ivan ora non vanno più con BibTeX.Non mi pare funzioni. Se ne modello scrivo
`\usepackage[style=philosophy-modern,hyperref,backref,square,natbib,backend=biber]{biblatex}`
ricevo questo errore
`This is BibTeX, Version 0.99d (TeX Live 2012)
The top-level auxiliary file: Tesi.aux
I found no \citation commands—while reading file Tesi.aux
I found no \bibdata command—while reading file Tesi.aux
I found no \bibstyle command—while reading file Tesi.aux
(There were 3 error messages)
`
e la bibliografia non viene generata.Riguardo al secondo punto, ricordo che era stato risolto tempo fa sul forum, ma ora non trovo più il topic.
illinguista1972″ post=84156
Certo è che ClassicThesis non fa altro che dare problemi.I problemi, purtroppo, non li dà solo ClassicThesis. Solo questa discussione evidenzia problemi du retro-compatibilità con bibtex/biber e con gli stili philosophy. 🙁
Da circa un anno, o forse mezzo anno, biblatoex può funzionare solo con biber. Ne abbaiamo parlato già spesso in questo forum. Direi che da quando biber è diventato il motore di default il problema si è spostato dall’inserire fra le opzioni “backend=biber” a quello di impostare il rporio editor a usare biber quando si schiaccia l’apposito bottono o quando si sceglie il motore di composizione nella finestrella di TeXshop o di TeXworks; se usi uno di questi due editor, configurali in modo che, per esempio, TeXshop usi biber quando scegli nella finestrella BibTeX; se vuoi puoi costruirti un altro engine e metterlo insieme agli altri nelle impostazioni di TeXshop, oppure, oltre a cambiarne il contenuto, puoi cambiare nome all’engine BibTeX chaiamndolo bier, così che tagli ogni ponte con il passato e userai semrpe biber per comporre bibliografie con o senza biblatex.
Io è un pezzo che ho configurato il mio TeXshop per usare biner, e lo uso anche senza usare biblatex. Naturalmente quando uso biblatex la cosa gli è particolarmente gradita.
-
13 Aprile 2013 alle 22:42 #84754::
Sono in parte colpevole del disguido.
Nella versione attualmente disponibile ho inserito un codice
Che dà errore se non si usa biber.
Ho caricato oggi su ctan la nuova versione,
Con la quale si potrà usare biber o bibtex liberamente.
Nel secondo caso, però, con funzionalità limitate.
Tuttavia, per il momento biber serve solo per
Alcune voci sperimentali, nemmeno documentate.
In futuro implementerò altre funzioni che richiederanno biber.
Attualmente quello individuato da Lorenzo è un vero e proprio baco degli stili.
Attendete qualche giorno per avere la nuova versione su texlive.Ciao
Ivan
-
14 Aprile 2013 alle 2:15 #84755::
OldClaudio” post=84189Da circa un anno, o forse mezzo anno, biblatoex può funzionare solo con biber. Ne abbaiamo parlato già spesso in questo forum. Direi che da quando biber è diventato il motore di default il problema si è spostato dall’inserire fra le opzioni “backend=biber” a quello di impostare il rporio editor a usare biber quando si schiaccia l’apposito bottono o quando si sceglie il motore di composizione nella finestrella di TeXshop o di TeXworks; se usi uno di questi due editor, configurali in modo che, per esempio, TeXshop usi biber quando scegli nella finestrella BibTeX; se vuoi puoi costruirti un altro engine e metterlo insieme agli altri nelle impostazioni di TeXshop, oppure, oltre a cambiarne il contenuto, puoi cambiare nome all’engine BibTeX chaiamndolo bier, così che tagli ogni ponte con il passato e userai semrpe biber per comporre bibliografie con o senza biblatex.
Io è un pezzo che ho configurato il mio TeXshop per usare biner, e lo uso anche senza usare biblatex. Naturalmente quando uso biblatex la cosa gli è particolarmente gradita.
Allora, intanto vorrei capire come configurare TeXShop per usare biber. Ho seguito le istruzioni che ho trovato qui, ma non funziona: la bibliografia non viene generata.
http://www.guit.sssup.it/phpbb/viewtopic.php?p=56646
Quello che ho fatto è creare un file Biber.engine dal contenuto
`#!/bin/tcshset path= (/usr/texbin $path)
biber “${1:r}”
`
e metterlo in
`/Users/Lorenzo/Library/TeXShop/Engines`
(“Lorenzo” è il nome della cartella Inizio del mio Mac). Ora in TeXShop appare la linguetta “Biber”, ma anche facendolo andare la bibliografia non viene prodotta.In ogni caso, se biber “da un anno, un anno e mezzo è lo standard”, non sarebbe il caso che fosse più facile usarlo con TeXShop senza costringere il malcapitato utente a scrivere incantesimi da infilare in penetrali poco frequentati del proprio hard disk? 🙁
Ah, resta il problema di togliere quel fastidiosissimo punto dopo il numero degli oggetti, lasciando solo i due punti.
-
14 Aprile 2013 alle 2:21 #84756::
OldClaudio” post=84189Da circa un anno, o forse mezzo anno, biblatoex può funzionare solo con biber. Ne abbaiamo parlato già spesso in questo forum. Direi che da quando biber è diventato il motore di default il problema si è spostato dall’inserire fra le opzioni “backend=biber” a quello di impostare il rporio editor a usare biber quando si schiaccia l’apposito bottono o quando si sceglie il motore di composizione nella finestrella di TeXshop o di TeXworks; se usi uno di questi due editor, configurali in modo che, per esempio, TeXshop usi biber quando scegli nella finestrella BibTeX; se vuoi puoi costruirti un altro engine e metterlo insieme agli altri nelle impostazioni di TeXshop, oppure, oltre a cambiarne il contenuto, puoi cambiare nome all’engine BibTeX chaiamndolo bier, così che tagli ogni ponte con il passato e userai semrpe biber per comporre bibliografie con o senza biblatex.
Io è un pezzo che ho configurato il mio TeXshop per usare biner, e lo uso anche senza usare biblatex. Naturalmente quando uso biblatex la cosa gli è particolarmente gradita.
Allora, intanto vorrei capire come configurare TeXShop per usare biber. Ho seguito le istruzioni dell’Arte, scrivendo semplicemente nelle Preferenze di TeXShop (Preferenze -> Motore -> BibTeX Engine) “biber” al posto di “bibtex”, ma facendo andare BibTeX ottengo questo errore:
`
data source /var/folders/sM/sMELRZDsGGecxL9DiR4K+k+++TI/-Tmp-/par-4c6f72656e7a6f/cache-ef42c8d5d44e40bdd24828b0ae70de275e379c88/inc/lib/Biber/LaTeX/recode_data.xml not found in .
INFO – This is Biber 1.5
INFO – Logfile is 'Tesi.blg'Process aborted
`
Dove sbaglio?In ogni caso, sapete come la penso: avere due motori per generare la bibliografia è come avere due motori LaTeX: il malcapitato utente rischia di fare confusione.
Ah, resta il problema di togliere quel fastidiosissimo punto dopo il numero degli oggetti, lasciando solo i due punti.
ivan” post=84192
Attualmente quello individuato da Lorenzo è un vero e proprio baco degli stili.
Attendete qualche giorno per avere la nuova versione su texlive.Grazie mille Ivan!
-
14 Aprile 2013 alle 4:09 #84757::
lorenzo.pantieri” post=84194Allora, intanto vorrei capire come configurare TeXShop per usare biber. Ho seguito le istruzioni dell’Arte, scrivendo semplicemente nelle Preferenze di TeXShop (Preferenze -> Motore -> BibTeX Engine) “biber” al posto di “bibtex”, ma facendo andare BibTeX ottengo questo errore:
`
data source /var/folders/sM/sMELRZDsGGecxL9DiR4K+k+++TI/-Tmp-/par-4c6f72656e7a6f/cache-ef42c8d5d44e40bdd24828b0ae70de275e379c88/inc/lib/Biber/LaTeX/recode_data.xml not found in .
INFO – This is Biber 1.5
INFO – Logfile is 'Tesi.blg'Process aborted
`
Dove sbaglio?In ogni caso, sapete come la penso: avere due motori per generare la bibliografia è come avere due motori LaTeX: il malcapitato utente rischia di fare confusione.
Allora, come sai bene, Biber richiede di dichiarare la bibliografia in un modo diverso. Non più
`\bibliography{Bibliografia} % database di biblatex`
ma
`\addbibresource{Bibliografia.bib}`
Non so però se sia questo il tuo problema. Anzi no. Semplicemente Biber si è piantato 😉 Come fare? Raggiungi la cartella [tt]/folders[/tt] ed elimina la cartella [tt]/par-4…[/tt]. Anche qui non ci puoi fare nulla 🙂Per quanto riguarda il malcapitato utente e i due motori, basta consigliargli Biber. In fondo, l’Arte è un libro di consigli.
Ciao
Tommaso
-
14 Aprile 2013 alle 5:46 #84758::
Tommaso ti ha già detto come fare.In ogni caso, sapete come la penso: avere due motori per generare la bibliografia è come avere due motori LaTeX: il malcapitato utente rischia di fare confusione.
Anche LaTeX è ambiguo e ha due motori, forse anche 4; noi tutti usiamo spesso la metafora di scrivere LaTeX per indicare pdfLaTeX. Indichiamo la parte per il tutto; LaTeX è il linguaggio di mark up, comune a latex, pdflatex, xelatex, lualatex; questi quattro sono gli eseguibili di compilazione, i compilatori, basati su quel linguaggio. A quanto pare le confusioni ci sono, ma tutto sommato sono rare.
Erano più numerose negli anni ’90 quando pdflatex era appena nato; tra biber e bibtex le confusioni ora sono frequenti perché il tempo di biber è cominciato da poco.
-
14 Aprile 2013 alle 7:07 #84759::
illinguista1972″ post=84196
Non so però se sia questo il tuo problema.Niente da fare. 🙁

illinguista1972″ post=84196
Anzi no. Semplicemente Biber si è piantato 😉 Come fare? Raggiungi la cartella [tt]/folders[/tt] ed elimina la cartella [tt]/par-4…[/tt]. Anche qui non ci puoi fare nulla 🙂Dove si trova questa cartella? 🙁
illinguista1972″ post=84196
Per quanto riguarda il malcapitato utente e i due motori, basta consigliargli Biber. In fondo, l’Arte è un libro di consigli.Intanto bisogna che il più stupido degli autori dell’Arte impari a produrre una bibliografia con biber… poi possiamo anche passare a dare buoni consigli! 😉
-
14 Aprile 2013 alle 7:25 #84760::
Chiedo un grosso favore a tutti.http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/Tesi.zip
Prendete questo file e compilate Tesi.tex. Ottenete la bibliografia? Io no! 🙁
In particolare agli utenti Mac: ottenete la bibliografia con TeXShop? Io no! 🙁
-
14 Aprile 2013 alle 7:41 #84761::
lorenzo.pantieri” post=84202Chiedo un grosso favore a tutti.
http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/Tesi.zip
Prendete questo file e compilate Tesi.tex. Ottenete la bibliografia? Io no! 🙁
In particolare agli utenti Mac: ottenete la bibliografia con TeXShop? Io no! 🙁
Certo che la ottengo! Questo il messaggio di Biber:
`Use of uninitialized value in string eq at Biber/Input/file/bibtex.pm line 108.
Use of uninitialized value in string eq at Biber/Input/file/bibtex.pm line 112.
Use of uninitialized value in string eq at Biber/Input/file/bibtex.pm line 116.
INFO – This is Biber 1.5
INFO – Logfile is 'Tesi.blg'
INFO – Reading 'Tesi.bcf'
INFO – Using all citekeys in bib section 0
INFO – Processing section 0
INFO – Looking for bibtex format file 'Bibliografia.bib' for section 0
INFO – Decoding LaTeX character macros into UTF-8
INFO – Found BibTeX data source 'Bibliografia.bib'
INFO – Overriding locale 'en_US.UTF-8' default tailoring 'variable = shifted' with 'variable = non-ignorable'
INFO – Sorting 'entry' list 'nyt' keys
INFO – No sort tailoring available for locale 'en_US.UTF-8'
INFO – Writing 'Tesi.bbl' with encoding 'UTF-8'
INFO – Output to Tesi.bbl`Ciao
Tommaso
-
14 Aprile 2013 alle 7:51 #84762
-
14 Aprile 2013 alle 8:15 #84763
-
14 Aprile 2013 alle 8:23 #84764::
Dove si trova questa cartella?
Talvolta sei disarmante nella tua innocenza nel non conoscere la macchina su cui lavori! Come autore di Arte, è un lusso che non puoi permetterti; se ti mancano queste informazioni di base non scrivere sul forum, ma scrivi privatamente ai noi, tuoi amici, che ti possiamo dare una mano ben volentieri.
Perbacco: il messaggio, da cui Tommaso ti dice di andare in /folders e di eliminare la cartella ecc. ecc., contiene il path completo della cartella da eliminare`/var/folders/sM/sMELRZDsGGecxL9DiR4K+k+++TI/-Tmp-/par-4c6f72656e7a6f/cache-ef42c8d5d44e40bdd24828b0ae70de275e379c88/inc/lib/Biber/LaTeX/recode_data.xml`
In Finder cerca nel menù di Go “Go to folder” (o premi contemporaneamente i tasti Shift Cmd G), selezionalo, scrivi /var/folders/ nella finestrella e poi prosegui fino alla cartella da eliminare.
Claudio
-
14 Aprile 2013 alle 9:03 #84765::
OldClaudio” post=84209
Talvolta sei disarmante nella tua innocenza nel non conoscere la macchina su cui lavori!Ehi! Ma LaTeX non era quel bellissimo programma che permette all’autore di concentrarsi sul contenuto disinteressandosi di tutto il resto? 👿
Ora scopro che per generare uno straccio di bibliografia non basta configurare l’editor (fini qui, passi), ma devo anche cancellare la cartella
`/var/folders/sM/sMELRZDsGGecxL9DiR4K+k+++TI/-Tmp-/par-4c6f72656e7a6f/cache-ef42c8d5d44e40bdd24828b0ae70de275e379c88/inc/lib/Biber/LaTeX/recode_data.xml`
ben nascosta nei meandri del mio hard disk, usando la funzione “Vai” del Finder (funzione che ho usato oggi per la prima volta in dieci anni che uso Mac). Che cos’è questa roba? Una caccia al tesoro?Ragazzi, trovo tutto ciò semplicemente terrificante, fuori dalla portata dell’utente comune. Un fulgido esempio di come non dovrebbe essere l’esperienza informatica di un utente “normale” (come mi considero). Conosco poco la mia macchina? Sicuramente. Del resto Mac è basato su Unix, e su Unix esistono intere biblioteche.
In realtà, il mio punto di vista di un utente “comune” che non vuole mettere le mani dentro le interiora della propria macchina ha dei vantaggi: scrivendo una guida, punto alla massima semplicità possibile. Una guida a LaTeX scritta da un super-esperto di Unix, TeX e codice binario (che magari “si considera un vero uomo perché si scrive da solo i driver per le periferiche”, per citare il padre di Linux) avrebbe tutt’altro sapore: sarebbe più completa, certo, ma non necessariamente migliore dell’Arte.
Ah, se con Word capitasse una cosa analoga (per una funzione elementare dover cancellare una cartella dal nome criptico ben nascosta nei meandri del proprio hard disk), molti griderebbero allo scandalo.
Problema risolto, comunque. Grazie a tutti.
——————————————————————————————————————————–
Resta il problema di quel dannato punto di troppo nella numerazione di tabelle e figure.Tabella 1.: Un esempio di tabella mobile.
al posto di
Tabella 1: Un esempio di tabella mobile.
Ricordo che tempo fa il problema era stato posto e risolto sul forum, ma ritrovare il topic mi è difficile (parole chiave come “didascalia” o “punto” sono troppo comuni). 🙁
——————————————————————————————————————————–Pensierino. Immaginate di aver scritto un libro destinato a una pubblicazione di lusso, da stampare su carta patinata. Immaginate che a un certo punto nella numerazione di tabelle e figure spunti dal nulla un bel punto fermo. Voi non c’entrate: dipende da un lungimirante autore delle classi e dei pacchetti che usate. Immaginate di non accorgervene (in fondo, avevate controllato tutto per bene) e di passare all’editore il PDF bacato. L’editore stampa tutto e voi avete una pila di libri, tutti bacati. Bello, eh?
E visto che oggi sono in vena di complimenti verso il mio programma preferito: sul disco del mio iMac ci sono molte decine di programmi scritti con LaTeX negli ultimi 8 anni. Una buona metà di questi sorgenti oggi non si compila più, perché alcuni autori di pacchetti e stili, nella loro infinita saggezza, rendono il loro sotfware incompatibile con le versioni precedenti a ogni aggiornamento. Certo, saprei metterci le mani per rimediare. Ma un utente normale? Uno che vuole “solo” scrivere?
E poi mi tocca dire: che bello LaTeX! 😡
-
14 Aprile 2013 alle 9:08 #84766
-
14 Aprile 2013 alle 9:26 #84767
-
14 Aprile 2013 alle 9:46 #84768::
illinguista1972″ post=84214
Ho compilato il file su Windows 7 e non ho avuto problemi, però non sono riuscito a ottenere la bibliografia
Che ti dice il log di Biber? Hai ricompilato il documento?
Ciao
TommasoOps… mi sono dimenticato di ricompilare il documento… l’ho ricompilato e funziona perfettamente
-
14 Aprile 2013 alle 9:52 #84769::
lorenzo.pantieri” post=84212
Talvolta sei disarmante nella tua innocenza nel non conoscere la macchina su cui lavori!
Ehi! Ma LaTeX non era quel bellissimo programma che permette all’autore di concentrarsi sul contenuto disinteressandosi di tutto il resto? 👿
Ora scopro che per generare uno straccio di bibliografia non basta configurare l’editor (fini qui, passi), ma devo anche cancellare la cartella
`/var/folders/sM/sMELRZDsGGecxL9DiR4K+k+++TI/-Tmp-/par-4c6f72656e7a6f/cache-ef42c8d5d44e40bdd24828b0ae70de275e379c88/inc/lib/Biber/LaTeX/recode_data.xml`
ben nascosta nei meandri del mio hard disk, usando la funzione “Vai” del Finder (funzione che ho usato oggi per la prima volta in dieci anni che uso Mac). Che cos’è questa roba? Una caccia al tesoro?Ragazzi, trovo tutto ciò semplicemente terrificante, fuori dalla portata dell’utente comune. Un fulgido esempio di come non dovrebbe essere l’esperienza informatica di un utente “normale” (come mi considero). Conosco poco la mia macchina? Sicuramente. Del resto Mac è basato su Unix, e su Unix esistono intere biblioteche.
In realtà, il mio punto di vista di un utente “comune” che non vuole mettere le mani dentro le interiora della propria macchina ha dei vantaggi: scrivendo una guida, punto alla massima semplicità possibile. Una guida a LaTeX scritta da un super-esperto di Unix, TeX e codice binario (che magari “si considera un vero uomo perché si scrive da solo i driver per le periferiche”, per citare il padre di Linux) avrebbe tutt’altro sapore: sarebbe più completa, certo, ma non necessariamente migliore dell’Arte.
Ah, se con Word capitasse una cosa analoga (per una funzione elementare dover cancellare una cartella dal nome criptico ben nascosta nei meandri del proprio hard disk), molti griderebbero allo scandalo.
Problema risolto, comunque. Grazie a tutti.
——————————————————————————————————————————–
Resta il problema di quel dannato punto di troppo nella numerazione di tabelle e figure.Tabella 1.: Un esempio di tabella mobile.
al posto di
Tabella 1: Un esempio di tabella mobile.
Ricordo che tempo fa il problema era stato posto e risolto sul forum, ma ritrovare il topic mi è difficile (parole chiave come “didascalia” o “punto” sono troppo comuni). 🙁
——————————————————————————————————————————–Pensierino. Immaginate di aver scritto un libro destinato a una pubblicazione di lusso, da stampare su carta patinata. Immaginate che a un certo punto nella numerazione di tabelle e figure spunti dal nulla un bel punto fermo. Voi non c’entrate: dipende da un lungimirante autore delle classi e dei pacchetti che usate. Immaginate di non accorgervene (in fondo, avevate controllato tutto per bene) e di passare all’editore il PDF bacato. L’editore stampa tutto e voi avete una pila di libri, tutti bacati. Bello, eh?
E visto che oggi sono in vena di complimenti verso il mio programma preferito: sul disco del mio iMac ci sono molte decine di programmi scritti con LaTeX negli ultimi 8 anni. Una buona metà di questi sorgenti oggi non si compila più, perché alcuni autori di pacchetti e stili, nella loro infinita saggezza, rendono il loro sotfware incompatibile con le versioni precedenti a ogni aggiornamento. Certo, saprei metterci le mani per rimediare. Ma un utente normale? Uno che vuole “solo” scrivere?
E poi mi tocca dire: che bello LaTeX! 😡
Per il problema del puntino spurio devi ringraziare chi mantiene la classe [tt]scrreprt[/tt]. Il problema è dovuto al fatto che il formato di tabelle e figure viene definito come `
\newcommand*{\figureformat}{%
\figurename~\thefigure%
\autodot%
}
…
\newcommand*{\tableformat}{%
\tablename~\thetable%
\autodot%
}
` Nel documento, se imposti: `
\renewcommand*{\figureformat}{%
\figurename~\thefigure%
%\autodot%
}\renewcommand*{\tableformat}{%
\tablename~\thetable%
%\autodot%
}
` non hai più quel problema.Ciao
Claudio
-
14 Aprile 2013 alle 10:14 #84770::
cfiandra” post=84216
[quote=”OldClaudio” post=84209]
Talvolta sei disarmante nella tua innocenza nel non conoscere la macchina su cui lavori!Ehi! Ma LaTeX non era quel bellissimo programma che permette all’autore di concentrarsi sul contenuto disinteressandosi di tutto il resto? 👿
Ora scopro che per generare uno straccio di bibliografia non basta configurare l’editor (fini qui, passi), ma devo anche cancellare la cartella
`/var/folders/sM/sMELRZDsGGecxL9DiR4K+k+++TI/-Tmp-/par-4c6f72656e7a6f/cache-ef42c8d5d44e40bdd24828b0ae70de275e379c88/inc/lib/Biber/LaTeX/recode_data.xml`
ben nascosta nei meandri del mio hard disk, usando la funzione “Vai” del Finder (funzione che ho usato oggi per la prima volta in dieci anni che uso Mac). Che cos’è questa roba? Una caccia al tesoro?Ragazzi, trovo tutto ciò semplicemente terrificante, fuori dalla portata dell’utente comune. Un fulgido esempio di come non dovrebbe essere l’esperienza informatica di un utente “normale” (come mi considero). Conosco poco la mia macchina? Sicuramente. Del resto Mac è basato su Unix, e su Unix esistono intere biblioteche.
In realtà, il mio punto di vista di un utente “comune” che non vuole mettere le mani dentro le interiora della propria macchina ha dei vantaggi: scrivendo una guida, punto alla massima semplicità possibile. Una guida a LaTeX scritta da un super-esperto di Unix, TeX e codice binario (che magari “si considera un vero uomo perché si scrive da solo i driver per le periferiche”, per citare il padre di Linux) avrebbe tutt’altro sapore: sarebbe più completa, certo, ma non necessariamente migliore dell’Arte.
Ah, se con Word capitasse una cosa analoga (per una funzione elementare dover cancellare una cartella dal nome criptico ben nascosta nei meandri del proprio hard disk), molti griderebbero allo scandalo.
Problema risolto, comunque. Grazie a tutti.
——————————————————————————————————————————–
Resta il problema di quel dannato punto di troppo nella numerazione di tabelle e figure.Tabella 1.: Un esempio di tabella mobile.
al posto di
Tabella 1: Un esempio di tabella mobile.
Ricordo che tempo fa il problema era stato posto e risolto sul forum, ma ritrovare il topic mi è difficile (parole chiave come “didascalia” o “punto” sono troppo comuni). 🙁
——————————————————————————————————————————–Pensierino. Immaginate di aver scritto un libro destinato a una pubblicazione di lusso, da stampare su carta patinata. Immaginate che a un certo punto nella numerazione di tabelle e figure spunti dal nulla un bel punto fermo. Voi non c’entrate: dipende da un lungimirante autore delle classi e dei pacchetti che usate. Immaginate di non accorgervene (in fondo, avevate controllato tutto per bene) e di passare all’editore il PDF bacato. L’editore stampa tutto e voi avete una pila di libri, tutti bacati. Bello, eh?
E visto che oggi sono in vena di complimenti verso il mio programma preferito: sul disco del mio iMac ci sono molte decine di programmi scritti con LaTeX negli ultimi 8 anni. Una buona metà di questi sorgenti oggi non si compila più, perché alcuni autori di pacchetti e stili, nella loro infinita saggezza, rendono il loro sotfware incompatibile con le versioni precedenti a ogni aggiornamento. Certo, saprei metterci le mani per rimediare. Ma un utente normale? Uno che vuole “solo” scrivere?
E poi mi tocca dire: che bello LaTeX! 😡
Per il problema del puntino spurio devi ringraziare chi mantiene la classe [tt]scrreprt[/tt]. Il problema è dovuto al fatto che il formato di tabelle e figure viene definito come `
\newcommand*{\figureformat}{%
\figurename~\thefigure%
\autodot%
}
…
\newcommand*{\tableformat}{%
\tablename~\thetable%
\autodot%
}
` Nel documento, se imposti: `
\renewcommand*{\figureformat}{%
\figurename~\thefigure%
%\autodot%
}\renewcommand*{\tableformat}{%
\tablename~\thetable%
%\autodot%
}
` non hai più quel problema.Ciao
Claudio[/quote]Molto semplicemente, direi che prima si abbandona Kohm, meglio è. Forse solo i suoi modelli di lettera si possono usare. Ma non ci metterei la mano sul fuoco.
Lamentarsi per un problema come quello di Biber e continuare pervicacemente a usare classi che per partito preso rendono incompilabile un documento scritto con la versione precedente… 😉
Io userei suftesi.
Ciao
Tommaso
-
14 Aprile 2013 alle 10:16 #84771
-
14 Aprile 2013 alle 11:27 #84772::
illinguista1972″ post=84221
Lamentarsi per un problema come quello di Biber e continuare pervicacemente a usare classi che per partito preso rendono incompilabile un documento scritto con la versione precedente… 😉Io userei suftesi.
Certo, è una possibilità. Due problemi però.
1. La combinazione “classi KOMA” + “ClassicThesis” + “ArsClassica”, oltre a essere molto rodata, produce un risultato tipografico che mi piace. Rinunciando anche solo alle classi KOMA per quelle standard (in teoria le ultime versioni di CT lo permettono) si ha qualche fastidioso effetto indesiderato (finezze: numeri delle pagine non al posto giusto, per esempio; ma in queste cose sono molto pignolo…).
2. Conosco piuttosto bene CT, anche perché ho collaborato con il suo autore suggerendogli alcune modifiche per rendere lo stile ancor più di mio gradimento, e mi ci trovo come a casa. Con un’altra classe dovrei cambiare abitudini…
Grazie a cfiandra per la soluzione: funziona perfettamente! 🙂
-
14 Aprile 2013 alle 12:59 #84773::
Ehi ehi! 😀 Andateci piano!Invece di dare contro a Kohm 🙂 io proverei a capire meglio l’origine del problema. Nella documentazione delle classi KoMa, alla descrizione dell’opzione numbers c’è scritto:
In German, according to DUDEN, the numbering of sectional units should have no period at the end if only arabic numbers are used (see [DUD96, R 3]). On the other hand, if roman numerals or letters are appear in the numbering, then a period should appear at the end of the numbering (see [DUD96, R 4]). KOMA-Script has an internal mechanism that tries to implement this somewhat complex rule. The resulting effect is that, normally, after the sectional commands \part and \appendix a switch is made to numbering with an ending period.
Dato che nel modello di Lorenzo compare un [tt]\appendix[/tt] è normale che venga inserito il punto incriminato. Allora perché non veniva inserito prima? Forse era un bug?
Quella frase c’è pure in una versione di scrguien.pdf che risale al 2004, quindi si applica anche a vecchie versioni. Ergo, stando alla documentazione, questo è (ed è sempre stato) il comportamento voluto: se c’era, il bug era prima.
Se anche le cose stessero così, non si tratterebbe comunque di comportamenti che vengono cambiati a piacimento dall’autore (come accade con ClassicThesis :|).
In realtà il bug non c’era nemmeno prima: Lorenzo, il motivo è che hai eliminato l’opzione pointlessnumbers, che fa esattamente quello che chiedi: non inserisce mai il punto. (Ritrovo l’opzione in un tuo modello vecchio che avevo salvato sul disco.)
Ciao,
Antonio
(che ultimamente scrive poco, ma legge sempre quando può ;))
-
14 Aprile 2013 alle 13:58 #84774::
antonio.macrì” post=84225Ehi ehi! 😀 Andateci piano!
Invece di dare contro a Kohm 🙂 io proverei a capire meglio l’origine del problema. Nella documentazione delle classi KoMa, alla descrizione dell’opzione numbers c’è scritto:
In German, according to DUDEN, the numbering of sectional units should have no period at the end if only arabic numbers are used (see [DUD96, R 3]). On the other hand, if roman numerals or letters are appear in the numbering, then a period should appear at the end of the numbering (see [DUD96, R 4]). KOMA-Script has an internal mechanism that tries to implement this somewhat complex rule. The resulting effect is that, normally, after the sectional commands \part and \appendix a switch is made to numbering with an ending period.
Dato che nel modello di Lorenzo compare un [tt]\appendix[/tt] è normale che venga inserito il punto incriminato. Allora perché non veniva inserito prima? Forse era un bug?
Quella frase c’è pure in una versione di scrguien.pdf che risale al 2004, quindi si applica anche a vecchie versioni. Ergo, stando alla documentazione, questo è (ed è sempre stato) il comportamento voluto: se c’era, il bug era prima.
Se anche le cose stessero così, non si tratterebbe comunque di comportamenti che vengono cambiati a piacimento dall’autore (come accade con ClassicThesis :|).
In realtà il bug non c’era nemmeno prima: Lorenzo, il motivo è che hai eliminato l’opzione pointlessnumbers, che fa esattamente quello che chiedi: non inserisce mai il punto. (Ritrovo l’opzione in un tuo modello vecchio che avevo salvato sul disco.)
Premesso che oggi non sono molto in forma, mi sfugge il perché l’eventuale aggiunta di un’appendice debba influire con la numerazione di tabelle e figure. Stando ai miei vaghissimi ricordi, “pointlessnumbers”:
1. serviva a non mettere un punto dopo la numerazione delle sezioni, non delle figure;
2. era comunque il default;
3. ora è obsoleta.In ogni caso, ripeto: l’ultima cosa che un autore vuole è veder cambiato l’aspetto del proprio documento (magari frutto di una certosina revisione finale) dopo un semplice aggiornamento…
antonio.macrì” post=84225
Antonio
(che ultimamente scrive poco, ma legge sempre quando può )Lorenzo
(che ultimamente scrive e legge poco…) 😉
-
14 Aprile 2013 alle 15:49 #84775::
lorenzo.pantieri” post=84227Premesso che oggi non sono molto in forma, mi sfugge il perché l’eventuale aggiunta di un’appendice debba influire con la numerazione di tabelle e figure.
L’appendice influisce perché determina una numerazione come “A.1”: dato che compaiono lettere, ecco che (secondo le regole della tipografia tedesca) va messo il punto. La classe KoMa se ne accorge e alla compilazione successiva abilita l’inserimento del punto per tutte le numerazioni. Se invece si toglie l’appendice, la classe si rende conto che tutte le numerazioni contengono solamente numeri (non lettere), quindi deduce che il punto non va e non ce lo mette.
Stando ai miei vaghissimi ricordi, “pointlessnumbers”:
1. serviva a non mettere un punto dopo la numerazione delle sezioni, non delle figure;Concordo con te se obietti che quel “sectional units” farebbe pensare ai titoli di sezione e non di figure e tabelle (sulla terminologia tipografica non saprei rispondere). Però il punto c’è persino nella stessa tabella in cui si elencano i possibili valori di numbers, questo mi suggerisce che sia voluto e sia così da sempre.
2. era comunque il default;
Posso sbagliarmi, ma credo che il valore di default sia (e fosse anche prima) [tt]autoenddot[/tt]. Leggendo il codice si vede che gli è associato il valore numerico 0 e generalmente mi pare che ce l’abbiano le opzioni predefinite.
3. ora è obsoleta.
È obsoleta perché va sostituita con [tt]numbers=noenddot[/tt], allo stesso modo in cui è obsoleta [tt]tablecaptionabove[/tt] che andrebbe sostituita con [tt]captions=tableheading[/tt]. Questo nell’ottica di sostituire le tante opzioni nella forma [tt]ax[/tt], [tt]bx[/tt], [tt]cx[/tt] con una sola [tt]x=a[/tt], [tt]x=b[/tt], [tt]x=c[/tt].
In ogni caso, ripeto: l’ultima cosa che un autore vuole è veder cambiato l’aspetto del proprio documento (magari frutto di una certosina revisione finale) dopo un semplice aggiornamento…
Su questo siamo perfettamente d’accordo (vedi classicthesis->anthosthesis), ma modestamente e sinceramente non mi pare sia questo il caso.
Ciao,
Antonio
-
21 Gennaio 2014 alle 17:33 #84776::
Grazie Lorenzo per aver posto il problema del puntino, grazie a Claudio per averne data una soluzione mirata, grazie ad Antonio per averlo spiegato e risolto in generale. Grandi!Mi sono trovato nella condizione di avere lo stesso problema oggi, e dopo essere riuscito a capire che dipendeva “misteriosamente” dall’inserimento o meno di \appendix (ma che, altrettanto misteriosamente, con \appendix attivo senza capitoli di appendice nel seguito..il problema non si presentava…[ora posso dire…eh certo!! ma vi assicuro che stavo diventando pazzo :-)]) ho provato a cercare qui “figure appendix” trovando questa discussione, e le sue (semplici entrambe) soluzioni a seconda della resa desiderabile :-).
Grazie mille a tutti dunque.
Buona settimana 🙂
ciao ciao,
Corrado.
-
-
AutoreRisposte
- Devi essere connesso per rispondere a questo topic.
