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illinguista1972.
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13 Luglio 2016 alle 6:54 #106955::
Siamo alle solite!Gli utenti, ultimo dei quali @Cornopean, lamentano difficoltà nell’installare la TeX Live in Windows. Difficoltà maggiori ne incontrano installandola in Linux, perché bisogna usare il terminale.
L’uomo è atterrato sulla Luna nel 1969 (mi pare che i computer della centrale di controllo sulla Terra avessero a malapena la tastiera), un’email percorre il tragitto Padova-Los Angeles-Padova in poco meno di un secondo, in Giappone i treni raggiungono i 603 km/h e in America non sono in grado di confezionare un file [tt]texlive-2016.exe[/tt] che si comporti come tutti gli eseguibili per Windows e che installi in modo banale il programma?
Non ci credo. Come mai, d’altro canto, esiste un file come [tt]mactex-20160603.pkg[/tt] che non dà alcun problema, per giunta per la piattaforma meno diffusa tra quelle in circolazione?
Quali sono i problemi? Le diverse versioni di Windows? Non ce ne sono di diverse anche di (Mac) OS X? Suvvia.
Finché un sistema TeX/LaTeX non si potrà installare con due clic, LaTeX non potrà che perdere utenti. E anche le ragioni per cui questo forum esiste potrebbero venire meno.
Prego chi tra noi ha contatti con le alte sfere di inoltrare questa lamentela, che è mia e di molti utenti. Non è possibile continuare a spiegare come installare un programma.
A onor del vero aggiungo che esistono guide per principianti che contengono le istruzioni in questione, ma che sistematicamente non vengono lette.
Ciao
Tommaso
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13 Luglio 2016 alle 7:21 #106956::
illinguista1972″ post=107066Siamo alle solite!
Gli utenti, ultimo dei quali @Cornopean, lamentano difficoltà nell’installare la TeX Live in Windows. Difficoltà maggiori ne incontrano installandola in Linux, perché bisogna usare il terminale.
L’uomo è atterrato sulla Luna nel 1969 (mi pare che i computer della centrale di controllo sulla Terra avessero a malapena la tastiera), un’email percorre il tragitto Padova-Los Angeles-Padova in poco meno di un secondo, in Giappone i treni raggiungono i 603 km/h e in America non sono in grado di confezionare un file [tt]texlive-2016.exe[/tt] che si comporti come tutti gli eseguibili per Windows e che installi in modo banale il programma?
Non ci credo. Come mai, d’altro canto, esiste un file come [tt]mactex-20160603.pkg[/tt] che non dà alcun problema, per giunta per la piattaforma meno diffusa tra quelle in circolazione?
Quali sono i problemi? Le diverse versioni di Windows? Non ce ne sono di diverse anche di (Mac) OS X? Suvvia.
Finché un sistema TeX/LaTeX non si potrà installare con due clic, LaTeX non potrà che perdere utenti. E anche le ragioni per cui questo forum esiste potrebbero venire meno.
Prego chi tra noi ha contatti con le alte sfere di inoltrare questa lamentela, che è mia e di molti utenti. Non è possibile continuare a spiegare come installare un programma.
Ciao
TommasoCondivido parola per parola. Adoro LaTeX, ma in certe cose è ancora tremendo. Quando l’ho installato la prima volta sul mio Mac (la distribuzione si chiamava gwLaTeX), l’installazione non era facile: bisognava installare diversi “moduli” (chiamati, giusto per far confusione, “pacchetti”), in un ordina preciso, pena il mancato funzionamento del programma. Dopo, con la MacTeX, le cose sono migliorate molto, anche se c’è ancora un po’ di lavoro da fare (per esempio, LaTeX non si aggiorna automaticamente come fanno gli altri programmi Mac, ma occorre lanciare la TeX LIve Utility, dall’interfaccia lugubre).
Quanto all’installazione su Windows, l’ultima volta che ci ho provato è stato qualche mese fa: non ci sono riuscito. Se mi fossi sforzato, cercando nell’Arte o in Rete, probabilmente ce l’avrei fatta, ma mi rifiuto. Un programma che non si installa con due clic io non lo voglio, per principio.
Quando ho fatto presenti queste cose c’è chi mi ha detto che “LaTeX non è come Word, ci sta che sia difficile da installare”. Non sono d’accordo. Io voglio investire tempo imparando \chapter, \section e \tableofcontents (è tempo ben speso), non voglio perdere tempo installando un programma (è tempo sprecato).
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13 Luglio 2016 alle 8:28 #106957::
P.S.Qualche giorno fa ho cambiato telefono (da un iPhone 4s a un iPhone 5s). Arrivato a casa accendo il mio nuovo iPhone: mi chiede la password della rete WiFi e se voglio ripristinare la configurazione precedente. Inserisco la password e dico di sì. Bam. In automatico, ho il “mio” telefono: rubrica, sms, i messaggi Whatsapp, persino lo sfondo sono gli stessi del telefono che avevo prima. C’è tutto, al suo posto. Non ho perso niente e non ho dovuto re-inserire alcun dato. E questo senza che io avessi predisposto nulla: evidentemente l’iPhone vecchio aveva scaricato i suoi dati sul mio iMac e l’Phone nuovo li ha caricati. Tutto in automatico, ripeto: questo prodigio di comodità è avvenuto senza che io facessi nulla. Ci hanno pensato gli ingegneri dell’Apple.
Questo è progresso.
Ecco, se si può fare questo, si può benissimo far sì che un software si installi con due clic.
Poi, che ci sia qualcuno che “rimpianga il tempo in cui gli uomini erano uomini e si scrivevano da soli i driver delle periferiche” ci sta. Ma è una visione retrograda, per me.
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13 Luglio 2016 alle 8:52 #106958::
lorenzo.pantieri” post=107068P.S.
Qualche giorno fa ho cambiato telefono (da un iPhone 4s a un iPhone 5s). Arrivato a casa accendo il mio nuovo iPhone: mi chiede la password della rete WiFi e se voglio ripristinare la configurazione precedente. Inserisco la password e dico di sì. Bam. In automatico, ho il “mio” telefono: rubrica, sms, i messaggi Whatsapp, persino lo sfondo sono gli stessi del telefono che avevo prima. C’è tutto, al suo posto. Non ho perso niente e non ho dovuto re-inserire alcun dato. E questo senza che io avessi predisposto nulla: evidentemente l’iPhone vecchio aveva scaricato i suoi dati sul mio iMac e l’Phone nuovo li ha caricati. Tutto in automatico, ripeto: questo prodigio di comodità è avvenuto senza che io facessi nulla. Ci hanno pensato gli ingegneri dell’Apple.
Questo è progresso.
Ecco, se si può fare questo, si può benissimo far sì che un software si installi con due clic.
Poi, che ci sia qualcuno che “rimpianga il tempo in cui gli uomini erano uomini e si scrivevano da soli i driver delle periferiche” ci sta. Ma è una visione retrograda, per me.
Suvvia ragazzi,
non possiamo confrontare gli ingegneri della Apple (o meglio le loro paghe) con i pochi volontari che scrivono il codice per far funzionare i sistemi TeX sui nostri pc.
Aggiungo che TeX Live è una distribuzione che si installa facilmente su moltissimi sistemi operativi diversi.
Questa è una condizioni essenziale che spiega perché l’installer è scritto in Perl.A onor del vero, avevamo tentato di creare un installer TeX Live solo per Windows alla stregua di MacTeX.
Quando dico avevamo, mi riferisco ai pochi volenterosi del GuIT.
L’idea era quella però di non sprecare tempo e risorse e perciò il progetto era appunto la generazione di un installer semplice ma che contenesse codice che poi avrebbe potuto essere convogliato in TeX Live padre.Tuttavia, il linguaggio scelto per costruire l’installer non è disponibile universalmente su praticamente tutti i sistemi operativi esistenti, nella filosofia TeX Live. Venendo meno il riuso di codice per TeX Live padre il progetto non è nemmeno partito.
L’implementazione dell’installer del GuIT avrebbe dovuto lavorare in modo concorrente, scaricando e installando i pacchetti in molti diversi processi in modo da abbreviare di molto il tempo d’intsllazione ed era questo l’aspetto che avrebbe dovuto confluire in TeX Live padre.
Oggi, le cose possono ovviamente ripartire, magari su un idea del tutto nuova. A mio modesto parere però, la principale pecca di TeX Live installer e di tlmgr è quella di agire sequenzialmente, così che per installare una full si impiegano ore.
MacTeX ha risolto questi problemi.
Contattatemi se qualcono è interessato a lavorarci su.
R.
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13 Luglio 2016 alle 9:11 #106959::
robitex” post=107069Suvvia ragazzi,
non possiamo confrontare gli ingegneri della Apple (o meglio le loro paghe) con i pochi volontari che scrivono il codice per far funzionare i sistemi TeX sui nostri pc.Non lo trovo un gran argomento: LaTeX produce documenti molto più belli di Word, eppure la Microsoft è un’azienda miliardaria, mentre LaTeX è gratis. Se fosse una semplice questione di soldi, Word dovrebbe essere infinitamente meglio di LaTeX, mentre è vero il contrario.
Ancora, ci sono diversi programmi freeware che si installano facilmente.
Prego chi tra noi ha contatti con le alte sfere di inoltrare questa lamentela, che è mia e di molti utenti. Non è possibile continuare a spiegare come installare un programma.
Ricordo quello che mi disse una volta Ivan Valbusa che aveva appena fatto un corso introduttivo di LaTeX a dei laureandi umanisti:
La cosa più difficile da spiegare e da capire di LaTeX è come installarlo.
Più chiaro di così…
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13 Luglio 2016 alle 10:05 #106960::
Beh, a parte il fatto che è da dimostrare che il tuo Iphone l’abbia scaricato sul tuo IMac e non altrove, magari insieme a quei tuoi dati tanto utili può avere inviato anche tanti altri dati che tu non sai e che magari non vorresti che fossero in giro. 🙂Tornando al tema: se dite che l’interfaccia di installazione grafica in windows (o in linux) è “brutta” o “spartana” ci sto. Se dite che è difficile, no.
Non sono un ingegnere, non sono un informatico, ma sono anni che installo TeXLive senza alcun problema. E se uno non ha voglia di selezionare quali lingue gli interessano, se ha bisogno o no dei pacchetti per i giochi, lascia impostate le scelte di default e clicca installa …. con l’unico problema che occupa 2Gb di harddisk.E per quanto riguarda l’aggiornamento: io sono felicissimo che non si aggiorni da solo. Se un aggiornamento modificasse un pacchetto che mi è necessario per quello che sto facendo e mi obbligasse a cambiare tutto il mio documento … beh non sarei così contento di avere gli aggiornamenti automatici.
Salvatore
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13 Luglio 2016 alle 11:28 #106961::
strolego” post=107071Beh, a parte il fatto che è da dimostrare che il tuo Iphone l’abbia scaricato sul tuo IMac e non altrove, magari insieme a quei tuoi dati tanto utili può avere inviato anche tanti altri dati che tu non sai e che magari non vorresti che fossero in giro. 🙂
Che si fa? Si torna al telefono con la ghiera “per sicurezza”? 😉
strolego” post=107071Tornando al tema: se dite che l’interfaccia di installazione grafica in windows (o in linux) è “brutta” o “spartana” ci sto. Se dite che è difficile, no.
Non sono un ingegnere, non sono un informatico, ma sono anni che installo TeXLive senza alcun problema.Tu non hai incontrato difficoltà di installazione: è un fatto. Tanti ne incontrano: è un altro fatto, comprovato da svariate discussioni sul forum. Se tanti utenti hanno problemi di installazione, c’è qualcosa che non va. A meno di non voler cambiare gli utenti…
strolego” post=107071E per quanto riguarda l’aggiornamento: io sono felicissimo che non si aggiorni da solo. Se un aggiornamento modificasse un pacchetto che mi è necessario per quello che sto facendo e mi obbligasse a cambiare tutto il mio documento … beh non sarei così contento di avere gli aggiornamenti automatici.
A parte che su Mac sono liberissimo di rifiutare gli aggiornamenti automatici (ogni tanto mi appare in automatico la finestra “ci sono aggiornamenti disponibili per questo software; aggiorno?”; posso benissimo dire “no, grazie”), se aggiornare un pacchetto ti obbliga a cambiare tutto il tuo documento, vuol dire che c’è qualcosa che non va nel pacchetto e nell’esperienza complessiva con LaTeX…
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13 Luglio 2016 alle 13:12 #106962::
lorenzo.pantieri” post=107073
E per quanto riguarda l’aggiornamento: io sono felicissimo che non si aggiorni da solo. Se un aggiornamento modificasse un pacchetto che mi è necessario per quello che sto facendo e mi obbligasse a cambiare tutto il mio documento … beh non sarei così contento di avere gli aggiornamenti automatici.
A parte che su Mac sono liberissimo di rifiutare gli aggiornamenti automatici (ogni tanto mi appare in automatico la finestra “ci sono aggiornamenti disponibili per questo software; aggiorno?”; posso benissimo dire “no, grazie”), se aggiornare un pacchetto ti obbliga a cambiare tutto il tuo documento, vuol dire che c’è qualcosa che non va nel pacchetto e nell’esperienza complessiva con LaTeX…
Lorenzo, fino all’anno scorso mi sono rifiutato di scaricare Yosemite (avevo Mavericks). Risultato? Non riuscivo più a connettermi a eduroam (il servizio che offre connettività WiFi per ricercatori e insegnanti negli istituti europei) in nessun paese. Ripeto: in nessun paese! Motivo: un aggiornamento sul protocollo di sicurezza 802.11x. Si è risolto tutto aggiornando il sistema operativo. In LaTeX si possono fare n paralleli, ma il problema vero è fare in modo che chi aggiorna un pacchetto/classe introduca retrocompatibilità e la cosa non è sempre possibile.
lorenzo.pantieri” post=107070
Suvvia ragazzi,
non possiamo confrontare gli ingegneri della Apple (o meglio le loro paghe) con i pochi volontari che scrivono il codice per far funzionare i sistemi TeX sui nostri pc.Non lo trovo un gran argomento: LaTeX produce documenti molto più belli di Word, eppure la Microsoft è un’azienda miliardaria, mentre LaTeX è gratis. Se fosse una semplice questione di soldi, Word dovrebbe essere infinitamente meglio di LaTeX, mentre è vero il contrario.
Su questo concordo con Roberto: con team piccoli e volontari, è già un miracolo avere tutte queste opzioni. Oltretutto, non dimenticare che il core business di Microsoft non è Word, anzi.
strolego” post=107071E se uno non ha voglia di selezionare quali lingue gli interessano, se ha bisogno o no dei pacchetti per i giochi, lascia impostate le scelte di default e clicca installa …. con l’unico problema che occupa 2Gb di harddisk.
Si, però i pc di oggi hanno minimo 500 GiB di spazio, cosa vuoi che siano 4 o 5 dedicati a un’applicazione.
Per me l’unica cosa veramente assurda in TeXLive è dover re-installare annualmente. A onor del vero non è che costi chissà cosa, ma troverei più semplice se ogni anno ci fossero upgrade da installare sulla versione già presente nella macchina.
Comunque sia, la discussione è interessante e sicuramente si può contribuire a rendere più semplice l’installazione. Ivan ha fatto un’ottima guida online, per esempio.
Ciao
Claudio
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13 Luglio 2016 alle 14:42 #106963
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13 Luglio 2016 alle 14:47 #106964::
Questa è una bellissima discussione da Forum. Bravi tutti i partecipanti.
Premetto: io ho un Mac e scaricare il file MacTeX.pkg richiede un tempo spropositato in rete, che dovrebbe viaggiare a 20 MiB al secondo, quindi per scaricare il malloppo dovrebbe metterci teoricamente 250 secondi, vale a dire poco più di 4 minuti. Talvolta un’ora non basta, l’ultima volta sono occorse due ore. Poi per l’installazione dal package si compie in circa 5 minuti. Festa finita.Ho installato TeXLive su un paio di macchine virtuali, una Windows XP dove avevo montato il programma WinCDemu, e una Linux Ubuntu; per entrambe le installazioni avevo scarica l’immagine ISO; una sola immagine mi è servita per entrambe le installazioni.
Con Windows è banale: si doppio-clicca sul nome dell’immagine ISO, si risponde a qualche domanda banale, e il tutto procede da solo fine alla fine senza problemi di sorta.
Su Linux è un poco più complesso perché bisogna lavorare da terminale seguendo le indicazioni della guida di Enrico, ma chi usa Linux è abituato alla finestra comandi ed è psicologicamente predisposto a interagire tramite la tastiera con il sistema operativo. Ma l’installazione vera e proprio dall’ISO dura come per una macchina Windows.Chi predispone TeXLive per l’installazione su “virtualmente” qualsiasi macchina, deve fare i conti con la moltitudine di sistemi operativi in uso; penso che per Windows oggi ci siano WinXP, Vista, Win7, Win8, Win10 e le installazioni per questi sistemi operativi vanno gestite diversamente perché non c’è una vera standardizzazione nè del sistema di cartelle, né è presente il concetto di HOME.
I sistemi operativi Linux sembra che esistano in un paio di centinaia di versioni diverse, forse non così diverse, ma tuttavia vanno gestite in modo diverso.Detto questo, mi pare che il discordo di pochi volontari che lavorano gratis nel loro tempo libero non possano oggettivamente imbarcarsi un un installer multipiattaforma per sistemi operativi così diversi fra loro; chi crea il package per i Mac sa che può contare su un’architettura di cartelle più o meno immutata da quando esiste il Mac OS X, vale a dire una dozzina d’anni; prima il Mac era più o meno legato a TeXtures, un prodotto commerciale che costava sui 500$. Esisteva un altro prodotto che si chiamava OZTeX, ma non ho mai conosciuto nessuno che l’usasse; non so nemmeno se fosse gratuito o a pagamento. Su TeXtures ho messo le mani, e anche nei capelli…
Ho cominciato a usare il sistema TeX su DOS 6.3 — molti di voi non l’hanno mai sentito nominare. Non era un sistema operativo a finestre, ma disponeva solo della finestra comandi. I russi hanno spedito prima lo Sputnik, poi Laika, poi Gagarin in orbita usando macchine DOS con clock lenti e dischi magnetici piccolissimi rispetto ad oggi. Eppure ci si facevano cose egregie sia in Russia sia da noi in occidente.
Poi ho messo le mani su altre macchine, anche mainframe, ma non rimpiango quei tempi; il sistema TeX di fatto costava, sebbene ne fosse gratuito il cuore, perché costava l’impacchettamento, il manuale di istruzioni, l’eventuale assistenza clienti, eccetera. Finché non è apparso TeXAS, la prima versione ottenuta trasformando il codice originale di Knuth dal Pascal al C e distribuendo il nuovo eseguibile molto veloce per una macchina DOS e, non indifferente, per la prima volta gratuito.
Poi per le macchine Windows è apparso MiKTeX che è disponibile ancora oggi aggiornato e migliorato; oggi per installare MiKTeX esisterebbe il programma ProTeXt, a cui abbiamo collaborato anche noi del GuIT. Si usa con due click: appare una schermata con un file PDF interattivo; fa qualche domanda e poi fa tutto lui; peccato che installi solo la versione di Base di MiKTeX, sebben dia anche le informazioni utili epr la post-installazione.Oggi direi che l’immagine ISO per le macchine Windows e quelle Linux sono eccellenti e e la distribuzione MacTeX per Mac è ancora meglio.
Ma per le macchine Windows con sistemi operativi diversi e inconciliabili gli uni con gli altri non si può pensare ad un pacchetto auto estraente semplice come quello del Mac; ce ne vorrebbe uno diverso per ogni versione del sistema operativo. Lo stesso, a maggior ragione, vale per i 200 Linux.Conclusione: le cose così come stanno vanno bene, anche se non c’è limite al meglio.
Gli aggiornamenti; per fortuna non sono automatici, altrimenti le nostre macchine passerebbero una buona parte del loro tempo ad aggiornare il sistema TeX; io aggiorno ogni 7 o 10 giorni, e ogni volta mi ritrovo alcune decine di pacchetti da aggiornare e una manciata di pacchetti nuovi, otre, più spesso di quanto non si pensi, alcuni pacchetti da rimuovere.
La grafica del tlmgr è rudimentale? quella della TeXLive Utility.app lo è altrettanto? D’accordo, non c’è limite al meglio, ma trovo che questo, se non è il meglio, è sicuramente fatto bene, molto bene. Se solo pensate a quello che c’è dietro per tenere sotto controllo circa 5300 pacchetti, vi rendete conto che un volontario pensa alla sostanza già difficile di per sé, non bada agli ornamenti.
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13 Luglio 2016 alle 16:07 #106965::
Buona sera a tutti,
personalmente uso sia linux, che Mac OSX che windows, per ragioni diverse.
Negli ultimi 8 anni ho installato le varie distribuzioni TeX su tutte queste macchine, ogni anno (beh con Linux a volte sono stato più pigro…).
Riconosco una certa complessità per chi non è avezzo alla riga di comando per quel che riguarda linux, ma sia su windows, che su mac l’istallazione mi sembra semplice. A volte su windows ci sono dei problemi legati al perl, ma se si disattiva l’antivirus, come peraltro indicato nelle istruzioni, tutto fila liscio.
Allora come mai molti utenti lamentano problemi? Spesso gli utenti, in particolare su windows, hanno diversi virus, ma non si accorgono della loro presenza, spesso il disco rigido è pieno al 98%, ma non ci hanno fatto caso… insomma non tutti gli elaboratori sono in perfette condizioni e questo può generare diversi problemi.
Scaricare un file da 20 megabyte e rispondere a qualche domanda non mi sembra un’impresa complessa. Forse le persone dovrebbero comprendere che, come qualsiasi altra macchina, anche il computer richiede manutenzione.
Saluti
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13 Luglio 2016 alle 19:28 #106966::
Il file ISO non è di 20MiB, ma almeno 100 volte più grande. Tuttavia non è un problema scaricare un grosso file e rispondere a qualche domanda.Insomma, capisco che installare MacTeX sul Mac sia leggermente più semplice e più rapido che sulle altre piattaforme, ma la differenza non è enorme. Installare ogni anno il malloppo completo, forse si potrebbe evitare; forse; non sono a conoscenza dei dettagli che hanno spinto i volontari che stanno dietro a TeXLive di prendere questa decisione; forse è un vantaggio per loro, perché possono lavorare tranquilli sugli eseguibili su macchine separate senza interferire con quanto c’è su CTAN, tuttavia anche così non è male.
Dispiace solo che qualche volta ci siano delle modifiche che non sono retrocompatibili o degli erroretti che rivinano quello che in passato funzionava. Volete un esempio? Eccolo da compila re con XeLaTeX:`\documentclass{article}
\usepackage{fontspec}
\usepackage{polyglossia}
\setmainlanguage{italian}\setotherlangueage{hebrew}% commentare e decommentare questa riga per vedere la differneza
\begin{document}
\today.
\end{document}`Notate che la lingua di default è l’italiano e l’ebraico non è mai usato per davvero.Che cosa succede del punto dopo la data con e senza la riga commentata?
Prima con la versione del 2015 non succedeva niente di diverso.
Ho già avvisato il curatore del pacchetto bidi, che però non sembra molto reattivo…Di questo bisognerebbe lamentarsi ed è giusto e doveroso supporre che ogni pacchetto abbia un curatore reattivo. Avendo caricato almeno una mezza dozzina di pacchetti su CTAN, senza contare i pattern per molte lingue neolatine e per il greco, senza contare i font di vario genere, su quanto sia pesante mantenere in funzione, spulciare (togliere i bug), aggiornare, rendere più efficace il software che si cura. Tuttavia l’irritazione che talvolta Lorenzo ha manifestato è giustificata, ma non sul fatto che il sistema TeX si possa mettere a confronto con suite commerciali. Sono cose diverse e non confrontabili. Tutti vorremmo fare tutto con un paio di click, ma non si può fare tutto con un paio di click.
A me capita di dover scrivere programmi in linguaggi da compilare; nessuno dei linguaggi che consentono di fare quelle cose è completamente inseribile in una GUI (Graphic User Interface) come LaTeX, e quando si manifestano errori di compilazione la loro decifrazione è solitamente molto più criptica degli avvisi d’errore di LaTeX. Grazie a shell escape sono riuscito a integrare un sorgente LaTeX con un programma FORTRAN; so che @robitex è riuscito a fare ben altro; ma sempre con un numero di click molto superiore a due, 🙂 🙂 🙂
Quanto tempo ci vuole a creare un insieme minimo ma sufficiente per la sillabazione di una lingua neolatina? O per una delle varietà del latino?
Senza lavorare da finestra comandi è impossibile, quindi è tutto lavoro di tastiere e niente di mouse.
E questi sono lavori che si possono fare solo grazie al sistema TeX; meno male che si possono fare anche cose difficili con questo sistema senza usare il mouse. Poi i lavoro che fai è freeware e può essere usato da chiunque soto condizioni molto lasche. Ancora MS Word,no MA Libre- e Open-Office writer usano i pattern creati da noi del sistema TeX; In Design lavora con i nostri pattern; e potrei continuare.
Grazie sistema TeX ad essere così “arcaico” da poterti usare dalla linea di comando 😉
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13 Luglio 2016 alle 22:27 #106967::
Proprio perché non sono un esperto non condivido le difficoltà incontrate.Installare LaTeX su un sistema windows è cosa talmente elementare da non richiedere linee di commento.
Per quanto riguarda Linux, OS che io uso sotto la distribuzione Slackware, faccio presente questi passi che occorre seguire sotto Slackware (Ubuntu non l’ho mai considerata una seria distribuzione, piuttosto una non riuscita clonazione di Debian).
Innanzi tutto il sistema va preparato prelevando da quest’indirizzo http://www.cpan.org/src/stable.tar.gz la versione stabile del Perl e scompattandola. Quindi vanno fornite in sequenza queste istruzioni:
$ sh Configure -des
$ make
$ make test
$ make install: le operazioni sono abbastanza lunghe.Si esegue un reboot del sistema, ed al nuovo avvio, come superutente, si digita da shell
$ cpan -i Tk . Anche questa procedura è lunghetta. La comparsa di riquadri grafici con cartelle, cammelli, fiori, scritte in cinese e giapponese,… è segno che tutto procede per il meglio.
Si riavvia si nuovo il sistema, ci si posiziona nella cartella dove è presente l’ultima versione di \LaTeX\ scompattato, e da terminale si dà l’istruzione:
$ ./install-tl -gui e l’interfaccia grafica si avviaSi consiglia di cliccare sulla casella Create symlinks in system directories, non è necessario, ma altrimenti bisogna agire sul file profile aggiungendo queste righe
PATH=/usr/local/texlive/2016/bin/i386-linux: $PATH; export PATH
MANPATH=/usr/local/texlive/2016/texmf/doc/man: $MANPATH; export MANPATH
INFOPATH=/usr/local/texlive/2016/texmf/doc/info: $INFOPATH; export INFOPATHSe lo so fare io……
PS: Dover reinstallare annualmente TexLive risolve molti problemi, non li complica; basta liberarsi dalla filosofia windows per cui un OS dure 2-3 anni. Le modifiche possono essere rilevanti, ed è meglio avere un sistema nuovo che uno vecchio accroccato (windows…….)
saluti, Enrico M.
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14 Luglio 2016 alle 4:36 #106968::
Premesso che si può sempre migliorare, non penso che le difficoltà di installazione su win possano allontanare potenziali utenti dall’utilizzo di latex, o, per dir meglio, possano essere un deterrente per chi è veramente interessato ad usarlo: i possibili errori che si incontrano non saranno di sicuro né gli ultimi né i più misteriosi che un utente di latex incontra. Se ci si scoraggia subito e non si insiste un po’, non penso che comunque si sarebbe andati molto lontano. Certo, magari margini di miglioramento per l’istallazione su windows ci possono essere, ma non penso sia il problema maggiore. Magari il disappunto è soprattutto perché è l’OS più diffuso e l’installazione è meno immediata che su MAC (a quanto ho capito), ma, ripeto, non mi sembra il problema principale. Texlive su win si può installare e funziona.Altro punto fondamentale è la doc: se non si legge con attenzione la documentazione non va nulla e questo vale per la guida di installazione di egreg per linux, per la doc di biblatex, babel etc. (per limitarci alle cose di uso più comune); per non parlare dell’Arte. Quindi leggere la doc prima e dopo l’installazione.
A mio modo di vedere è più un problema di aspettative: ci si aspetta che tutto funzioni out of the box, perché ci aspettiamo che tutto sia così: latex (e quindi indipendentemente dall’ OS) non è così. Purtroppo sembra che per win sia necessario anche ‘imparare ad installarlo’ e questo magari si può migliorare, ma non penso sia un problema, perché certamente non sarà l’ultima cosa che si dovrà imparare.
Infine il fatto che Texlive sia il frutto del lavoro volontario e gratuito di un limitato gruppo di persone, per di più di grande competenza, ha sempre più del miracoloso.
Ciao
Andrea
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14 Luglio 2016 alle 5:19 #106969::
Ciao.
Penso sia assodato che installare TeX Live su Windows sia più semplice che in Linux, e che comunque la procedura su questi sistemi non sia così difficile, specie se si installa la versione full.Penso anche che la modalità di rilascio completa annuale di TeX Live sia comune nel mondo unix: il software riceve aggiornamenti per singole versioni così si passa per esempio dalla 3.2.0 alla 3.2.1 ecc. A un certo punto esce una versione nuova magari con caratteristiche sperimentali, diciamo la versione del ramo 3.3.
Sulla macchina dell’utente la serie 3.2 continuerà per un certo tempo a ricevere aggiornamenti ma non passerà automaticamente alla 3.3 se non con una scelta esplicita dell’utente.
In questo modo l’utente può fare le sue scelte per lavorare con la versione del software che offre il miglior equilibrio tra stabilità e funzionalità e può programmare il momento in cui fare il salto di versione.Aggiungo che anno dopo anno TeX Live migliora. Gli sviluppatori aggiungono nuove funzioni, come quella di poter reinstallare una versione precedente di un pacchetto tra quelle precedentemente aggiornate, o quella di far ripartire la procedura netinstall da dove si era rimasti al momento dell’interruzione della rete.
Ho provato a dare una mano con idee che in sostanza sfruttino la potenza di calcolo dei processori multicore attuali, ma è una questione tecnica complicata che deve comunque funzionare all’interno dell’infrastruttura di CTAN (i cui server possono essere non perfettamente sincronizzati e fornire diversa velocità di download) e su praticamente tutti i sistemi operativi.
In concreto, il problema principale del processo d’installazione e aggiornamento di TeX Live è il tempo troppo lungo. La mia TL2016 full conta più di 141.000 file distribuiti in più di 11.000 directory e per un totale di più di 4GB. Più che logico che serva tutto quel tempo soprattutto per quelle condizioni al contorno.
Nella procedura netinstall, ogni pacchetto viene sequenzialmente scaricato, verificato via hash, scompattato, e spostato nella cartella giusta.Da ISO ci si impiega molto meno tempo, ma a questo va aggiunto poi il tempo per aggiornare i pacchetti poiché la ISO contiene TL al momento dell’uscita annuale perciò se la si installa dopo diciamo 5 mesi avremo da aggiornare pacchetto per pacchetto qualcosa dell’ordine di centinaia di componenti.
Penso che la difficoltà vera stia nelle abitudine degli utenti windows. Essi sono abituati a scaricare un unico file d’installazione e dopo un doppio click, a dare conferma. TeX Live oggi si avvicina molto a questo ma se qualcosa va storto lascia gli utenti in difficoltà perché essi non sono abituati ai concetti insiti in una procedura che deriva dal mondo unix e non sono abituati al dover consultare della documentazione che può dare per scontato alcune cose.
Credo anche che possa essere realizzato un installer per Windows tipo MacTeX che installi in pochi minuti sfruttando tutta la velocità della connesisone e del processore. Tuttavia nel mondo open source quasi sempre le risorse che si possono impiegare sono di tipo personale, ovvero vale la pena di scrivere (e mantenere) un certo componente solamente se se ne ha una utilità personale.
Ho, ovvio, delle priorità e un nuovo installer per Windows ne ha sicuramente meno che non un lavoro per il prossimo GuIT meeting, per esempio.
R.
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14 Luglio 2016 alle 5:22 #106970::
heinrich” post=107082Proprio perché non sono un esperto non condivido le difficoltà incontrate.
Installare LaTeX su un sistema windows è cosa talmente elementare da non richiedere linee di commento.
Per quanto riguarda Linux, OS che io uso sotto la distribuzione Slackware, faccio presente questi passi che occorre seguire sotto Slackware (Ubuntu non l’ho mai considerata una seria distribuzione, piuttosto una non riuscita clonazione di Debian).
Innanzi tutto il sistema va preparato prelevando da quest’indirizzo http://www.cpan.org/src/stable.tar.gz la versione stabile del Perl e scompattandola. Quindi vanno fornite in sequenza queste istruzioni:
$ sh Configure -des
$ make
$ make test
$ make install: le operazioni sono abbastanza lunghe.Si esegue un reboot del sistema, ed al nuovo avvio, come superutente, si digita da shell
$ cpan -i Tk . Anche questa procedura è lunghetta. La comparsa di riquadri grafici con cartelle, cammelli, fiori, scritte in cinese e giapponese,… è segno che tutto procede per il meglio.
Si riavvia si nuovo il sistema, ci si posiziona nella cartella dove è presente l’ultima versione di \LaTeX\ scompattato, e da terminale si dà l’istruzione:
$ ./install-tl -gui e l’interfaccia grafica si avviaSi consiglia di cliccare sulla casella Create symlinks in system directories, non è necessario, ma altrimenti bisogna agire sul file profile aggiungendo queste righe
PATH=/usr/local/texlive/2016/bin/i386-linux: $PATH; export PATH
MANPATH=/usr/local/texlive/2016/texmf/doc/man: $MANPATH; export MANPATH
INFOPATH=/usr/local/texlive/2016/texmf/doc/info: $INFOPATH; export INFOPATHSe lo so fare io……
PS: Dover reinstallare annualmente TexLive risolve molti problemi, non li complica; basta liberarsi dalla filosofia windows per cui un OS dure 2-3 anni. Le modifiche possono essere rilevanti, ed è meglio avere un sistema nuovo che uno vecchio accroccato (windows…….)
saluti, Enrico M.
Ciao.
A quanto ne so, non è necessario installare Perl perché TeX Live è in grado di usarne un proprio interprete.
Io non ho mai dovuto installare Perl su nessun SO.
Un saluto.
R.
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14 Luglio 2016 alle 5:42 #106971::
And” post=107083Altro punto fondamentale è la doc: se non si legge con attenzione la documentazione non va nulla e questo vale per la guida di installazione di egreg per linux, per la doc di biblatex, babel etc. (per limitarci alle cose di uso più comune); per non parlare dell’Arte. Quindi leggere la doc prima e dopo l’installazione.
Per me, nel 2016, il fatto che sia necessaria una “giuda per installare un programma” (non per usarlo!) è una follia.
Quanto al concetto che “LaTeX è difficile e richiede studio, quindi ci sta che anche la sua installazione sia difficile”, non mi pare fondato: Mathematica non è facile e richiede studio (la sua guida supera le 1500 pagine…), ma si installa con due clic.
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14 Luglio 2016 alle 5:56 #106972::
lorenzo.pantieri” post=107086
Altro punto fondamentale è la doc: se non si legge con attenzione la documentazione non va nulla e questo vale per la guida di installazione di egreg per linux, per la doc di biblatex, babel etc. (per limitarci alle cose di uso più comune); per non parlare dell’Arte. Quindi leggere la doc prima e dopo l’installazione.
Per me, nel 2016, il fatto che sia necessaria una “giuda per installare un programma” (non per usarlo!) è una follia.
Quanto al concetto che “LaTeX è difficile e richiede studio, quindi ci sta che anche la sua installazione sia difficile”, non mi pare fondato: Mathematica non è facile e richiede studio (la sua guida supera le 1500 pagine…), ma si installa con due clic.
Nel mondo open source tutto è alla luce del sole. Puoi sempre scriverti un tuo installer super veloce completamente automatico.
R.
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14 Luglio 2016 alle 7:07 #106973::
A me in realtà è capitato più di una volta, con diversi software, che la prima e grande difficoltà in un software opensource fosse l’installazione.
Addirittura mi è capitato, dopo aver installato con successo un software sul portatile, di metterci due giorni ed infiniti errori (diversi da quelli che avevo risolto sul portatile) per installare lo stesso software sul desktop 😮Per quella che è la mia esperienza installare latex che ha addirittura una guida per l’installazione è una pacchia 😉
Con questo non voglio dire che le cose non possano essere migliori o più facili, ma solo che attualmente non mi sembrano così difficili 🙂
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14 Luglio 2016 alle 7:23 #106974::
Little” post=107088A me in realtà è capitato più di una volta, con diversi software, che la prima e grande difficoltà in un software opensource fosse l’installazione.
Addirittura mi è capitato, dopo aver installato con successo un software sul portatile, di metterci due giorni ed infiniti errori (diversi da quelli che avevo risolto sul portatile) per installare lo stesso software sul desktop 😮Per quella che è la mia esperienza installare latex che ha addirittura una guida per l’installazione è una pacchia 😉
Con questo non voglio dire che le cose non possano essere migliori o più facili, ma solo che attualmente non mi sembrano così difficili 🙂
Giusto. Un po’ di predisposizione all’artigianalità dell’utente non guasta.
Il tuo post mi ha fatto pensare che quando si scrive codice open source può capitare che l’ultima cosa a cui si pensa sia una buona documentazione. La collaborazione è molto importante.
R.
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18 Giugno 2018 alle 14:11 #106975::
Ecco, appunto, io vorrei aggiornare il mio LaTeX su mac e non ho ben chiaro cosa fare della precedente installazione. Ho scaricato l’ultima versione 2018, ma sulla mia macchina gira una vecchia versione del 2011 se non precedente. Come si procede per installare la nuova versione?
Grazie in anticipo
G. Lucillilorenzo.pantieri” post=107076
Per me l’unica cosa veramente assurda in TeXLive è dover re-installare annualmente. A onor del vero non è che costi chissà cosa, ma troverei più semplice se ogni anno ci fossero upgrade da installare sulla versione già presente nella macchina.
Concordo.
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18 Giugno 2018 alle 17:10 #106976
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20 Giugno 2018 alle 5:02 #106977::
Grazie mille. 🙂ivan” post=113711Semplicemente installi dimenticandoti di avere l’altra distribuzione installata. L’ultima si configurerà automaticamente come quella predefinita. Dalle preferenze potrai sempre tornare ad usare la tua vecchia MacTeX 2011, nel caso alcuni file non funzionassero più con la 2018.
Ciao
Ivan -
20 Giugno 2018 alle 6:17 #106978::
lucilli” post=113726Grazie mille. 🙂
Semplicemente installi dimenticandoti di avere l’altra distribuzione installata. L’ultima si configurerà automaticamente come quella predefinita. Dalle preferenze potrai sempre tornare ad usare la tua vecchia MacTeX 2011, nel caso alcuni file non funzionassero più con la 2018.
Ciao
IvanCaro Beppe, piacere di sentirti qui 🙂
A quello che ti ha detto Ivan, aggiungo che se sul tuo Mac gira una MacTeX-2011, probabilmente gira anche un OS X che, purtroppo, non permette l’installazione della MacTeX-2018, che richiede OS X 10.10 o successivi.
Inoltre, mi pare che in macOS High Sierra (ma forse anche nella versione precedente) dalle Preferenze di sistema sia sparita la voce TeX distribution (o simile) che permetteva lo switch tra le diverse versioni della TeX Live come diceva Ivan. Era molto comodo.
Non so, però, se ho centrato il bersaglio.
Ciao
Tommaso
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